Scuola dei Grigi

Storia, artisti e stile di una corrente ligure dell’Ottocento

La Scuola dei Grigi, o Scuola grigia, è una delle esperienze più importanti della pittura ligure dell’Ottocento. Nata nell’area genovese intorno al 1860, contribuì al rinnovamento della pittura di paesaggio attraverso l’osservazione diretta della natura, la pratica en plein air e una ricerca tonale fondata su mezze tinte chiare, grigi argentei e delicati passaggi di luce.

Cos’è la Scuola dei Grigi

La Scuola dei Grigi non fu un movimento organizzato con manifesto ufficiale, ma un circolo di artisti uniti da interessi comuni. Il gruppo si sviluppò in Liguria nella seconda metà del XIX secolo e si impose come alternativa al paesaggio accademico, privilegiando il vero, l’atmosfera e la resa emotiva del paesaggio. Il suo contributo fu decisivo per la modernizzazione della pittura ligure.

Le finalità di questi pittori veristi particolarmente sensibili, fu la ricerca e la sperimentazione cromatica della pittura en plein-air, in linea, sotto molti punti di vista, con i Macchiaioli e  i pittori della Scuola di Rivara.

Quando nasce la Scuola dei Grigi

La nascita della Scuola dei Grigi si colloca intorno al 1860. In quegli anni Tammar Luxoro favorì l’incontro tra giovani artisti attratti dalla nuova pittura di paesaggio, mentre Ernesto Rayper ne divenne uno dei protagonisti più riconoscibili.

I luoghi della Scuola dei Grigi

Genova e Carcare sono i luoghi più strettamente legati alla Scuola dei Grigi. A Carcare e in particolare a Villa Maura, si conserva ancora oggi la memoria culturale di questo contesto ligure. In inverno gli artisti si ritrovavano  a Genova nel Palazzetto Doria.

Perché si chiama Scuola dei Grigi

Il nome Scuola dei Grigi deriva dall’importanza attribuita ai valori tonali e alle mezze tinte. I pittori del gruppo rifiutavano i contrasti troppo accademici e ricercavano invece una luce diffusa, fatta di sfumature morbide, grigi chiari, verdi smorzati e passaggi atmosferici. Proprio questa sensibilità tonale rese la Scuola dei Grigi una delle esperienze più originali del paesaggio italiano ottocentesco.

Curiosità:

L’artefice fu Diego Martelli che in una recensione sul pittore di origine napoletana, nonché teorico del gruppo Saverio Altamura, utilizzò per primo l’aggettivo che caratterizzò tutto il movimento.
Lo fece alla maniera allora più alla moda, cioè alla francese, ma lasciamo a lui parola:

“Fu lui “[…] che cominciò a parlare del ton gris, allora di moda a Parigi, e tutti […] a seguirlo poi per la via indicata, aiutandosi con lo specchio nero, che decolorando il variopinto aspetto della natura permette di afferrare più propriamente la totalità del chiaroscuro, la macchia”

Lo stile della Scuola dei Grigi

Lo stile della Scuola dei Grigi si fonda sul paesaggio dal vero, sul naturalismo e su una pittura più immediata e moderna. Gli artisti lavoravano all’aperto e osservavano con attenzione il mutare della luce nelle campagne, nei boschi e lungo i corsi d’acqua. La tavolozza evita il nero pieno e preferisce toni chiari, argentei e armonici, con un linguaggio vicino per sensibilità ad altre ricerche italiane ed europee del secondo Ottocento.

I principali artisti della Scuola dei Grigi

Tra i protagonisti della Scuola dei Grigi si distinguono Tammar Luxoro, Ernesto Rayper, Alfredo D’Andrade, Serafino De Avendaño e Alberto Issel. A questi si affiancano altri nomi importanti della pittura ligure, in un contesto che ebbe ampia influenza sul paesismo regionale e sulle generazioni successive:  Santo Bertelli, Domenico Casella, Francesco Gandolfi, Umberto Villa, Battista Villa, Benedetto Musso, Francesco Semino.

Tammar Luxoro

Tammar Luxoro fu una figura decisiva per la nascita della Scuola dei Grigi. Pittore e maestro, sostenne una visione moderna del paesaggio e indirizzò molti giovani artisti verso lo studio dal vero. Il suo ruolo fu centrale anche nel collegare la nuova sensibilità ligure alle esperienze di Antonio Fontanesi e al rinnovamento del paesaggio in Italia.

Egidi MadeinItaly opera in galleria

Nella nostra galleria è presente una meravigliosa opera di Tammar Luxoro figura di spicco della Scuola dei Grigi.

