Scuola d’arte agli Orti Sallustiani
Ritorno all’italianismo dell’arte
Nel 1922 Felice Carena insieme ad Attilio Selva, e Orazio Amato apre una scuola d’arte a Roma, in piazza degli Orti Sallustiani, in’estate la scuola si spostava nel paese di Anticoli Corrado, dove Carena dal 1915 aveva uno studio.
Questa attività didattica prosegue per oltre vent’anni in sintonia con il clima del ritorno all’ordine.
La scuola d’arte agli Orti Sallustiani viene inaugurata con una mostra di dipinti di Felice Carena.
Il manifesto della scuola
Nel manifesto della scuola d’arte si parla di ritorno all’italianismo dell’arte, che intende risolversi col bisogno della grande parete, della vasta decorazione, un tema che verrà sviluppato da Sironi molti anni dopo con la pittura murale.
Purtroppo, la scuola non andò a troppo bene, inaugurata con tanti buoni auspici, non ebbe successo economico. Si sciolse nel 1942.

Egidi MadeinItaly opere in galleria
Nel catalogo opere in vendita del nostro sito è presente un piacevole ritratto di giovanetta firmato Orazio Amato
Gli artisti della Scuola d’arte agli Orti Sallustiani
Tra i frequentatori della Scuola d’arte agli Orti Sallustiani troviamo vari esponenti della Scuola Romana:
Emanuele Cavalli, Giuseppe Capogrossi, Fausto Pirandello, Onofrio Martinelli, marito di Adriana Pincherle, Luigi Montanarini, Virgilio Guzzi, Mario Mafai.
Emanuele Cavalli
Emanuele Cavalli (Lucera 1904 – Firenze 1981), arriva nella Scuola di Carena nel 1922, ed è il suo esordio pittorico. Grazie al Maestro è ammesso alla Biennale di Venezia nel 1926. Nel 1927, insieme a Di Cocco e Capogrossi espone in una sala dell’hotel Dinesen a Roma.
Dopo un periodo nell’ambiente artistico parigino degli Italiens de Paris è introdotto nell’ambiente della Scuola Romana.

Luigi Montanarini
Luigi Montanari (Firenze, 1906 – Roma, 1998) si forma all’Accademia di Firenze sotto la guida di Felice Carena e Galileo Chini. Compie numerosi viaggi di studio in Europa, durante i quali approfondisce la conoscenza dell’arte ottocentesca e contemporanea. A Parigi conosce Severini, Picasso e Braque. Nel 1933 vince il concorso del Pensionato Artistico Nazionale.
Aderisce alla Scuola Romana. È il periodo della pittura tonale di Mafai, Cagli, Capogrossi, Cavalli, Ziveri e Melli, che vira verso un singolare intimismo. Montanarini inizia a farsi conoscere grazie alla partecipazione alle mostre Sindacali e a una personale alla Galleria della Cometa.
Negli anni Quaranta il suo stile si carica di umori romantici ed espressionistici. Nel dopoguerra, come molti artisti suoi contemporanei, la sua arte diventa gradualmente più astratta.
Fonda l’Associazione artistica Art Club con Fazzini, Prampolini, Jarema e Guzzi.
Virgilio Guzzi
(Molfetta, 1902 – Roma, 1978) Pittore, critico d’arte.
Virgilio Guzzi ebbe lo studio in via Margutta, 51a dal 1935 al 1978.
Dopo alcuni viaggi all’estero e alcune esposizioni a Milano e Firenze l’artista conobbe nel 1940 Luigi Montemarini, Pericle Fazzini e Renato Guttuso.
Con loro entrò nell’ambiente della pittura romana in un momento storico che era di grande tensione politica e culturale. L’Italia stava vivendo gli anni della Seconda Guerra Mondiale e gli ultimi anni del Ventennio Fascista, un nuovo assetto morale e sociale era alle porte con gli artisti in prima linea nel descrivere e anticipare il cambiamento in atto.
Esponente della Scuola Romana e Presidente dell’Accademia di San Luca.

Ritratto muliebre 1932
Giuseppe Capogrossi
Pittore italiano (Roma, 1900 – 1972)
Arriva alla Scuola d’Arte agli Orti Sallustiani nel 1923: la Scuola di Nudo di Felice Carena, era tra le più accreditate nella Capitale.
Tra il 1927, anno della sua prima mostra personale, e il 1931, è spesso a Parigi insieme al pittore Fausto Pirandello.
Successivamente, a Milano, espone come Gruppo dei Nuovi Pittori Romani insieme a Corrado Cagli ed Emanuele Cavalli, con i quali lavora al Manifesto del Primordialismo Plastico e partecipa all’Esposizione dei Pittori Romani a Parigi alla Galleria Jacques Bonjean (in quella occasione il critico Waldemar George conia la definizione École de Rome).
Dopo l’esperienza figurativa e tonale, dal secondo dopoguerra si inserisce tra i protagonisti del rinnovamento della pittura romana.
Le sue ricerche sul segno e la pittura astratta lo affermano a livello internazionale nel panorama dell’Informale italiano insieme ad Alberto Burri e Lucio Fontana. Nel 1950 espone per la prima volta alla Galleria del Secolo, a Roma, le sue opere astratte, presentate da Corrado Cagli.
