Antonietta Raphaël (Kaunas, allora Kovno, circa 1895 – Roma, 1975) fu una protagonista della Scuola Romana. Pittrice e scultrice, portò nell’ambiente romano una sensibilità nutrita di musica, cultura ebraica e incontri europei. La sua opera attraversò linguaggi diversi, mantenendo una forte autonomia espressiva.

Da Londra a Roma musica e pittura

Figlia di un rabbino, cresce in Lituania e si trasferisce a Londra con la famiglia dopo la morte del padre. Nella capitale britannica studia pianoforte e insegna musica. Nel 1924 lascia l’Inghilterra; dopo un soggiorno a Parigi raggiunge Roma.

Qui frequenta i corsi dell’Accademia di Belle Arti e incontra Mario Mafai, con cui condivide la vita e il lavoro. Dalla loro unione nascono Miriam, Simona e Giulia.

Antonietta Raphaël e la Scuola di via Cavour

Alla fine degli anni Venti la casa-studio di via Cavour diventa un luogo di incontro con Scipione. Nel 1929 Roberto Longhi introduce la definizione di Scuola di via Cavour, legata alla ricerca dei tre artisti.

Raphaël contribuisce a questo dialogo con un colore acceso e una figurazione libera dalle convenzioni accademiche. Ritratti, paesaggi e scene familiari intrecciano osservazione, immaginazione e memoria.

La scultura e gli anni delle persecuzioni

Negli anni Trenta approfondisce la scultura tra Parigi e Londra, dove entra in contatto con Jacob Epstein. Al ritorno in Italia sviluppa una ricerca personale sul corpo, sugli affetti e sui temi biblici.

Le leggi razziali fasciste del 1938 costringono la famiglia a cercare rifugio prima in Toscana e poi a Genova. I collezionisti Emilio Jesi e Alberto Della Ragione offrono un sostegno decisivo. Pur nelle difficoltà, l’artista continua a lavorare.

Mostre e riconoscimenti

Nel dopoguerra la sua opera riceve crescente attenzione. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1948 e ottiene un premio per la scultura alla VI Quadriennale di Roma, nel 1952. Nello stesso anno la Galleria Lo Zodiaco le dedica una mostra.

Nel 1956 viaggia in Cina con una delegazione di artisti italiani, della quale fanno parte anche Aligi Sassu e Giulio Turcato. La VIII Quadriennale del 1959–1960 contribuisce al riconoscimento del suo ruolo nella Scuola Romana.

Pittura e grafica negli ultimi anni

La scultura resta centrale, ma Raphaël continua a dipingere: Omaggio a Mafai, del 1966, nasce dopo la morte del compagno. Negli ultimi anni si dedica anche alla litografia, incoraggiata da Giuseppe Appella. Muore a Roma il 5 settembre 1975.

Dal 23 maggio al 2 novembre 2025, i Musei di Villa Torlonia hanno presentato Mario Mafai e Antonietta Raphaël. Un’altra forma di amore, una nuova lettura del rapporto umano e artistico fra i due protagonisti.

Antonietta Raphael su Egidi MadeinItaly
La sognatrice Antonietta Raphael

Egidi MadeinItaly opere in galleria

Alberi è un inchiostro e acquerello su carta, firmato, datato e localizzato «Abbadia 15.8.56». La scheda riporta l’archiviazione presso il Centro Studi Mafai Raphaël, n. 1956-02-AP-24.

Il catalogo comprende anche una litografia, prova d’autore, firmata a matita e con l’indicazione «Roma 70». Per informazioni sull’opera è possibile contattare la galleria dalla scheda.

Mario Mafai e Antonietta Raphael. Un’altra forma d’amore

In occasione dei cinquant’anni dalla scomparsa di Antonietta Raphaël e dei sessanta di Mario Mafai, un centinaio di opere provenienti da collezioni private e istituzioni italiane sono presentate al Casino dei Principi con una mostra che ripercorre il lavoro della coppia protagonista delle vicende artistiche del Novecento.

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