Tammar Luxoro su Egidi MadeinItaly
Tammar Luxoro opera

Ernesto Rayper

Ernesto Rayper (Genova 1840 – Gameragna di Stella 1873) è considerato il caposcuola del gruppo. La sua pittura di paesaggio contribuì in modo decisivo alla definizione dell’identità della Scuola dei Grigi, tra osservazione della natura, poesia del dato reale e sottile ricerca atmosferica. Fondò la Scuola grigia ligure, fu animatore della Scuola di Rivara e seguì la Scuola di Piagentina. Rayper fu un incisore eminente. All’Accademia Ligustica di Belle Arti a Genova è allievo di Tammar Luxoro. Nel 1855/56, entrò in contatto con i Macchiaioli del Caffè Michelangelo. Nel 1860, a Ginevra, studiò con Alexandre Calame.  Negli anni successivi, intorno al 1866, con i “grigi” Ernesto Rayper, Alfredo d’Andrade (1839 – 1915), Serafino de Avendano (1838 – 1916) e Alberto Issel (1848 – 1926)si unì ai pittori piemontesi guidati da Carlo Pittara dando vita alla Scuola ligure-piemontese di Rivara. Nel 1870, entrò nell’albo dei professori accademici di merito dell’Accademia Ligustica di Belle Arti.

Alberto Issel

Pittore e imprenditore, (Genova, 1848 -1926).Formatosi all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, si trasferì poi a Firenze e a Roma. Influenzato da Giovanni Fattori, la cui influenza si ritrova in vari dipinti, tra cui Bivacco del 1871,(vedi foto qui sotto) non solo per la comune passione per i soggetti militari, ma anche per le composizioni orizzontali e la ricerca del contrasto tra nitide macchie chiare e scure, giustapposte per potenziare la luminosità del quadro. Inizialmente si dedicò alla pittura di genere, poi, a partire dal 1866, alle mostre della Promotrice genovese, e in quegli anni alle arti decorative e all’arredamento: con Alfredo D’Andrade ricostruì il Borgo Medievale di Torino per l’Esposizione del 1884. Si avvicinò ai pittori della cosiddetta Scuola dei Grigi, e con gli amici Tammaro Luxoro, Ernesto Rayper e A. D’Andrade frequentò i raduni estivi a Carcare, dove il circolo di pittori si riuniva per dipingere dal vero nella campagna ligure e per dibattere d’arte al caffè Omnibus.

Scuola dei Grigi
Intorno al fuoco Bivacco Alberto Issel

Francesco Semino

Litografo, disegnatore e pittore (Genova, 1832-1883).
A 12 anni viene ammesso all’Accademia Ligustica, dove studia con Isola.
Tra il 1859 e il 1860, affresca il soffitto del Teatro Carlo Felice di Genova con Nicolò Barabino.
Nel 1860, con Castagnola e Barabino, va a Firenze, dove entra in contatto con i Macchiaioli.
L’anno seguente vince la pensione Traverso.
Affresca la cupola di Nostra Signora della Consolazione di Genova, lavora nel Palazzo Cattaneo-Adorno, nella Parrocchiale di Nervi, nella Certosa di Rivarolo, nella Parrocchiale di Arenzano e nella Parrocchiale di Camogli.

 

L’Esposizione di Parigi del 1897

I maggiori esponenti di questa Scuola, presero parte nel 1897 all’Esposizione di Parigi, cosa ambita da tutti i maggiori pittori dell’epoca.
Grazie anche al luogo che li ospitava, aderirono alle teorie del Realismo francese, assumendo di conseguenza una posizione anti-accademica e naturalistica.
La Scuola Grigia ottenne molto successo, naturalmente, anche in Italia; molti furono i riconoscimenti ufficiali dei quali si potettero fregiare, tra questi la Scuola Libera di ornato presso l’Accademia Ligustica di belle arti di Genova.

Scuola dei Grigi e pittura di paesaggio nell’Ottocento

La Scuola dei Grigi occupa un posto centrale nel rinnovamento del paesaggio nell’Italia settentrionale. Pur senza coincidere con i Macchiaioli o con la Scuola di Rivara, condivide con queste esperienze il rifiuto dell’accademismo e l’interesse per la natura osservata dal vero. La sua specificità sta nella costruzione tonale dell’immagine e in una sensibilità più intima, raccolta e atmosferica.

Perché la Scuola dei Grigi è importante oggi

Oggi la Scuola dei Grigi è riconosciuta come una tappa fondamentale della pittura ligure del XIX secolo. Musei e studi specialistici ne valorizzano l’importanza nel passaggio da una visione tradizionale del paesaggio a una ricerca più moderna, fondata su luce, percezione e verità naturale. Per questo le opere dei suoi protagonisti mantengono un forte interesse storico, critico e collezionistico.

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