Riccardo Gatti e la ceramica faentina degli anni Trenta
Questo vaso appartiene alla produzione di Riccardo Gatti, una delle personalità più interessanti della ceramica faentina del Novecento. Formatosi nella Scuola di arti e mestieri di Faenza e presso la manifattura dei fratelli Minardi, Gatti avviò nel 1928 una propria bottega, destinata a diventare uno dei laboratori più significativi della città.
Negli anni Trenta la sua ricerca si concentrò in particolare sulla sperimentazione degli smalti opachi, dei riflessi e dei lustri metallici, sviluppando superfici di grande intensità cromatica e luminosa. Questa ricerca contribuì a rinnovare la tradizione ceramica faentina, aprendola ai linguaggi moderni e alle suggestioni del Futurismo e dell’Art Déco.
Il vaso proposto da Egidi MadeinItaly presenta una superficie dorata dalla forte qualità iridescente, capace di mutare sensibilmente con la luce. La forma compatta e calibrata esalta il rapporto fra volume e rivestimento, trasformando il lustro non in semplice decorazione, ma in elemento strutturale dell’opera.
Particolarmente significativo è il marchio sotto la base. Treccani documenta infatti che, verso la metà degli anni Trenta, la bottega di Riccardo Gatti abbandonò progressivamente il precedente simbolo con il muso di gatto, sostituendolo con il nome dell’artista “R. Gatti”. La presenza dell’etichetta originale “Gatti R. Faenza” è quindi coerente con una datazione alla metà del decennio.
Riccardo Gatti tra Futurismo e sperimentazione ceramica
Fin dal 1928 Gatti partecipò alle esperienze della ceramica futurista faentina, collaborando con artisti e protagonisti dell’avanguardia. Espose inoltre alla Triennale di Milano negli anni Trenta e partecipò a importanti manifestazioni internazionali, tra cui Parigi nel 1937 e Berlino nel 1938.
La Bottega Gatti, fondata nel 1928, è tuttora attiva a Faenza e continua la tradizione della lavorazione manuale della maiolica e dei riflessi metallici.
Un vaso da collezione della ceramica italiana del Novecento
Per tecnica, epoca e provenienza, questo vaso si colloca pienamente nella stagione di rinnovamento della ceramica italiana fra le due guerre. L’eleganza della forma e la preziosità del lustro ne fanno un oggetto adatto sia a una collezione specializzata di ceramica faentina sia a un ambiente contemporaneo dedicato al design storico italiano.