Scuola dei Grigi
In Liguria, nella seconda metà degli anni ‘50 del 1800, vide la luce la corrente artistica detta Scuola dei Grigi, (o Scuola Grigia).
Grazie ad un gruppo di giovani pittori capeggiati da Ernesto Rayper e sostenuti da Tammar Luxoro, fu attiva fino al 1880 e così come avveniva in altre regioni italiane ed in Europa, segnerà il rinnovamento della pittura di paesaggio.
Le finalità di questa corrente di pittori veristi particolarmente sensibili, fu la ricerca e la sperimentazione cromatica della pittura en plein-air, in linea, sotto molti punti di vista, con i macchiaioli e con i pittori della scuola di Rivara.

I pittori della Scuola dei Grigi
In questo elenco non esaustivo, citeremo i maggiori artisti che fondarono e presero parte alla Scuola. Stiamo parlando di: Ernesto Rayper, Serafino De Avendano, Alfredo De Andrade, Alberto Issel e Tammar Luxoro.Santo Bertelli, Domenico Casella, Francesco Gandolfi, Umberto Villa, Battista Villa, Benedetto Musso, Francesco Semino.
Tammar Luxoro
Tammar Luxoro (Genova, 1825 -1899) si iscrisse all’Accademia Ligustica di Belle Arti nel 1842, dove frequentò i corsi del vedutista Domenico Pasquale Cambiaso. Nel 1849 fondò con altri la Società Promotrice di Belle Arti per far conoscere alla città artisti meritevoli.
Fu in contatto con artisti di diverse correnti e si avvicinò alla pittura di paesaggio di Alexandre Calame. Fu fondamentale l’incontro con Antonio Fontanesi, al quale indirizzò anche i suoi allievi Alfredo d’Andrade ed Ernesto Rayper, che contribuirono con lui alla fondazione della Scuola dei grigi genovese.
Le idee innovative di Luxoro, che voleva insegnare pittura “en plein air”, entrarono in conflitto con quelle di Giuseppe Isola, direttore della scuola accademica di disegno dal rilievo e dal nudo.
Nel 1874 Luxoro divenne direttore della Scuola di paesaggio dal vero, istituita presso l’Accademia Ligustica.
Si occupò della tutela e del restauro dei monumenti storici genovesi, ricoprendo l’incarico di Regio Ispettore degli scavi e monumenti a Genova.
Egidi MadeinItaly opera in galleria
Nella nostra galleria è presente una meravigliosa opera di Tammar Luxoro figura di spicco della Scuola dei Grigi.

Rayper Ernesto
Pittore e incisore italiano. (Genova 1840 – Gameragna di Stella (SV) 1873)
Ernesto Rayper fu il caposcuola del rinnovamento della pittura italiana del paesaggio nella seconda metà del XIX secolo. Fondò la Scuola grigia ligure, fu animatore della Scuola di Rivara e seguì la Scuola di Piagentina. Rayper fu un incisore eminente. All’Accademia Ligustica di Belle Arti a Genova è allievo di Tammar Luxoro. Nel 1855/56, entrò in contatto con i Macchiaioli del Caffè Michelangelo. Nel 1860, a Ginevra, studiò con Alexandre Calame. Negli anni successivi, intorno al 1866, con i “grigi” Ernesto Rayper, Alfredo d’Andrade (1839 – 1915), Serafino de Avendano (1838 – 1916) e Alberto Issel (1848 – 1926)si unì ai pittori piemontesi guidati da Carlo Pittara dando vita alla Scuola ligure-piemontese di Rivara. Nel 1870, entrò nell’albo dei professori accademici di merito dell’Accademia Ligustica di Belle Arti.
Alberto Issel
Pittore e imprenditore, (Genova, 1848 -1926).
Formatosi all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, si trasferì poi a Firenze e a Roma. Influenzato da Giovanni Fattori, la cui influenza si ritrova in vari dipinti, tra cui Bivacco del 1871,(vedi foto qui sotto) non solo per la comune passione per i soggetti militari, ma anche per le composizioni orizzontali e la ricerca del contrasto tra nitide macchie chiare e scure, giustapposte per potenziare la luminosità del quadro. Inizialmente si dedicò alla pittura di genere, poi, a partire dal 1866, alle mostre della Promotrice genovese, e in quegli anni alle arti decorative e all’arredamento: con Alfredo D’Andrade ricostruì il Borgo Medievale di Torino per l’Esposizione del 1884.
Si avvicinò ai pittori della cosiddetta Scuola dei Grigi, e con gli amici Tammaro Luxoro, Ernesto Rayper e A. D’Andrade frequentò i raduni estivi a Carcare, dove il circolo di pittori si riuniva per dipingere dal vero nella campagna ligure e per dibattere d’arte al caffè Omnibus.

Francesco Semino
Litografo, disegnatore e pittore (Genova, 1832-1883).
A 12 anni viene ammesso all’Accademia Ligustica, dove studia con Isola.
Tra il 1859 e il 1860, affresca il soffitto del Teatro Carlo Felice di Genova con Nicolò Barabino.
Nel 1860, con Castagnola e Barabino, va a Firenze, dove entra in contatto con i Macchiaioli.
Nel 1861, vince la pensione Traverso.
Affresca la cupola di Nostra Signora della Consolazione di Genova, lavora nel Palazzo Cattaneo-Adorno, nella Parrocchiale di Nervi, nella Certosa di Rivarolo, nella Parrocchiale di Arenzano e nella Parrocchiale di Camogli.

I maggiori esponenti di questa Scuola, presero parte nel 1897 all’Esposizione di Parigi, cosa ambita da tutti i maggiori pittori dell’epoca.
Grazie anche al luogo che li ospitava, aderirono alle teorie del Realismo francese, assumendo di conseguenza una posizione anti-accademica e naturalistica.
La Scuola Grigia ottenne molto successo, naturalmente, anche in Italia; molti furono i riconoscimenti ufficiali dei quali si potettero fregiare, tra questi la Scuola Libera di ornato presso l’Accademia Ligustica di belle arti di Genova.

I luoghi della Scuola dei Grigi
Nella gelide e piovose giornate invernali, gli artisti si incontravano a Genova nel Palazzetto Doria, mentre con la bella stagione, dalla primavera, si trasferivano nella bella Carcano, a Villa Maura.

Perché si chiama Scuola dei Grigi?
Il particolare nome di questa importante corrente artistica, fu ideato nel 1856.
L’artefice fu Diego Martelli che in una recensione al pittore di origine napoletana, nonché teorico del gruppo Saverio Altamura, utilizzò per primo l’aggettivo che caratterizzò tutto il movimento.
Lo fece alla maniera allora più alla moda, cioè alla francese, ma lasciamo a lui parola:
“Fu lui “[…] che cominciò a parlare del ton gris, allora di moda a Parigi, e tutti […] a seguirlo poi per la via indicata, aiutandosi con lo specchio nero, che decolorando il variopinto aspetto della natura permette di afferrare più propriamente la totalità del chiaroscuro, la macchia”
