La Scuola di Posillipo nasce a Napoli intorno al 1820, quando l’atelier di Antonio Pitloo (Anton Sminck van Pitloo 1791-1837) divenne luogo di incontro e di scuola per giovani pittori dediti principalmente alla pittura di paesaggio en plein air.
La Scuola fu inaugurata dal pittore olandese Anton Sminck van Pitloo, che ne fu il direttore fino al 1837, quando passò il testimone al napoletano Giacinto Gigante, suo allievo.
Pitloo, approfittando dell’inarrivabile bellezza dei paesaggi partenopei, riuscì a trasmettere ai suoi allievi i valori emotivamente profondi della natura e delle sue manifestazioni.
Il Grand Tour
La Scuola di Posillipo fu parte integrante del percorso del Grand Tour, il viaggio culturale che intellettuali, artisti e rampolli delle élite europee compirono in Italia a partire dall’Illuminismo e perduro’, pur con tutte le sue varianti e trasformazioni, fino alla fine del secolo XIX.
Sotto molti aspetti, la temperie del Grand Tour, si sovrappose alla stagione romantica ottocentesca, aprendo le porte al rinnovamento del paesaggio verista che a Napoli ebbe uno dei suoi esiti più felici.
I loro soggetti preferiti erano la costiera sorrentina e soprattutto Napoli.
Gli artisti della Scuola di Posillipo
Tra gli artisti della Scuola di Posillipo ci sono i fratelli Giacinto Gigante, Ercole Gigante, Gabriele Smargiassi, Pasquale Mattej. Inoltre Teodoro Duclère, Salvatore Fergola, Francesco Fergola, Vincenzo Franceschini, Beniamino De Francesco e per concludere Achille Vianelli.
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante (Napoli, 1806 – 1876) è ricordato soprattutto per i suoi paesaggi e le vedute, ed è riconosciuto come il massimo esponente della Scuola di Posillipo.
Esordisce a Roma come litografo e incisore, ma dal 183 0 in poi si dedico’ alla pittura. Allievo al pittore olandese Anton Sminck van Pitloo, fondatore della Scuola di Posillipo..
Alla morte di Anton Sminck van Pitloo nel 1837, Gigante ritorna a Napoli, stabilendosi a casa del suo maestro, in San Carlo alle Mortelle sede e centro propulsore della Scuola di Posillipo.
Conteso dalla nobiltà locale e straniera, insegna pittura alle figlie di Francesco II, ricercato dall’imperatrice di Russia.
Salvatore Fergola
Salvatore Fergola (Napoli, 1799-1874) pittore napoletano, frequentò la Scuola di Posillipo dedicandosi alla pittura dal vero.
Il plein air modificò profondamente l’approccio della pittura di paesaggio: la diffusione della luce, e condizioni metereologiche, l’ora del giorno e la posizione degli astri divennero il soggetto del dipinto.

Nell’opera Effetto d’aurora boreale (vedi foto sopra) Fergola associa l’aurora boreale, un fenomeno di diffrazione della luce che si verifica nell’emisfero nord, al sorgere del sole sui Templi della valle di Paestum.
Teodoro Duclère
Teodoro Duclère (Napoli, 1816 – 1867) Pittore napoletano con genitori francesi, specializzato nella pittura di paesaggio, è considerato una figura di spicco della Scuola di Posillipo.
Fu il più fedele allievo di Anton Sminck Pitloo, nonché suo genero quando ne sposò la figlia.
Professore di paesaggio. Si dedicò alla realizzazione di vedute e paesaggi destinati ai turisti e agli amatori stranieri. Fra i suoi principali committenti si annoverano i Meuricoffre, una ricca famiglia svizzera, il duca di San Teodoro e lo Zar di Russia.
I dipinti di Teodoro Duclere riprendono le tematiche della veduta napoletana, con una predilezione per i panorami della Costiera sorrentina e dell’isola d’Ischia. Diede però la migliore prova di sé nei piccoli studi di paesaggio, con motivi naturali e colori vividi.
È considerato un maestro non solo come paesista, ma anche come autore di costumi e scene popolari.
Pasquale Mattej
Il bellissimo e affollatissimo olio su carta di Pasquale Mattej (Napoli, 1813- 1879) che raffigura ‘Strada di porto a Napoli‘

L’antica arteria napoletana Strada di Porto che da Largo di Castello giungeva a piazzetta Mercato di Porto, entrambe distrutte dai lavori di Risanamento iniziati nel 1899. Visibile la fontana della Coccovaja, eretta nel 1541 su incarico del viceré don Pedro de Toledo, che conferma quest’opera come un importante e prezioso documento storico. Mi viene da pensare alle opera della Scuola Romana e il periodo delle Demolizioni.
Come scrisse Domenico Morelli: “Essi dipingevano, studiando sempre all’aria aperta”
Il nostro Attilio Pratella è uno dei piú importanti pittori di questa scuola, i cui capostipiti furono Antonio Pitloo, Frans Vervloet, e Raffaele Carelli seguito poi dal fratello Consalvo Carelli.
La denominazione viene dallo storico Pasquale Villari, che nel 1869 scrisse:
«La bellezza del clima, i paesaggi stupendi che circondano Napoli, e i molti forestieri che ne chiedono sempre qualche ricordo disegnato e dipinto, avevano fatto sorgere un certo numero di artisti i quali, come per disprezzo, erano dagli accademici chiamati della Scuola di Posillipo, dal luogo dove abitavano […]». Pasquale Villari
