L’acquerello su carta Il passato glorioso si colloca nel periodo egiziano di Camillo Innocenti, una fase particolarmente significativa della sua attività.
Nel 1923 l’artista tenne una personale al Circolo Italiano di Alessandria d’Egitto. Nello stesso anno partecipò alla II Biennale Romana – Mostra Internazionale di Belle Arti, dove, nella sala 27, presentò tredici opere ispirate al viaggio africano.
Nel 1925 Innocenti prese parte al concorso indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione egiziano per la direzione della nascente Scuola di Belle Arti del Cairo, su segnalazione dello storico dell’arte Arduino Colasanti (Roma, 1877–1935).
Vinto il concorso, si trasferì in Egitto e contribuì alla nascita dell’istituzione, inaugurata nel 1928, che avrebbe diretto fino al 1937. In quegli anni svolse anche attività didattica e ricevette numerosi incarichi legati alla corte reale.
Grazie al rapporto di fiducia con re Fuad, eseguì diversi ritratti del sovrano, oltre a quelli del figlio, della regina e di personalità della corte. Realizzò inoltre disegni preparatori destinati alla produzione di tappeti e studiò la tradizione miniaturistica persiana, eseguendo copie da manoscritti conservati presso la Biblioteca Kediviale.
La permanenza egiziana fu molto produttiva. Innocenti dipinse scene di vita popolare, paesaggi, cavalieri e truppe reali su cammello, cavalli, oggetti ornamentali, tappeti e vasi, sviluppando una pittura attenta sia alla dimensione documentaria sia alla qualità cromatica e decorativa dei soggetti.