La Fanciulla di Anzio in bronzo, recante l’iscrizione «G. Nisini–Roma», interpreta un soggetto dell’antichità attraverso una figura raccolta e silenziosa. Il capo si piega leggermente in avanti, mentre la diversa disposizione delle gambe imprime al corpo un movimento misurato.
Il panneggio e la costruzione della figura
La veste lascia scoperta una spalla e si raccoglie intorno ai fianchi, formando pieghe profonde. Sul busto il tessuto aderisce alla figura; più in basso, invece, si distende in ampie diagonali e ricade fino ai piedi. Questo alternarsi di superfici crea un chiaroscuro vivace, che cambia secondo il punto di osservazione.
Anche l’acconciatura contribuisce all’equilibrio della composizione. Le ciocche raccolte incorniciano il volto e ne accompagnano l’inclinazione, mentre il collo emerge dal panneggio con una linea morbida.
Il modello della Fanciulla di Anzio
Il riferimento è alla statua in marmo rinvenuta nel 1878 nell’area della villa imperiale di Anzio, oggi conservata al Museo Nazionale Romano, nella sede di Palazzo Massimo. Questo esemplare ne riprende la composizione nella diversa materia del bronzo.
Il modello antico cui si ispira questo bronzo è la Fanciulla di Anzio, appartenente alle collezioni del Museo Nazionale Romano. La statua figura tra le opere selezionate per la mostra Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca, dedicata alla presenza e alle successive reinterpretazioni dell’arte greca in Italia.
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Giovanni Nisini e la manifattura romana
Giovanni Nisini fu attivo a Roma tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La sua attività, con sala espositiva in via del Babuino 63, comprendeva fusioni e riproduzioni di sculture antiche. L’iscrizione presente sulla base riconduce l’esemplare a questa manifattura.
Il bronzo e la base in marmo
Nelle fotografie, la superficie presenta tonalità brune e verdastre, con riflessi più chiari sulle parti in rilievo. Il marmo della base introduce, invece, un rosso profondo attraversato da venature chiare.
La presenza decorativa della scultura nasce soprattutto da questo rapporto tra materiali e dalla ricchezza del panneggio. Una collocazione con luce laterale permette di apprezzare il modellato, lasciando emergere gradualmente i dettagli della figura.