Franco Angeli Opere 1958-1988 è un’esposizione retrospettiva dedicata a Franco Angeli (1935-1988), figura chiave di un’intera generazione di artisti romani affermatisi negli anni ’60.

In questa mostra, nel nuovo, bellissimo, spazio espositivo romano WeGil, si ha la possibilità di conoscere bene il lavoro di Franco Angeli.

Questo artista appartiene alla cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo  insieme a Tano Festa e Mario Schifano.

Le opere esposte sono circa 70 e vanno dagli esordi informali fino alla sua scomparsa alle fine degli anni ‘80.

Chi è Franco Angeli?

Franco Angeli (1935-1988) è un artista romano che ha fatto parte della Scuola di Piazza del Popolo con Mario Schifano e Tano Festa.

Esordi di Franco Angeli

All’inizio della sua attività artistica, Franco Angeli conobbe il lavoro di Alberto Burri nell’atelier romano dell’artista Edgardo Mannucci; un incontro che lo colpì molto.

Farà tesoro anche della sua esperienza giovanile di tappezziere, grazie alla quale apprese l’uso del velatino e quella di carrozziere dove prende confidenza con le sagome, i ritagli e gli stampini che utilizzerà nelle sue opere.

Quando si dice “impara l’arte e mettila da parte”.

Le prime opere di Angeli sono dei monocromi

Cosa sono i Monocromi? I monocromi di Franco Angeli sono opere di un unico colore realizzate con materiali poveri come le garze o le calze di nylon (una leggenda metropolitana vuole che fossero le calze delle sue ex fidanzate, sarà vero ?)

I miei primi quadri sono la testimonianza del contatto quotidiano con la strada. Vidi i ruderi, le Lapidi, simboli antichi e moderni come l’Aquila, la Svastica, la Falce e Martello, obelischi, statue, Lupe romane sprigionare l’energia sufficiente per affrontare l’avventura pittorica.” (Franco Angeli)

Franco Angeli tecnica mista su tela Anonimo euroasiatico
Anonimo euroasiatico

Da una ferita scaturì la bellezza

Un’opera in particolare mi ha colpita, ed il suo titolo è commovente: “Da una ferita scaturì la bellezza”.

Come si legge nell’artico di De Marco “Piazza del Popolo 1950 -1960” in La Tartaruga del 1959, l’opera prende spunto dal trauma vissuto la notte del 19 luglio 1943 durante il bombardamento del quartiere San Lorenzo.

A tal proposito Angeli così si espresse: «La materia per me è un frammento di questa enorme lacerazione che ha travolto l’Europa; i miei primi quadri erano così, come una ferita dalla quale togli dei pezzi di benda […] dove il sangue si è rappreso ma non è più̀ una macchia rossa. Tutto doveva apparire lacerato, affranto».

L’artista, ancora bambino, ha dei ricordi indelebili del sangue e delle persone rimaste sotto le macerie.

Nell’opera, c’è una garza che copre una superficie rossa come se fosse una benda; estremo tentativo dell’artista di lenire il dolore e con lui la memoria di quei fatti terribili.

Il simbolo del potere

Gli anni 60 sono fondamentali per l’affermazione artistica di Franco Angeli. 

Nel suo lavoro, dà molta attenzione ai simboli del potere e lo fa per non dimenticare.

Il velatino che lui applica su questi simboli è la memoria che riaffiora per non dimenticare le guerre, i genocidi e altre atrocità.

Franco Angeli O.A.S. tecnica mista
O.A.S Tutti cattivi i tedeschi

OAS, tutti cattivi tedeschi quadro di Franco Angeli

È un’opera enorme e particolarmente coraggiosa. Raffigura un’enorme svastica, ricoperta da un velatino.

Quando ti avvicini non vedi la svastica ma degli ideogrammi tipo cinesi e solo allontanandoti si materializza questo grande archetipo del Male.

Un angosciante simbolo senza tempo di distruzione e di potere.

La pittura di Franco Angeli

Alla fine degli anni 60, Franco Angeli evolve verso la pittura figurativa dedicandosi al paesaggio e al disegno.

I simboli però non spariscono del tutto riaffiorando qua e là nelle sue opere delle piccole svastiche così come le falci e martello.

Souvenir Spray su cartoncino Franco Angeli
Souvenir

Mario Schifano

C’è anche una parte dedicata all’amicizia con Mario Schifano e Tano Festa, che diventerà anche un sodalizio professionale ed artistico. La Scuola di Piazza del Popolo.

Qui sotto, nteressante dipinto intitolato Mario (Ritratto di Mario Schifano) 

Franco Angeli Mario Ritratto di Mario Schifano
Mario Ritratto di Mario Schifano

La Politica

Nell’universo di Franco Angeli si percepisce quanto la passione per l’impegno politico sia stata cruciale.

La sua iniziale, incondizionata, adesione al partito comunista, lascia forse lo spazio ad una malinconica disillusione.

Roma, il suo DNA, si riflette sempre più nel lavoro di Franco Angeli con i suoi obelischi, la lupa, la piramide.

Franco Angeli Casa rossa con piramide
Casa rossa con piramide

È soprattutto negli anni 80, che inserisce questi simboli nelle sue opere ponendo così il suo sguardo metafisico sul paesaggio.

Le opere di Franco Angeli hanno un’energia che ti porta in un’altra dimensione.

Franco Angeli Zona Cesarini
Zona Cesarini

Il burattino

Nelle opere degli anni 80, spesso è presente il burattino, una sorta di autoritratto.

Franco Angeli verso la fine della sua vita, al momento dei bilanci, si rappresentò così: una marionetta senza autonomia. Non sapremo mai chi considerasse come il suo burattinaio.

Le considerazioni 

La prima considerazione è che passando in rassegna le sue opere si ripercorre tutto il lavoro di Franco Angeli con le sue evoluzioni, le sue contraddizioni, ma soprattutto con la sua integrità.

La seconda, quasi banale, è che puoi sfogliare pagine e pagine di cataloghi, ma i quadri di Franco Angeli vanno visti dal vero. Per condividere con l’artista la sua forza, il suo dolore, la sua rabbia, insomma, la sua storia.

Franco Angeli opere 1958-1988

WeGil

fino al 26 Marzo 2023