Renato Marino Mazzacurati iconico scultore e pittore
Marino Mazzacurati, iconico scultore e pittore della Scuola Romana, un artista che ha rivoluzionato l’arte italiana del Novecento con la sua versatilità straordinaria.
Nato nel 1907 a San Venanzio di Galliera (BO) e scomparso nel 1969 a Parma, Mazzacurati è celebrato per opere che fondono espressionismo, realismo e astrattismo in un’esplosione di emozioni e forme.
Di formazione veneta, si reca giovanissimo a Roma (1926) entrando in contatto con i maggiori artisti attivi nella Capitale.
Renato Marino Mazzacurati e la Scuola Romana
Renato Marino Mazzacurati artista non è solo un nome: è una storia di resilienza e genialità.
Cresciuto in un’Italia in fermento, Mazzacurati si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma negli anni ’20, dove entra in contatto con i fermenti della Scuola Romana, quel movimento che ha dato vita a figure come Scipione e Mafai. La sua giovinezza è segnata da viaggi e influenze: dal realismo sociale alle avanguardie europee, passando per un espressionismo crudo che cattura l’anima tormentata del dopoguerra.
Immagina un giovane scultore che modella argilla con la furia di chi vuole scolpire il tempo stesso.
Frequenta Villa Strohl-Fern, dove incontra Francesco Di Cocco. Nel 1927-28 diviene assistente di Arturo Martini.
Conosce gli artisti e i letterati della “Terza Saletta” del Caffè Aragno di Via del Corso, e presso l’Accademia di Belle Arti entra in contatto con Mafai, Raphaël e Scipione con i quali inizierà un intenso sodalizio: la Scuola di Via Cavour.
Nel 1930, partecipa alla sua prima mostra alla Quadriennale di Roma, dove una scultura bronzea – “Il Pescatore” – che cattura l’essenza della lotta umana, con linee audaci che sembrano pulsare di vita, un inno alla resilienza e alla fatica di chi vive in simbiosi con il mare.”
Le influenze artistiche
Dalla tradizione rinascimentale di Donatello all’espressionismo di Kirchner, Marino Mazzacurati scultore assorbe e reinventa.
Le diverse influenze artistiche che arricchiscono il bagaglio culturale di Mazzacurati includono:
Primitivismo di Novecento
ll primitivismo del movimento Novecento, sorto negli anni ’20 sotto l’egida di Margherita Sarfatti, promuoveva un ritorno all’ordine classico filtrato attraverso un’essenzialità arcaica e mitica, ispirata a Carrà, Martini e al “realismo magico“, ebbe un ruolo cruciale nella formazione giovanile di Mazzacurati, segnando il passaggio dalla pittura paesaggistica veneta a un linguaggio più ieratico e plastico.
Espressione e tonalismo della Scuola Romana
Particolarmente rilevante è l’impatto del tonalismo della Scuola Romana, un aspetto stilistico che privilegia i toni terrosi, l’atmosfera e la sfumatura cromatica su colori vividi e linee nette, creando un senso di malinconia e introspezione. Nei paesaggi e nature morte dipinti a Gualtieri tra la fine degli anni ’20 e l’inizio dei ’30 – come Lungotevere (1927) – Mazzacurati risentì chiaramente di questo approccio, richiamando il tonalismo sobrio di Giorgio Morandi con i suoi grigi attenuati
Paesaggio romano (Valle dell’inferno)
Le correnti avanguardiste europee
Il soggiorno di Renato Marino Mazzacurati a Parigi nel 1931 rappresentò un turning point nella sua traiettoria artistica, un’immersione diretta nelle correnti avanguardiste europee che lo spinse a confrontarsi con maestri come Auguste Rodin, Henri Matisse e Pablo Picasso, oltre a echi di Paul Cézanne.
Particolare attenzione alla scultura
Nella scultura Mazzacurati trovò un veicolo ideale per esprimere il suo impegno civile, politico e umanistico. Sebbene versatile come pittore e disegnatore, la scultura rappresentò per lui un mezzo per esplorare la deformazione poetica del corpo umano, catturando movimento, sofferenza e vitalità con un realismo espressionista che evolveva dal primitivismo novecentista verso un crudo impegno sociale.
La rivista Fronte
Nel 1930 fonda con Scipione la rivista “Fronte”, che esce con due soli numeri nel ’31.
Sempre fedele alla sacralità del mestiere, si forma presso artigiani e decoratori padovani.
Le sue sculture, spesso in bronzo o terracotta, catturano il movimento umano con una deformazione poetica – pensa a “L’Atleta” (1935), un torso che pulsa di energia primordiale.
Dagli anni ’30 si dedica quasi esclusivamente alla scultura. In quegli anni realizza opere di marcato accento polemico contro il regime, spesso pervase da graffiante e grottesca ironia.
L’impegno politico e la riflessione sulla Resistenza saranno il fil rouge che legherà la produzione artistica successiva, realizzando soprattutto opere figurative e monumenti commemorativi.
Dove ammirare le opere di Renato Marino Mazzacurati
L’estetica della deformazione. Protagonisti dell’espressionismo italiano.
Alla Galleria d’Arte Moderna di Roma (6 luglio 2024 – 9 marzo 2025). Renato Marino Mazzacurati è stato presente come esponente della Scuola Romana e del neoromanticismo, tra circa 130 opere di vari artisti espressionisti italiani (anni ’20-’40).
Ritratto d’uomo in cera
Girasoli olio su tela del 1931
Il mercato dell’arte di Marino Mazzacurati
Nel 2025, Marino Mazzacurati mercato è in ascesa: +15% annuo nei prezzi, trainato da collezionisti internazionali attratti dalla Scuola Romana.
Un dipinto degli anni ’40 può partire da 10.000 euro, mentre sculture rare superano i 100.000. Perché ora? L’interesse per l’espressionismo italiano post-pandemia ha rivitalizzato il settore, con mostre come “L’Estetica della Deformazione” alla GAM di Roma (2024-2025) che esaltano il suo lascito.
Renato Marino Mazzacurati non è solo un artista: è un ponte tra passato e futuro dell’arte italiana.
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