Virgilio Guidi nacque a Roma nel 1891 e morì a Venezia nel 1984.

La formazione tra Capranesi, l’Accademia e lo studio dei maestri antichi

La formazione di Virgilio Guidi iniziò molto presto. Fu dapprima allievo e successivamente assistente del restauratore e decoratore Giovanni Capranesi, con il quale collaborò anche ai restauri di dipinti conservati nella Galleria Borghese. Il contatto diretto con le opere dei grandi maestri del passato contribuì in modo significativo alla maturazione della sua sensibilità pittorica.

In particolare, Guidi rivolse una speciale attenzione all’opera di Antonio Allegri, detto il Correggio, studiandone la costruzione delle figure, la morbidezza del modellato e soprattutto l’uso della luce. A questa fase della sua formazione risale la Danae dal Correggio, eseguita tra il 1918 e il 1919, significativa testimonianza del confronto dell’artista con la tradizione pittorica antica.

Virgilio Guidi, Danae dal Correggio, 1918-1919
Virgilio Guidi, Danae (dal Correggio), 1918-1919. Opera eseguita durante gli anni della formazione dell’artista.

Nel 1911 Guidi si iscrisse inoltre all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove seguì il corso di Giulio Aristide Sartorio. Ben presto, tuttavia, si allontanò dall’impostazione simbolista e decorativa del maestro, orientando la propria ricerca verso una pittura fondata sul rapporto tra forma, colore e luce.

Fondamentali furono le riflessioni su Giotto, Piero della Francesca, Cézanne e Matisse. Guidi guardò anche con interesse alla pittura di Armando Spadini, ma sviluppò progressivamente un linguaggio autonomo, costruito su equilibrio compositivo, sintesi plastica e intensità luminosa.

Virgilio Guidi su Egidi MadeinItaly
Natura morta 1922

La formazione romana e la Secessione

Guidi partecipò alla Secessione Romana e iniziò a esporre stabilmente negli anni Dieci. Negli stessi anni frequenta gli studi di Villa Strohl-Fern e approfondisce una pittura di figura e di paesaggio nella quale la costruzione plastica comincia progressivamente a essere subordinata all’azione della luce.

Roma rappresentò per lui un ambiente decisivo, sia per il confronto con la cultura figurativa contemporanea sia per i rapporti con artisti e intellettuali. Frequentando la terza saletta del Caffè Aragno, incontrò artisti, letterati e intellettuali e strinse in particolare una duratura amicizia con il poeta Vincenzo Cardarelli.

Negli anni Venti la sua pittura raggiunse una particolare sintesi tra classicità e modernità. L’artista non aderì passivamente ai linguaggi del tempo, ma elaborò una ricerca personale che manteneva centrale il problema della luce.

Virgilio Guidi su Egidi MadeinItaly
In tram, Realismo Magico

Il Novecento Italiano e In tram

Guidi partecipò alle prime esposizioni del Novecento Italiano, pur mantenendo una posizione fortemente indipendente.

Tra le opere cruciali di questa fase figura In tram, del 1923, presentata alla XIV Biennale di Venezia del 1924. Una sintesi perfetta di forma, colore e luce. In questo dipinto la quotidianità viene trasformata attraverso una costruzione rigorosa e una luce sospesa, che conferisce alla scena una dimensione quasi metafisica. In questa fase la pittura di Guidi presenta evidenti affinità con il Realismo Magico, soprattutto nella monumentalità delle figure, nella nitidezza formale e nella particolare sospensione luminosa della scena. La sua ricerca, tuttavia, rimase autonoma e non può essere ricondotta interamente a questa corrente.

Il rapporto con Piero della Francesca emerge nella monumentalità delle figure e nella chiarezza dello spazio, mentre la modernità del soggetto impedisce qualsiasi ritorno puramente archeologico al passato.

Realismo magico Virgilio Guidi
Virgilio Guidi La visita

Le nozze con Adriana Bernardi

Nel febbraio 1928 sposa la scultrice Adriana Bernardi conosciuta all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Virgilio Guidi, Ritratto di Adriana 1927-28
Virgilio Guidi Ritratto di Adriana 1927-28

Venezia e la ricerca sulla luce

Alla fine degli anni Venti Guidi fu chiamato a insegnare pittura all’ Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo a Ettore Tito. Il trasferimento segnò un passaggio decisivo nella sua carriera.

La luce veneziana divenne infatti uno degli elementi fondamentali della sua pittura. Marine, vedute della laguna e figure furono progressivamente ridotte a rapporti essenziali di colore e spazio.

Nel 1935 si trasferì per un periodo a Bologna, dove insegnò all’Accademia, pur mantenendo un legame costante con Venezia. Negli anni successivi la sua ricerca si sviluppò per cicli, tra cui Figure nello spazio, Marine, Teste, Presenze e, più tardi, Architetture cosmiche.

Dalla figura allo spazio

Nel secondo dopoguerra Guidi spinse sempre più avanti la propria riflessione sul rapporto tra luce e spazio.         La figurazione non scomparve completamente, ma venne progressivamente essenzializzata. Volti, corpi, cieli e marine diventano strutture luminose, talvolta prossime all’astrazione.

Virgilio Guidi su Egidi MadeinItaly
Essenzialità del mare 1951

Virgilio Guidi e lo Spazialismo

Tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta entrò in contatto con il clima dello Spazialismo veneziano, pur senza perdere la propria autonomia poetica.Nel 1951 aderí al Movimento Spaziale di Lucio Fontana ed fu tra i firmatari del IV Manifesto dell’Arte Spaziale.

Marine, Figure nello spazio e Angosce

Tra i cicli più significativi di Guidi si distinguono le Marine, le Figure nello spazio, le Angosce, i Giudizi e i successivi Tumulti. Nelle Marine il paesaggio veneziano viene progressivamente semplificato in piani di colore e luce, mentre nelle Figure nello spazio la presenza umana si fa sempre più essenziale. Con le Angosce e i Tumulti la pittura acquista invece una maggiore tensione segnica e gestuale, avvicinandosi ad alcune esperienze dell’Informale senza perdere la propria autonomia espressiva.

Negli ultimi decenni continuò a lavorare per grandi cicli tematici. La sua pittura divenne sempre più rarefatta, fino alle composizioni dominate dal bianco e alle ultime riflessioni sul rapporto tra uomo, spazio e cielo. Morì a Venezia il 7 gennaio 1984.

 

 

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