Virgilio Guidi biografia
Virgilio Guidi (Roma, 1891 – Venezia, 1984) è stato uno dei protagonisti più originali della pittura italiana del Novecento. Pittore, teorico e poeta, ha sviluppato lungo oltre settant’anni di attività una ricerca autonoma incentrata sul rapporto fra luce, spazio, colore e forma, attraversando la figurazione novecentesca, le esperienze di Valori Plastici e del Novecento Italiano, lo Spazialismo e infine territori prossimi all’astrazione.
La centralità della luce costituisce il vero filo conduttore dell’intera opera di Virgilio Guidi pittore: non semplice elemento atmosferico, ma principio costruttivo capace di determinare lo spazio, trasformare la percezione delle figure e, negli esiti più maturi, dissolvere progressivamente la realtà visibile in una dimensione quasi cosmica.
La formazione di Virgilio Guidi a Roma
Virgilio Guidi nasce a Roma il 4 aprile 1891, primo di nove figli. La sua formazione avviene in un ambiente familiare sensibile alle arti: il padre Guido Costantino è scultore e poeta, mentre il nonno è architetto e decoratore. Dopo gli studi tecnici, durante i quali manifesta una particolare inclinazione per il disegno e la geometria, frequenta parallelamente la Scuola libera di pittura.
Ancora giovane entra nella bottega del restauratore e decoratore Giovanni Capranesi, esperienza che gli permette di acquisire una conoscenza diretta delle tecniche pittoriche e della tradizione. Nel 1911 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma, seguendo il corso di Giulio Aristide Sartorio, dal quale tuttavia si allontana dopo pochi anni per divergenze di carattere estetico.

Virgilio Guidi e la Secessione Romana
Nel 1915 Guidi partecipa alla III Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione Romana, entrando pienamente nel dibattito artistico della capitale. Negli stessi anni frequenta gli studi di Villa Strohl-Fern e approfondisce una pittura di figura e di paesaggio nella quale la costruzione plastica comincia progressivamente a essere subordinata all’azione della luce.
A Roma entra inoltre in relazione con alcuni dei protagonisti della cultura italiana del tempo. Frequentando la celebre terza saletta del Caffè Aragno, incontra artisti, letterati e intellettuali e stringe in particolare una duratura amicizia con il poeta Vincenzo Cardarelli.

Piero della Francesca
Nel 1914, Roberto Longhi scrive il libro su Piero dei Franceschi e lo sviluppo della pittura Veneziana.
Il Tram e l’affermazione alla Biennale di Venezia
Un momento decisivo nella carriera di Virgilio Guidi coincide con la realizzazione de Il Tram, dipinto nel 1923 ed esposto alla XIV Biennale di Venezia nel 1924. Un’edizione moderna degli affreschi di Piero della Francesca di Arezzo. Una sintesi perfetta di forma, colore e luce
L’opera, oggi conservata a Roma, rappresenta uno degli esiti fondamentali della sua prima maturità. La scena quotidiana dell’interno di un tram viene trasformata attraverso una luce sospesa e quasi irreale: le figure acquistano una monumentalità silenziosa, mentre lo spazio sembra immobilizzarsi in una dimensione sottratta alla contingenza narrativa. Il successo ottenuto alla Biennale sancisce definitivamente il riconoscimento critico dell’artista.
In questi anni Guidi partecipa inoltre alle esposizioni del Novecento Italiano del 1926 e del 1929. La sua adesione, tuttavia, non assume mai un carattere rigidamente programmatico: pur condividendo con quella cultura artistica l’interesse per la solidità formale e il recupero della tradizione, mantiene una posizione personale e indipendente.
Fu esposto nel 1924 alla Biennale di Venezia, capolavoro metafisico degli anni 20 e punto di riferimento per il Futurismo prima e poi per le nuove generazioni romane (da Di Cocco a Mazzacurati, ai tonalisti).
Il periodo veneziano e la scoperta della luce lagunare
Nel 1927 Guidi viene chiamato a insegnare pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, succedendo a Ettore Tito. Il trasferimento nella città lagunare determina una trasformazione fondamentale della sua pittura.

Le nozze con Adriana Bernardi
Nel febbraio 1928 sposa la scultrice Adriana Bernardi conosciuta all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Virgilio Guidi e lo Spazialismo
Nel secondo dopoguerra la ricerca di Guidi conosce una nuova e decisiva evoluzione.
Nel 1951 aderisce al Movimento Spaziale di Lucio Fontana ed è tra i firmatari del IV Manifesto dell’Arte Spaziale. Anche in questo contesto conserva però una forte autonomia: il suo interesse per lo spazio non nasce dall’adesione a un movimento, ma rappresenta l’esito coerente di una ricerca iniziata molti decenni prima.
La Fondazione Virgilio Guidi sottolinea inoltre il ruolo particolarmente significativo svolto dall’artista nell’ambito dello Spazialismo veneziano.
Marine, Figure nello spazio e Angosce
Tra i cicli più importanti figurano le Marine, le Figure nello spazio, le Angosce, i Giudizi e successivamente i Tumulti.
Nelle Marine il paesaggio veneziano viene progressivamente ridotto a rapporti di piani cromatici; nelle Figure nello spazio, invece, la figura umana perde consistenza plastica per diventare presenza nello spazio luminoso.
Con le Angosce e i Tumulti la pittura acquista una maggiore tensione segnica e gestuale, avvicinandosi ad alcuni esiti dell’Informale pur mantenendo una fisionomia assolutamente personale.
Muore a Venezia nel Venezia 1984

Esposizioni:
1915 – III° Mostra della Secessione romana
1920, 1922, 1924, 1928, 1932, 1936, 1948, Biennale di Venezia
1926, 1929 – I°mostra del “Novecento Italiano” a Milano
1931, 1935 – Quadriennale di Roma
1940, 1954, 1964 – sala personale alla Biennale di Venezia
1942 – Galleria del Cavallino di Carlo Randazzo Venezia e Galleria il Milione di Milano
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