La definizione comune di Scuola Romana fu coniata nel 1930 dal critico d’arte francese Waldemar George (École de Rome).

 Uno dei momenti più interessanti e vitali dell’arte italiana del ‘900, fu la ricerca figurativa a Roma. Il periodo era quello compreso tra la Prima e la Seconda Guerra mondiale. 

Fu un sodalizio di artisti piuttosto che  una vera e propria scuola. Un’aggregazione spontanea di personalità che condividono ideali, luoghi ed atmosfere. 

Pur nella varietà dei linguaggi espressivi, la definizione comune trova la sua motivazione in alcuni elementi di continuità determinanti.

Quadri Arte Moderna a Roma
Katy Castellucci
Collage anni ‘50

Questi sono il legame profondo con la città eterna, il culto del “mestiere” e della sperimentazione e soprattutto, una profonda insofferenza verso l’idea di arte come espressione di un regime. 

Forse anche come reazione alla retorica dilagante, le opere di questi artisti mostrano realtà intime e a volte dimesse, cariche di sguardi inquieti.

Raccontano una città nascosta e sconosciuta, intrisa di miti antichi e di suggestioni barocche.

Una Roma malinconica pur nella continua trasformazione verso la modernità, una città al crepuscolo, che stava per sparire sotto i colpi del “piccone risanatore”.

La comunità artistica e culturale trova i propri punti di incontro nelle gallerie d’arte , la Galleria d’Arte di Roma o La Cometa, nei caffè ,L’Aragno o il Caffè Greco e negli studi uno fra tutti Villa Strohl Fern.

Sono tutti luoghi dislocati in un’area circoscritta tra il centro storico e i rioni Monti, Pinciano e Villa Borghese. 

Scrisse il critico e poeta Libero De Libero ricordando quegli anni:

“Quella fu la nostra grande stagione di amicizia”. 

“La poesia aveva il sopravvento su qualunque bisogno, non c’era un solo ostacolo tra noi e i fatti dell’arte, tra le cose e noi”.

Gli artisti riconducibili a questa “Scuola” sono molti e diversi e diverse sono le correnti a cui appartengono.

Realismo magico

Si va dagli esponenti del Realismo Magico come Antonio Donghi (Roma 1897 – 1963), Francesco Trombadori (Siracusa 1886 – Roma 1961), Riccardo Francalancia (Assisi 1886 – Roma 1965) e Ferruccio Ferrazzi (Roma 1891 – 1978).

In questi quadri, la realtà delle cose e delle persone è rappresentata nel dettaglio ma comunque sospesa in atmosfere senza tempo.

Egualmente appartenenti alla Scuola Romana sono i fondatori della cosiddetta Scuola di via Cavour, definizione coniata dal critico d’arte Roberto Longhi (Alba 1890 – Firenze 1970).

Il nome deriva dal luogo dove abitavano e lavoravano Mario Mafai (Roma 1902 – 1965) e Antonietta Raphaël (Kaunas 1895 – Roma 1975) che insieme a Scipione Bonichi (Macerata 1904 – Arco 1933) costituirono un primo gruppo reale di rinnovamento. 

Mario Mafai Il Modello
Il modello 1933

Gli anni Trenta sono rappresentati dai pittori detti “tonali” come Corrado Cagli (Ancona 1910 – Roma 1976), Giuseppe Capogrossi (Roma 1900 – 1972), Emanuele Cavalli (Lucera 1904 – Firenze 1981), Roberto Melli (Ferrara 1885 – Roma 1958) e Guglielmo Ianni (Roma 1892 – 1958).

 La loro attenzione è concentrata sui rapporti luce-colore-spazio.  Quelli che a ridosso della Seconda Guerra mondiale, maturano una nuova linguaggio “realista” con una rappresentazione impulsiva della realtà più cruda.

Stiamo parlando di Alberto Ziveri (Roma 1908 – 1990), Fausto Pirandello (Roma 1899 – 1975),  Renato Guttuso (Bagheria 1911 – Roma 1987) ed il giovane Renzo Vespignani (Roma 1924 – 2001).

Tra loro non mancano protagonisti nel campo della scultura.  Antonietta Raphaël, Pericle Fazzini (Grottammare 1913 – Roma 1987), Mirko Basaldella (Udine 1910 – Cambridge 1969), Leoncillo  (Spoleto 1915 – Roma 1968), Renato Marino Mazzacurati (S. Venanzio di Galliera 1907- Parma 1969) ed un maestro dell’incisione come Luigi Bartolini (Cupramontana 1892 – Roma 1963).

Leoncillo Bombardamento notturno
Bombardamento notturno 1954