La Galleria L’Obelisco uno dei pilastri della scena artistica romana negli anni ‘40 e oltre. Fondata nel 1946 da Irene Brin e Gaspero del Corso, questa galleria privata rappresentò un ponte verso l’arte internazionale dopo la Liberazione, promuovendo surrealismo, astrattismo e talenti italiani emergenti. Situata in Via Sistina 146, fu un hub cosmopolita che unì moda, letteratura e pittura, influenzando profondamente il mercato dell’arte moderna in Italia.La galleria fu attiva fino al 1981.

Galleria l'Obelisco Via Sistina Roma
Galleria l’Obelisco Via Sistina Roma (foto di proprietà della GNAMC di Roma)

Galleria L’Obelisco a Roma

Nel 1946 Irene Brin e Gaspero del Corso aprirono la Galleria L’Obelisco a Roma, in via Sistina 146. In una città che tornava a costruire i propri luoghi di confronto dopo la guerra, la galleria divenne uno spazio d’incontro per artisti, critici, scrittori e collezionisti. La sua storia racconta anche il ruolo decisivo dei galleristi nel dare visibilità a linguaggi ancora poco conosciuti dal pubblico italiano.

Galleria L'Obelisco Roma
Irene Brin Galleria L’Obelisco

Irene Brin e Gaspero del Corso

Irene Brin (pseudonimo di Maria Vittoria Rossi) e il marito Gaspero del Corso nel 1943 gestivano la libreria-galleria La Margherita in Via Bissolati, uno spazio pionieristico per mostre clandestine durante l’occupazione.    Nel 1946, dopo la Liberazione, i coniugi del Corso trasferirono l’attività in Via Sistina, 146, inaugurando L’Obelisco come la prima galleria d’arte privata del dopoguerra romano.

Irene Brin portò nella galleria la sensibilità di una scrittrice e giornalista capace di muoversi tra arte, moda e cultura. Gaspero del Corso contribuì a costruire un programma espositivo aperto ad artisti italiani e internazionali. All’Obelisco, la presentazione delle opere divenne così occasione di dialogo tra ambienti culturali diversi.

La sede di via Sistina fu il punto di partenza di un’attività che superò presto i confini romani. La Galleria L’Obelisco contribuì alla circolazione delle opere e delle idee in un periodo di profondo rinnovamento della scena artistica italiana.

L’archivio della Galleria L’Obelisco

La storia della Galleria L’Obelisco vive anche nei documenti lasciati da Irene Brin e Gaspero del Corso. Cataloghi, corrispondenza, ritagli stampa e fotografie, conservati nel Fondo Irene Brin, Gaspero Del Corso e L’Obelisco presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, raccontano le mostre e le relazioni con artisti, critici e collezionisti che animarono la galleria.

Galleria L'Obelisco Roma
Brin e del Corso alla Galleria L’Obelisco1946

Le mostre che hanno segnato la Galleria L’Obelisco

Fin dalla sua apertura nel 1946, la Galleria L’Obelisco costruì un programma capace di mettere in dialogo la ricerca italiana con artisti provenienti dall’Europa e dalle Americhe. Surrealismo e arte fantastica ebbero un ruolo importante, ma la storia della galleria non si esaurisce in una sola corrente: negli anni, le sue sale accolsero sensibilità e generazioni molto diverse.

Gli esordi: Titina Maselli

Tra gli episodi che raccontano l’attenzione dell’Obelisco per i giovani artisti spicca la prima personale di Titina Maselli, nell’ottobre 1948. La pittrice era allora ventiquattrenne. La Galleria Nazionale documenta anche una sua seconda esposizione all’Obelisco, nel maggio 1960: due momenti che permettono di seguire nel tempo il rapporto dell’artista con la galleria.

→ Leggi il nostro articolo su Titina Maselli nel centenario della nascita

Galleria L'Obelisco Roma
Titina Maselli mostra galleria L’Obelisco Roma

Matta e il Surrealismo internazionale

Nel gennaio 1950, Roberto Matta espose all’Obelisco per la prima volta in Italia. La sua mostra è un esempio concreto dell’apertura della galleria verso il Surrealismo internazionale. Negli anni Cinquanta, nelle sue sale furono presentati anche artisti come Salvador Dalí, René Magritte e Yves Tanguy, Henri de Toulouse-Lautrec e Marc Chagall.

→ Leggi il nostro articolo sulla mostra di Henri de Toulouse-Lautrec al Grand Palais di Parigi

Laurance P. Roberts e l’American Academy di Roma

Ruolo cardine fu quello di Laurance P. Roberts, direttore dell’American Academy in Rome dal 1946 al 1960. Frequentatore assiduo di L’Obelisco e amico intimo di Irene Brin e Gaspero del Corso, Roberts promosse scambi culturali, inclusi concerti di John Cage e mostre come Viaggio in Italia (1950). La sua influenza consolidò il collezionismo americano Roma, con acquisizioni per collezioni USA che resero la galleria un “punto di riferimento per il mercato internazionale dell’arte”.

Robert Rauschenberg: una prima personale europea

Dal 3 al 10 marzo 1953, Robert Rauschenberg presentò all’Obelisco Scatole e Feticci Personali. La Fondazione dell’artista la identifica come la sua prima mostra personale in Europa. L’episodio rende evidente la prontezza con cui Irene Brin e Gaspero del Corso seppero accogliere una ricerca ancora agli esordi, destinata ad assumere un ruolo centrale nell’arte del secondo Novecento.

Francis Bacon ed Eugène Berman

La varietà del programma proseguì nella seconda metà del decennio. Il 10 marzo 1958 si aprì una mostra di Francis Bacon, documentata nel regesto delle esposizioni della galleria. Nel giugno 1959, l’Obelisco presentò invece disegni, guazzi, tempere e inchiostri di Eugène Berman. Accostare questi due appuntamenti mostra l’ampiezza degli interessi dei galleristi, senza ridurre la loro attività a un unico stile. 1

→ Approfondisci l’opera di Eugène Berman nel nostro Magazine

 Il ruolo della galleria L’Obelisco dagli Anni ’40 ad oggi

La galleria L’Obelisco non fu solo una galleria, ma un catalizzatore per il rinnovamento dell’arte italiana, rompendo con l’ufficialità fascista e abbracciando l’internazionalismo. Influenzò il mercato, con vendite che resero accessibile l’avanguardia e creò un milieu che legava arte, moda e letteratura. Oggi, il suo archivio conservato alla GNAMC di Roma testimonia questo periodo vitale, con mostre retrospettive che ne celebrano il ruolo.

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