Negli anni Cinquanta la ricerca artistica internazionale apre nuovi territori di sperimentazione. Il movimento, la luce, la geometria e soprattutto la percezione dello spettatore diventano parte integrante dell’opera.
È in questo clima che si sviluppano le ricerche dell’arte cinetica e programmata, nelle quali l’immagine non viene più concepita necessariamente come qualcosa di statico. Il movimento può essere reale, prodotto da meccanismi o elementi mobili, oppure soltanto apparente, generato dalla struttura dell’opera e dallo spostamento dello sguardo.
Alexander Calder, Jean Tinguely, Jesús Rafael Soto e Carlos Cruz-Diez sono tra i protagonisti internazionali di queste esperienze. In Italia la ricerca assume declinazioni particolarmente originali attraverso artisti e gruppi che indagano il rapporto tra arte, percezione, spazio e partecipazione dello spettatore.
Bruno Munari, Alberto Biasi, Enzo Mari, Gianni Colombo, Grazia Varisco e altri protagonisti della ricerca programmata contribuiscono a trasformare profondamente il concetto stesso di opera d’arte.

Optical Vibes alla Galleria Nazionale
Nel 2021 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha dedicato a queste ricerche la mostra Optical Vibes, curata da Stefano Marson.
L’esposizione riuniva oltre cinquanta opere astratte, programmate e cinevisuali provenienti dalle collezioni del museo, realizzate a partire dalla metà degli anni Cinquanta. Il percorso, articolato in quattro sezioni, metteva in relazione le premesse dell’Op art con le successive sperimentazioni sulla superficie, sul colore e sulla percezione dinamica.
Una sezione era dedicata alla celebre serie degli Homage to the Square di Josef Albers; altre affrontavano le ricerche sul cerchio e sulla sfera, la superficie vibratile e le opere programmate. Particolarmente significativo era il confronto tra esperienze individuali e ricerche nate nell’ambito dei gruppi italiani.
Tra gli artisti presenti figuravano Josef Albers, Alberto Biasi, Gastone Biggi, Max Bill, Toni Costa, Enrico Castellani, Lia Drei, Lucia Di Luciano, Franco Grignani, Johannes Itten, Edoardo Landi, Heinz Mack, Man Ray, Bruno Munari, Mario Nigro, Enrico Prampolini, Kumi Sugaï, Victor Vasarely, Luigi Veronesi e Nanda Vigo, accanto ad altri protagonisti della ricerca astratta e cinevisuale.
Molte delle opere conservate dalla Galleria sono particolarmente delicate per la presenza di meccanismi elettrici oppure di strutture ottico-dinamiche. Per questa ragione sono state esposte solo in determinati momenti della storia del museo. La stessa Galleria Nazionale ricorda come già negli allestimenti storici l’arte cinetica fosse valorizzata attraverso uno spazio appositamente concepito in penombra.
Optical Vibes
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma
30 giugno – 17 ottobre 2021
Opere di arte cinetica in galleria
Tra gli artisti presenti in Optical Vibes, Egidi MadeinItaly propone attualmente Gastone Biggi, Variabile T, 1967, opera appartenente al ciclo delle Variabili e registrata presso l’Archivio Generale Gastone Biggi con il numero 653.
→ Gastone Biggi, Variabile T, 1967 – opera disponibile
In galleria è inoltre disponibile Alberto Biasi, L’essere umano era ed è circondato dall’ignoto, Politipo del 1973, firmato, titolato e datato al verso.
→ Alberto Biasi, Politipo del 1973 – opera disponibile
Tra le opere precedentemente selezionate dalla galleria figura anche un multiplo di Kumi Sugaï in plexiglas, testimonianza dell’interesse della galleria per le ricerche geometriche, ottiche e percettive internazionali del secondo Novecento.
→ Kumi Sugaï, multiplo in plexiglas – opera non più disponibile
