Corrado Cagli e la trasformazione della figura
Nell’opera la figura di profilo non è costruita attraverso un disegno lineare tradizionale, ma prende forma da una trama minuta di segni e variazioni cromatiche. Grigi, gialli, neri e zone più luminose si addensano sulla superficie, mentre il fondo rosso accentua con decisione la presenza del volto.
La fisionomia conserva la propria riconoscibilità, ma viene progressivamente sottratta alla dimensione del ritratto convenzionale. Cagli trasforma il volto in una presenza più complessa e allusiva, affidando alla materia e al colore il compito di suggerire profondità, tensione e movimento.
Una ricerca tra figurazione e astrazione
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta la ricerca di Corrado Cagli attraversa una stagione di particolare libertà sperimentale. Figurazione e astrazione non costituiscono per l’artista due territori contrapposti: vengono piuttosto indagati attraverso continue trasformazioni dell’immagine, variazioni della materia e nuove possibilità del segno.
È proprio questa mobilità del linguaggio a rendere difficilmente classificabile la sua opera. Nel 1966, ad esempio, Cagli realizza Nadir, oggi conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, impiegando anch’egli pastelli cerosi a olio su carta applicata su tela; gli Uffizi sottolineano come, dalla fine degli anni Quaranta, l’artista alternasse consapevolmente figurazione e astrazione.
Nel profilo qui presentato questa ricerca si manifesta nella frantumazione della superficie e nella metamorfosi della figura: il volto rimane leggibile, ma sembra al tempo stesso dissolversi e ricomporsi attraverso il colore.
Corrado Cagli nel secondo Novecento italiano
Protagonista della cultura artistica italiana del Novecento, Corrado Corrado Cagli sviluppò una ricerca estremamente articolata, attraversando pittura, disegno, scultura, grafica, mosaico, scenografia e progettazione per l’arazzo. L’Archivio Corrado Cagli documenta negli anni Cinquanta e Sessanta un’intensa attività espositiva in Italia e all’estero, insieme a cicli dedicati alle Metamorfosi e a continue sperimentazioni tecniche e formali.
Quest’opera degli anni Sessanta restituisce bene tale attitudine: una figura immediatamente percepibile, ma trasformata da una tessitura cromatica che ne modifica la consistenza e la porta oltre il semplice dato naturalistico.
Corrado Cagli (Ancona, 1910 – Roma, 1976) pittore italiano di origini ebraiche, fu una delle figure più originali dell’arte italiana del Novecento. Negli anni Trenta fu tra i protagonisti alla stagione della Scuola Romana, contribuendo al rinnovamento della pittura italiana tra le due guerre attraverso un linguaggio aperto alla sperimentazione e al confronto con le principali esperienze artistiche europee.