Francesco Galante nacque a Margherita di Savoia il 4 novembre 1884 e si trasferì giovanissimo a Napoli. Dal 1896 frequentò l’Istituto di Belle Arti, dove ebbe come maestri Michele Cammarano e Vincenzo Volpe. Concluse gli studi nel 1904, ottenendo il primo premio sia per la figura dipinta sia per il paesaggio.
Francesco Galante illustratore
Già durante gli anni di formazione Galante collaborò con giornali e riviste come illustratore. Nel 1904 fu, insieme ad Alberto Martini, tra i primi collaboratori della rivista milanese Varietas. Nel 1911 illustrò inoltre alcuni articoli di Ferdinando Russo per La Lettura.
La sua attività grafica proseguì parallelamente alla pittura. Collaborò con diversi periodici napoletani e realizzò anche illustrazioni per Un angolo di Napoli di Benedetto Croce, pubblicato nel 1912.
La pittura di Francesco Galante
Fin dagli anni Dieci, Galante sviluppò una pittura aperta alle esperienze europee. Nelle opere giovanili la pennellata appare spesso mobile e frammentata, con suggestioni postimpressioniste e una particolare attenzione agli effetti di luce.
Tra i dipinti di questa fase figurano Giuliana, presentato nel 1909 alla I° Esposizione nazionale di Belle Arti di Rimini, Ascoltando, dello stesso anno, e I bagnanti del 1911.
Con il passare degli anni, questa sensibilità si affiancò a una ricerca più intimista. Galante predilesse figure femminili, interni, scene domestiche e paesaggi nei quali la dimensione narrativa si unisce a sottili effetti luministici.
Opere come Le amiche e Ischia, ultimo sole mostrano bene questa evoluzione. Nella seconda, il taglio compositivo e l’orizzonte molto alto riducono la profondità prospettica e accentuano il carattere decorativo della scena.
Esposizioni e riconoscimenti
Dopo la Prima guerra mondiale, durante la quale fu al fronte, Galante riprese regolarmente l’attività espositiva.
Nel 1921 partecipò alla I Biennale nazionale d’arte di Napoli con opere tra cui Ingenua, Graziella e Gli sposi. L’anno successivo prese parte all’Esposizione nazionale d’arte primaverile di Firenze con un nucleo consistente di dipinti.
Nel corso della sua carriera partecipò inoltre a importanti rassegne nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, il Salon d’Automne di Parigi, la Secessione Romana e altre esposizioni europee.
Negli anni Trenta il suo linguaggio si avvicinò maggiormente al clima del Novecento Italiano. Tuttavia, Galante mantenne una sensibilità intimista e una particolare attenzione alla luce, come testimonia Giovinetta, databile intorno al 1934 e oggi conservata nel patrimonio artistico del Quirinale.
L’attività didattica e istituzionale
Il prestigio raggiunto dall’artista è testimoniato anche dai numerosi incarichi ricevuti.
Fu membro della Commissione nazionale per la difesa dei monumenti, del paesaggio e dell’estetica edilizia. Tra il 1930 e il 1932 insegnò tecnica dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Fu inoltre membro di istituzioni culturali e accademiche italiane.
Francesco Galante morì a Napoli nel 1972.
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