Il Realismo Magico nell’arte italiana è una corrente della pittura italiana del Novecento. Si sviluppa soprattutto negli anni Venti e Trenta. Nei dipinti, la precisione delle forme e la luce nitida rendono insolite anche le scene più quotidiane. Figure, oggetti e paesaggi sembrano trattenere il tempo, invitando lo sguardo a soffermarsi su ogni dettaglio. Il legame tra Antonio Donghi e il Realismo Magico emerge nelle figure immobili e nelle atmosfere sospese dei suoi dipinti.
Da Antonio Donghi a Cagnaccio di San Pietro, gli artisti interpretano questa sensibilità con linguaggi personali. Scopriamo le caratteristiche della loro pittura, le opere e le possibilità di collezionismo, attraverso un percorso che conduce anche all’acquerello di Donghi proposto dalla nostra galleria.
Riccardo Francalancia Marina
A chi si ispira il Realismo Magico?
Il termine Realismo Magico viene impiegato da Franz Roh nel 1925, nel saggio Nach-Expressionismus – Magischer Realismus. Il critico analizza la pittura europea successiva all’Espressionismo, riconoscendovi una nuova attenzione alla solidità delle forme e al mistero racchiuso nella realtà quotidiana.
In Italia, Massimo Bontempelli elabora una propria idea di Realismo Magico negli scritti pubblicati sulla rivista «900». Nel 1927 richiama la pittura del Quattrocento, accostando la precisione della rappresentazione a un’atmosfera di stupore e magia.
“…precisione dei contorni, solidità di materia ben poggiata al suolo e intorno come un’atmosfera di magia che faccia sentire attraverso un’inquietudine intensa quasi un’altra dimensione in cui la vita nostra si proietta”
In questo senso, l’arte deve dominare la natura. In questo senso abbiamo parlato di magia e abbiamo chiamato l’arte nostra : Realismo Magico.” cit. Massimo Bontempelli.
Realismo Magico protagonisti della pittura italiana del Novecento
I principali esponenti del Realismo magico in Italia sono Antonio Donghi (Roma 1897 – 1963), Francesco Trombadori (Siracusa 1886 – Roma 1961), RiccardoFrancalancia (Assisi 1886 – Roma 1965), Ferruccio Ferrazzi (Roma 1891 – 1978), Virgilio Guidi(Roma, 1891 – Venezia,1984), Cagnaccio di San Pietro (Desenzano del Garda, 1897 – Venezia, 1946), Felice Casorati (Novara, 1883 – Torino, 1963), Ubaldo Oppi (Bologna, 1889 – Vicenza, 1942).
Nei loro dipinti, la realtà delle cose e delle persone è rappresentata nel dettaglio ma comunque sospesa in atmosfere senza tempo.
Un’altra interpretazione del Realismo Magico emerge nella pittura di Gino Galli. Dopo l’esperienza futurista, l’artista sviluppa una figurazione ricca di richiami simbolici, attraverso ritratti, paesaggi e nature morte. Il suo percorso offre uno sguardo personale sulle trasformazioni della pittura italiana tra le due guerre.
Ubaldo Oppi, Ritratto della moglie
Virgilio Guidi La visita
Cagnaccio di San Pietro La ragazza e lo specchio
Caratteristiche principali del Realismo Magico
Nel Realismo magico, figure, oggetti e paesaggi sono descritti con precisione, ma sembrano sottratti allo scorrere del tempo. I contorni nitidi, la luce tersa e le composizioni attentamente costruite conferiscono alle scene un’atmosfera silenziosa e sospesa.
La dimensione magica nasce proprio da questa visione del quotidiano. Un gesto trattenuto, uno sguardo assorto o la disposizione degli oggetti possono trasformare una scena familiare in un’immagine enigmatica. La realtà rimane riconoscibile, eppure lascia affiorare un senso di mistero.
Gli amanti alla stazione Antonio Donghi
La pollarola Antonio Donghi
Antonio Donghi: un acquerello da collezionare
Per chi desidera collezionare un’opera di Antonio Donghi, Egidi MadeinItaly propone Paesaggio, un acquerello su carta databile al 1955.
Antonio Donghi acquerello
Case, alberi e un muro di cinta compongono una veduta silenziosa. Le trasparenze del colore e l’equilibrio delle forme invitano a soffermarsi sui dettagli, ritrovando quella quiete raccolta che rende riconoscibile la pittura dell’artista.
L’acquerello è firmato in basso a destra e accompagnato dalla certificazione del prof. Rivosecchi. Cornice e vetro sono inclusi.
Nel 2024 Palazzo Merulana, a Roma, ha ospitato la mostra Antonio Donghi. La magia del silenzio. Curata da Fabio Benzi, l’esposizione ha ripercorso la ricerca di uno dei principali interpreti del Realismo magico italiano.