Katy Castellucci. La Scuola Romana e oltre
La mostra dedicata a Katy Castellucci, ospitata al Casino dei Principi, è un buon pretesto per ricordare un’artista sensibile e appartata, legata all’esperienza della Scuola romana ma capace di sviluppare una ricerca profondamente personale. Attraverso dipinti e opere su carta, il percorso espositivo racconta una pittura intensa e lirica, nella quale la figura, il paesaggio e la memoria si trasformano in immagini sospese, attraversate da una sottile inquietudine poetica.
Katy Castellucci una ragazza coraggiosa
Oggi parleremo della bellissima storia di Katy Castellucci (1905-1985) una ragazza che dalla provincia si fece largo nel mondo artistico romano delle Avanguardie.

la Scuola romana
Nata nel 1905 in provincia di Como, si trasferì giovanissima a Roma dove frequenta il Liceo artistico ed in seguito a Parigi dove già nel 1927 prese parte alla famosa “Pantomima futurista” di Enrico Prampolini al Théatre de la Madeleine.

Nudo su panno a fiori 1943
Katy Castellucci e la Scuola Romana
Appena rientrata a Roma ebbe la fortuna di incrociare i protagonisti di quella che sarebbe divenuta la mitica Scuola Romana.
Da Mario Mafai e la sua compagna Antonietta Raphaël, da Ziveri a Francesco Trombadori e Pericle Fazzini, fece parte integrante di questa avventura artistica che segnò a fondo il panorama culturale italiano e non solo.Nel 1932 esordisce alla Sindacale. Nel 1936 la prima personale alla Galleria della Cometa, assieme ad Adriana Pincherle, sorella di Alberto Moravia.

Katy Castellucci 1935
Come ci mostra questa bellissima retrospettiva, Katy Castellucci amava molto fare i ritratti ma anche e soprattutto i suoi autoritratti.
Ma la vera sorpresa è il cambiamento radicale del suo stile a partire dagli anni ‘50, quando si aprì alle nuove correnti informali ed astratte ed espose quattro dipinti alla VI Quadriennale di Roma (1951).
Si comincia con un quadro davvero sorprendente, “Astratto turchese” del 1950.

Questo quadro anticipa incredibilmente lo stile dei tanto attualmente celebrati (ed aggiudicati a prezzi stratosferici) artisti cinesi.
Si continua con degli affascinanti ed evocativi collages

ed una bellissima, astrattissima “Veduta di Roma” del 1955.

Il finale è, come si dice, col botto; gli “ Astratti geometrici” dei primi anni ‘60, ma soprattutto le opere realizzate su tessuti di seta, sono la superba chiusura di una bellissima parabola artistica.

Astratto geometrico
1962
Una mostra meravigliosa. Guarda il mio video informale della mostra Katy Castellucci La Scuola Romana e oltre.
Casino dei Principi
Katy Castellucci, la Scuola romana e oltre
dal 13 maggio al 10 ottobre 2021






