Mario Schifano biografia, opere e ricerca nella Pop Art italiana
Mario Schifano (Homs, 1934 – Roma, 1998) è stato uno dei protagonisti più originali dell’arte italiana del secondo Novecento. Pittore, fotografo e autore di cinema sperimentale, ha costruito un linguaggio capace di attraversare il monocromo, la cultura Pop, la fotografia, la televisione e le immagini della società contemporanea. La sua ricerca, sviluppata soprattutto a Roma tra gli anni Sessanta e Settanta, ha trasformato pubblicità, paesaggio urbano, storia dell’arte e mass media in materia pittorica.
Mario Schifano: dalla Libia a Roma
Mario Schifano nacque a Homs, in Libia, il 20 settembre 1934. Il padre Giuseppe, archeologo restauratore, lavorava negli scavi di Leptis Magna. Nel 1941 la famiglia fu trasferita a Roma, dove Schifano trascorse gli anni della guerra e della formazione.
Abbandonati presto gli studi, lavorò per un periodo come garzone e successivamente accanto al padre presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Proprio in questi anni cominciò ad avvicinarsi alla pittura, maturando una vocazione sostanzialmente autodidatta.
Le prime mostre e la scena romana
Nel 1959 Schifano tenne la sua prima personale alla Galleria Appia Antica di Roma, presentata da Emilio Villa. L’anno successivo partecipò alla celebre mostra 5 pittori. Roma 60 alla Galleria La Salita, insieme a Franco Angeli, Tano Festa, Francesco Lo Savio e Giuseppe Uncini. In quell’occasione espose i primi monocromi, segnando il progressivo superamento dell’esperienza informale.
Nel 1961 una nuova personale alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis contribuì ad affermarlo come una delle personalità emergenti della nuova pittura romana.
I Monocromi e la nascita di un nuovo linguaggio
A partire dal 1960 Schifano sviluppò i suoi celebri Monocromi, realizzati prevalentemente a smalto su carta intelata. Superfici essenziali, spesso segnate da lettere, cifre e sagome, diventavano una sorta di “schermo” pittorico sul quale, poco dopo, avrebbero fatto ingresso immagini provenienti dalla strada, dalla pubblicità e dai mass media.
Nel 1962 comparvero nelle sue opere loghi e simboli della cultura commerciale, tra cui Coca-Cola ed Esso. Il riferimento alla Pop Art americana è evidente, ma il linguaggio di Schifano rimase profondamente autonomo, radicato nel paesaggio e nella cultura visiva italiana.
Mario Schifano e The New Realists a New York
Nell’ottobre 1962 Schifano partecipò alla storica mostra The New Realists alla Sidney Janis Gallery di New York, presentando una Propaganda con il logo Coca-Cola. L’esposizione riuniva artisti europei e americani impegnati nelle ricerche New Dada, Nouveau Réalisme e Pop, tra cui Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Jim Dine, Mimmo Rotella, Jean Tinguely e Christo.
Questa presenza contribuì a collocare Schifano nel dibattito internazionale sulla nuova figurazione, pur mantenendo la sua ricerca distinta dalla Pop Art statunitense.
Paesaggi anemici, Futurismo rivisitato e nuovi materiali
Dal 1964 Schifano tornò a confrontarsi con il paesaggio e con la storia dell’arte. Nacquero i Paesaggi anemici, le rielaborazioni del Futurismo e altri cicli nei quali fotografia, memoria e cultura visiva contemporanea si sovrappongono.
Negli stessi anni sperimentò materiali nuovi, tra cui spray, plexiglass e supporti fotografici, estendendo progressivamente la pittura oltre i suoi confini tradizionali.
Mario Schifano tra cinema, fotografia e televisione
Dalla metà degli anni Sessanta l’interesse di Schifano si rivolse sempre più anche al cinema e alla fotografia. Dopo i primi esperimenti filmici realizzò Satellite nel 1968 e, nel 1969, Umano non umano e Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani.
All’inizio degli anni Settanta iniziò inoltre a trasferire su tela emulsionata immagini fotografate dallo schermo televisivo, intervenendo successivamente con smalti industriali. Da questa ricerca nacquero i celebri Paesaggi TV e Personaggi TV, presentati già nel 1970 allo Studio Marconi.
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Inventario con perspex smalto su tela emulsionata
I grandi cicli di Mario Schifano
Nel corso della sua carriera Schifano lavorò frequentemente per serie. Tra le più note figurano:
Monocromi, Paesaggi anemici, Propagande, Futurismo rivisitato, Compagni compagni, Oasi, Tuttestelle, Paesaggi TV e Personaggi TV.
Negli anni Ottanta e Novanta tornò con sempre maggiore energia alla pittura, sviluppando grandi tele dai colori intensi e continuando parallelamente la propria sperimentazione fotografica. Morì a Roma il 26 gennaio 19
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Mario Schifano Vedute Interrotte
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