Il Verismo, corrente di pensiero che trova una sua preziosa espressione anche nelle arti figurative, si affermò in Italia nella seconda metà del XIX secolo, parallelamente alla letteratura verista.
Le caratteristiche del Verismo nella pittura
Sia in ambito letterario che pittorico, il Verismo rappresenta un movimento di fondamentale importanza per la cultura italiana dell’Ottocento.
Questa corrente offre una rappresentazione autentica della realtà, gettando da un lato le basi per il Neorealismo cinematografico, dall’altro influenzando la maniera in cui è rappresentata la società nell’ambito artistico.
Il Verismo non può essere definito come un movimento unitario, ma piuttosto come un atteggiamento di rifiuto del retaggio accademico e romantico, con una forte aspirazione a rappresentare il visibile in maniera documentaria, anche con toni di denuncia sociale.
I pittori veristi catturano un’immagine autentica della vita quotidiana, spesso concentrandosi sulle sfide affrontate dalle classi lavoratrici e privilegiando gli ambienti regionali italiani afflitti da varie forme di indigenza.
I pittori del Verismo in Italia
Il Verismo rappresenta la risposta italiana all’esigenza di un’arte che ritraesse la realtà in modo oggettivo e senza abbellimenti, simile al Realismo francese, ma con sue specificità legate al contesto culturale e politico italiano dell’epoca.
A seguito della proclamazione dell’unità nazionale (marzo 1861), gli artisti che sostengono questa prospettiva si diffondono su tutto il territorio italiano. Di seguito alcuni pittori veristi che hanno lasciato un’importante testimonianza del periodo che stavano vivendo.
I pittori veristi del Nord Italia
Le condizioni politiche e sociali dell’Italia e della Lombardia alla fine del 1800, insieme al rapido sviluppo industriale, hanno portato gli artisti a interessarsi alle questioni sociali, un tema centrale nell’iconografia della pittura verista. Le opere di artisti come Filippini, Segantini e Giovanni Sottocornola (Milano, 1855-1917) con L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli, (qui sotto) mostrano un’attenzione particolare per il lavoro, sia nei campi che in città.
L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli
Le opere di Morbelli, che ritrae gli anziani del Pio Albergo Trivulzio, testimoniano lo stato di emarginazione delle classi più povere.
Si evidenziano influenze del Verismo nella pittura lombarda con gli artisti AngeloMorbelli,Ambrogio Alciati,(Vercelli, 1878 – Milano, 1929) Emilio Longoni, Eugenio Spreafico che descrive la vita bucolica.
Ugo Gheduzzi (Crespellano, 1853 – Torino, 1925) pittore e scenografo italiano legato al movimento del Verismo. La sua arte si caratterizza per un’attenzione realistica alla vita rurale e alle persone che lavorano la terra, catturando con sensibilità i momenti quotidiani della vita contadina.
Nella nostra galleria è presente un’opera del pittore Eugenio Spreafico che nel 1881 si avvicina al Verismo e prende parte del gruppo dei Realisti monzesi, tra cui spiccavano tra gli altri Mosè Bianchi, Emilio Borsa e Pompeo Mariani.
Eugenio Spreafico paesaggio agreste con personaggi
Tuttavia, la tendenza che maggiormente si avvicina a una vera e propria corrente si sviluppa nell’Italia meridionale, in particolare a Napoli.
Tra i principali esponenti del rinnovamento artistico napoletano si distinguono Filippo Palizzi e Domenico Morelli.
Entrambi insegnarono presso il Regio Istituto di Belle Arti dove confluirono i principali interpreti dell’arte verista del centro-sud, perpetuando la ricerca antiaccademica promossa dai due maestri.
Domenico Morelli
Domenico Morelli (Napoli, 1923-1901) trae ispirazione dal realismo seicentesco napoletano e si dedica principalmente alla figura.
Filippo Palizzi
Filippo Palizzi, (Vasto,1818 – Napoli,1899) abbandona lo stile accademico e si rivolge allo studio del vero, concentrandosi sul paesaggio e sulla pittura di animali, più raramente con scene di vita quotidiana.
I loro dettami vennero seguiti da una pletora di artisti creando un asse culturale, ma anche di mercato, tra Napoli e Parigi, favorendo la conoscenza e il successo del verismo meridionale in ambito europeo.
Altri pittori del Verismo
Le opere degli esordi negli anni sessanta-settanta dell’Ottocento dello scultore Vincenzo Gemito (Napoli,1852-1929 ) e del pittore Antonio Mancini (Roma,1852-1930 ), allievi di Stanislao Lista e di Morelli, mostrano una “autentica poetica del vero”.
Egidi MadeinItaly opere in galleria
Nella nostra galleria è presente una deliziosa tempera su carta di Antonio Mancini archiviata presso l’Archivio Antonio Mancini, raffigurante la tipica figura femminile realizzata a pastello con tratti sapienti e veloci della quale si distingue bene il volto, ma in cui tutto l’insieme rasenta l’astrazione.
Vincenzo Volpe
Vincenzo Volpe (Grottaminarda 1855 – Napoli 1929) altro allievo di Domenico Morelli, fu principalmente un pittore di figure, come il delicato ritratto di giovane donna presente nella nostra galleria opere di arte antica, di paesaggi e di composizioni di scene di genere.
Grazie al suo sviluppato spirito di osservazione fu un sensibile interprete dell’ambiente artistico partenopeo del suo tempo.
Le immagini bucoliche di Francesco Paolo Michetti lo resero noto per le sue rappresentazioni del folklore e della vita contadina abruzzese.
Francesco Paolo Michetti
Francesco Paolo Michetti (Tocco da Casauria, 1851 – Francavilla al Mare, 1929) è stato un pittore, scultore e fotografo italiano. Iniziò imitando il naturalismo e il realismo visionario.
Giovane e promettente, il suo lavoro fu subito notato.
L’ Abruzzo rurale, con la sua natura incontaminata, fu la sua principale fonte di ispirazione.
Come molti pittori dell’epoca, dal 1871 Michetti si interessa anche alla fotografia, prima per studiare i soggetti dei suoi dipinti e poi come nuovo mezzo espressivo, lavorando direttamente sulle matrici.
La fama internazionale di Michetti era tale che il 4 aprile 1909 Vittorio Emanuele III d’Italia lo nominò senatore del Regno.