Bacco e Arianna: il capolavoro di Guido Reni
Questa è una storia che sarebbe piaciuta a Federico Zeri. Parliamo infatti delle vicissitudini del sommo capolavoro di Guido Reni “Bacco e Arianna” oggi disperso (ma non del tutto e vedremo perché).
Questa vicenda coinvolge Papi e nobili, Re e principesse, case d’asta, casati in decadenza e ricche famiglie sudamericane.
Ma andiamo con ordine.
Un regalo per le nozze reali
Nel 1637, Papa Urbano VIII e il di lui cardinal nepote Francesco Barberini commissionano a Guido Reni una grandissima tela con il tema Bacco e Arianna destinata ad Enrichetta Maria di Borbone (Parigi, 1609 – Colombes, 1669) moglie del Re d’Inghilterra Carlo I Stuart (Dunfermline, 1600 – Londra, 1649).
Per quale motivo viene commissionata l’opera Bacco e Arianna?
Bacca e Arianna sarà un dono di nozze per Enrichetta Maria di Borbone e Carlo I Stuart Re d’Inghilterra svoltesi il 1° maggio 1625.
La collocazione prevista era il soffitto dell’alcova reale, finalizzato ad instaurare delle buone relazioni diplomatico-religiose con la Corona d’Inghilterra.
Guido Reni termina l’opera
Non senza fatica nel 1940, Guido Reni riesce a terminare l’opera e la invia in Vaticano.
La bottega di Guido Reni
Il Papato commissiona a Guido Reni altre copie del dipinto Bacco e Arianna.
Tra 16 1640 e il 1642 il Maestro delega alla sua bottega la produzione di queste altre comande intervenendo di persona in modo non decisivo.
Gli allievi della bottega di Guido Reni
Una versione viene eseguita dai suoi allievi Antonio Giarola (Verona 1597-1674) Giovanni Andrea Sirani (Bologna 1610-1670) ed è quella che ora si trova all’Accademia di San Luca di Roma eseguita per il cardinale Giulio Sacchetti.
Un’altra versione, molto più accurata eseguita sotto la direzione del Maestro, è affidata al suo allievo Giacomo Bolognini (Bologna 1664 -1734).
Enrichetta Maria di Borbone si rifugia in Francia
A causa delle vicissitudini del papato Barberini e dei moti religiosi in Inghilterra,nel 1644 Enrichetta è costretta a guadagnare la Francia dove finalmente, a fatica, riceverà il dipinto.
Il consigliere del cardinale Duca de Richelieu
Nel 1650 il quadro, per difficoltà economiche, viene venduto a Michel Particelli d’Hemery ed è l’ultima persona che vedrà il magnifico dipinto nella sua interezza.
Smembrare il quadro per venderlo meglio!
Nella biografia di Guido Reni contenuta nella “Felsina pittrice” di Carlo Cesare Malvasia, nel 1678 il dipinto viene smembrato, fatto a pezzi per essere venduto meglio…
La copia del Bolognini viene venduta
Nel 1777 il dipinto di Giacomo Bolognini, in Inghilterra presso Lord of Essex viene da questi venduto presso la casa d’aste Christie’s.
Lord Bertram Ashburnham
Lord Bertram Ashburnham, divenutone proprietario, scelse a sua volta di venderlo nel 1850, sempre presso Christie’s.
La collezione di Montevideo
Il dipinto del Bolognini arriva in Sud America a Rio de Janeiro, per poi essere segnalato a Buenos Aires per passare infine in Uruguay, in una prestigiosa collezione privata di Montevideo. (1900-2000)
Il frammento ritrovato
Per secoli si è ritenuto che il dipinto originale del Maestro fosse stato interamente distrutto, forse a causa delle nudità presenti; ma fu nel 2002 che Andrea Emiliani e Sir Denis Mahon riconobbero in un frammento di proprietà della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la mano autografa del grande Maestro.
La mostra “Bacco e Arianna di Guido Reni. Singolari vicende e nuove proposte”
“Bacco e Arianna di Guido Reni. Singolari vicende e nuove proposte” è il titolo della mostra curata da Andrea Emiliani
La storia di questo bellissimo dipinto, è talmente affascinante da meritare una mostra a lui dedicata che si è svolta alla Pinacoteca Nazionale di Bologna nel 2018.
Tutte le maggiori versioni del Bacco ed Arianna vengono per la prima volta presentati insieme.
Si conclude così (sembra, per ora…) un’affascinante, coinvolgente storia di un fantastico dipinto di Guido Reni.
Nel nostro catalogo prodotti è presente l’opera Bacco e Arianna sull’isola di Nasso Olio su tela degli inizi del XVIII secolo.
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