Inizio dell’arte cinetica
Una tappa fondamentale nella definizione dell’Arte Cinetica è la storica mostra Le Mouvement, inaugurata nel 1955 alla Galerie Denise René di Parigi. L’esposizione riuniva, tra gli altri, Yaacov Agam, Pol Bury, Alexander Calder , Marcel Duchamp, Robert Jacobsen, Jesús Rafael Soto, Jean Tinguely e Victor Vasarely, mettendo al centro dell’indagine artistica il movimento reale o percepito, la luce e il coinvolgimento dello spettatore.
Le ricerche cinetiche affondavano le proprie radici nelle esperienze delle avanguardie precedenti, ma Le Mouvement contribuì in maniera decisiva a definire un nuovo territorio di sperimentazione destinato a svilupparsi internazionalmente negli anni successivi.
Alberto Biasi e l’Hermitage
Mezzo secolo dopo, nel 2006, State Hermitage Museum di San Pietroburgo dedica ad Alberto Biasi la mostra Alberto Biasi: testimonianze del cinetismo e dell’arte programmata in Italia e in Russia. un importante riconoscimento internazionale alla sua lunga ricerca sulla percezione, il movimento e l’interazione tra opera e spettatore.
Le opere esposte provengono da tutto il mondo e sono firmate da artisti francesi, tedeschi, italiani, sudamericani, russi e balcanici.
Oltre alle opere di Biasi, ci sono quelle di Julio Le Parc (1928 ), François Morellet (1926-2016), Garcia Rossi (1929-2012), Jean-Pierre Yvaral (1934-2002), Jorrit Tornquist (1938 – 2023) e il russo Viacheslav Koleichuk (1941-2018), solo per citarne alcuni.

Trame
Giovanissimo, nel 1959, Alberto Biasi ottiene il primo premio alla IV Triveneta Giovanile d’Arte di Cittadella. Nello stesso anno prendono avvio le Trame, tra le sue prime ricerche ottico-dinamiche, realizzate attraverso sovrapposizioni di carte forate, garze o reti capaci di interagire con la luce e con lo sguardo.

Il gruppo N e la ricerca ottico-cinetica
Dopo l’esperienza del Gruppo Ennea, nato nel 1959, nel 1960 Alberto Biasi partecipa alla formazione del Gruppo N a Padova insieme a Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi e Manfredo Massironi. Il gruppo concentra la propria ricerca sui fenomeni della percezione visiva, sul movimento reale o apparente e sulla partecipazione attiva dello spettatore.
Torsioni
Nella sua ricerca Biasi sviluppa strutture a lamelle che modificano la percezione dell’immagine secondo lo spostamento dell’osservatore. Nei Rilievi ottico-dinamici, nelle Torsioni e successivamente nei Politipi, la superficie perde così la propria staticità e diventa un campo visivo in continua trasformazione.

Dagli anni Settanta questa indagine trova nei Politipi uno dei suoi sviluppi più caratteristici: le lamelle in PVC, sottoposte a torsioni e tensioni, generano configurazioni mutevoli e variazioni cromatiche che dipendono dal punto di osservazione.
Alberto Biasi Un tuffo nell’arcobaleno
Optical art all’Ara Pacis di Roma
La mostra presentata al museo dell’Ara Pacis è suddivisa in diverse sezioni che ripercorrono la ricerca di Alberto Biasi dalle prime Trame ai Rilievi ottico-dinamici, dalle Torsioni ai Politipi, fino agli Assemblaggi e agli Ambienti, mettendo al centro il rapporto tra visione, movimento, luce e spazio.
Oltre alle opere il visitatore incontrerà gli ambienti, come Light Prisms (Tuffo nell arcobaleno), Eco e Proiezione di Luci e Ombre, nei quali Biasi esplora la scomposizione della forma attraverso la luce e l’illusione percettiva.
Alberto Biasi. Un tuffo nell’arcobaleno
Museo dell’Ara Pacis
13 ottobre 2021 – 30 aprile 2022, prorogata rispetto alla chiusura inizialmente prevista per il 20 febbraio.

Opere in galleria
In galleria è attualmente disponibile Alberto Biasi, L’essere umano era ed è circondato dall’ignoto, → Politipo del 1973, opera firmata, titolata e datata al verso.




