Enrico Crespi nacque nel 1854 e fu attivo soprattutto a Milano, dove sviluppò una carriera legata alla pittura di genere, al ritratto e all’incisione. La sua produzione si colloca nel clima della cultura figurativa lombarda tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Negli anni Novanta dell’Ottocento partecipò alle Triennali di Brera con numerose opere di soggetto quotidiano e sociale. Tra queste figurano L’interrogatorio, La lezione, Un consulto, In chiesa, Fra due fuochi, Ciao, Intuonano i grilli, Ubertosa, Vita semplice e Immagini evanescenti. Quest’ultima è oggi conservata alla Galleria d’Arte Moderna di Milano.
Enrico Crespi ritrattista
Una parte significativa della sua attività fu dedicata al ritratto.
Crespi realizzò numerose effigi destinate alle quadrerie dei benefattori di istituzioni ospedaliere e assistenziali milanesi. Tra i soggetti documentati figurano Domenico Cardone, Teresa Miramonti, Francesco Locatelli e Faustina Foglieni Brocca.
L’artista eseguì inoltre ritratti di alcune delle personalità più note del proprio tempo. Tra queste compaiono Umberto I, Margherita di Savoia, Francesco Hayez, Alessandro Manzoni e Giosuè Carducci. Crespi affrontò questi soggetti anche attraverso la tecnica dell’acquaforte.
La sua attività di incisore contribuì quindi a consolidare un linguaggio attento alla fisionomia e alla resa psicologica del modello. Il Ritratto di Alessandro Manzoni è ricordato tra le prove più significative della sua produzione grafica.
Gli esordi
Impiegato ancora giovinetto presso l’ufficio tecnico dei lavori per la piazza del Duomo di Milano, si appassionò all’architettura che più tardi, nei suoi primi quadri congiunta all’arte pittorica, lo pose fra i migliori prospettici.
Enrico Crespi fu allievo di Luigi Bisi e dopo i vent’anni frequentò l’Accademia di Brera alla scuola di pittura di Francesco Hayez.
Artista versatile, dipinse quadri d’interni, storici, ritratti all’acquaforte, paesaggi e un gran numero di soggetti di genere riproducenti scene popolari o rustiche che gli valsero il soprannome di pittore degli umili.
Vinse il premio Canonica con Ecce Homo, ora nella chiesa Fatebenefratelli di Milano.
Le esposizioni e gli ultimi anni
Nel 1897 Crespi partecipò al concorso per la nuova facciata del Duomo di Milano, classificandosi al quinto posto.Negli anni successivi la sua presenza nelle esposizioni diminuì progressivamente. Alla Nazionale di Milano del 1906 presentò Dolore, pannello destro del trittico Le voci della vita. Il progetto rimase incompiuto, mentre la tela centrale, La vita, è oggi conservata presso le Civiche Raccolte d’Arte di Busto Arsizio.Nel 1904 partecipò inoltre alla Italian Exhibition di Earl’s Court a Londra, dove espose The Attack e Happy Youth. Tornò poi a esporre a Brera nel 1922 con La fucina.
Enrico Crespi morì a Milano il 7 marzo 1929.
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