Galleria dell’Oca a Roma
La Galleria dell’Oca è una storica galleria d’arte contemporanea con sede a Roma, fondata nel 1965 da Luisa Laureati Briganti. La Galleria dell’Oca si inserisce nel panorama dell’arte italiana dagli anni ’60 in poi, promuovendo artisti emergenti e internazionali con un approccio etico e di sostegno agli artisti.Nel panorama dell’arte italiana del XX secolo, Roma ha giocato un ruolo centrale come crocevia di avanguardie e sperimentazioni.
Nel Novecento le gallerie d’arte di Roma hanno creato e intessuto mostre e incontri promuovendo artisti emergenti e internazionali e nutrito
la cultura tra le due guerre e nel Dopoguerra.
La Galleria dell’Oca Roma e l’arte nel Dopoguerra
Nata come naturale evoluzione di una libreria specializzata in libri d’arte e litografie, la galleria aprì i battenti nel 1965 in Via della Mercede 12/A, nel cuore di Roma.
La fondatrice Luisa Laureati Briganti, figlia di un questore amico degli artisti Corrado Cagli e Renato Guttuso, fu profondamente influenzata dall’ambiente culturale che la circondava.
Guidata nei primi anni insieme al compagno Franco Angeli, che la aiutò nella scelta della sede, e sostenuta dal critico d’arte Giuliano Briganti, Luisa concepì la galleria come uno spazio dedicato interamente agli artisti, con l’obiettivo di promuoverli e sostenerli anche nei momenti di maggiore difficoltà.
La prima mostra della Galleria dell’Oca Roma: opere e artisti
Gastone Novelli e gli inizi della Galleria
Nel 1967, la storica libreria d’arte si trasforma ufficialmente nella Galleria dell’Oca Roma, inaugurando la sua attività espositiva con una mostra dedicata ai disegni di Gastone Novelli, artista di punta dell’avanguardia italiana del dopoguerra.
Quell’esordio segna l’inizio di un percorso culturale unico, capace di unire la passione per la sperimentazione contemporanea alla valorizzazione della memoria storica dell’arte italiana.
Dalle avanguardie storiche all’arte contemporanea
Negli anni Settanta, Ottanta e Novanta, la Galleria dell’Oca Roma si afferma come punto di riferimento nel panorama dell’arte moderna e contemporanea.
Espone opere di Stefano Angeli, Cesare Festa, Claudio Sordini, Roberto Matta, Giulio Turcato, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Carol Rama e Bruno Mattiacci, ma dedica spazio anche alle avanguardie del primo Novecento, con mostre su Filippo De Pisis, Giorgio Morandi e Alberto Magnelli.
Questa capacità di coniugare linguaggi diversi attira collezionisti, critici e appassionati d’arte alla ricerca di opere autentiche e di valore.
La Galleria dell’Oca e le collaborazioni internazionali
Fino al 1970, l’attività della galleria resta saltuaria, animata da mostre e conversazioni d’arte.
Il vero punto di svolta arriva nel 1974, con la vendita di cinque tele di Matta e il matrimonio tra Luisa Laureati e lo storico dell’arte Giuliano Briganti – figura chiave del panorama artistico italiano, che aveva conosciuto da vicino maestri come Morandi e De Pisis.
La mostra della Galleria dell’Oca Roma: Mario Merz e i maestri del Novecento
Nel 1978 la Galleria dell’Oca inizia a collaborare con importanti galleristi come Gian Enzo Sperone e Luciano Pistoi, condividendo con loro scelte, progetti e successi economicirealizzò una mostra destinata a entrare nella storia dell’arte contemporanea italiana.
Un evento unico, che mise in dialogo Mario Merz, uno dei principali esponenti dell’Arte Povera, con i grandi maestri del Novecento italiano: Balla, Carrà, De Chirico, De Pisis, Morandi, Savinio e Severini.
Un dialogo inedito tra l’Arte Povera e la pittura del primo Novecento.
L’esposizione fu annunciata con un semplice cartoncino d’invito, diviso in due parti: da un lato il nome di Merz, dall’altro quelli dei pittori storici. In apparenza due mostre separate, ma in realtà un’unica, straordinaria esperienza visiva che univa linguaggi e generazioni.
Non fu solo un accostamento ardito tra epoche e stili, ma una riflessione sul dialogo tra arte e tempo, tra sperimentazione e tradizione.
I dipinti dei maestri del Novecento e le opere di Merz si alternavano sui due piani della galleria, creando un flusso continuo di relazioni visive. L’idea nacque probabilmente dalla lunga amicizia tra Pistoi e Merz e dalla sensibilità comune per una visione dell’arte aperta e inclusiva.
Il coraggio di unire due mondi
L’azzardo della Galleria dell’Oca stava nel proporre un dialogo inedito tra l’Arte Povera e la pittura del primo Novecento.
Le opere di Merz – con neon luminosi, materiali industriali, reti metalliche e pittura libera – incontravano i capolavori di Balla, Morandi, Carrà e De Chirico, immersi nella loro classicità.
Una scelta radicale fu quella di esporre le tele senza cornice, permettendo ai dipinti di “respirare” nello spazio e di avvicinarsi alla sensibilità poverista. Le opere del Novecento, spogliate dei loro orpelli, apparivano autentiche, vive, in perfetto equilibrio con la materia e la luce dei lavori di Merz.
L’arte come ponte in un’Italia ferita
La mostra si svolse in un momento storico complesso: il giorno dopo l’inaugurazione, il Paese fu scosso dal rapimento di Aldo Moro.
Le sue opere, come “Vento preistorico dalle montagne gelate”, dimostravano che la pittura poteva ancora parlare di vita, natura e rinascita.
Una visione condivisa l’arte come passione autentica
Oggi, la stessa filosofia che animava la Galleria dell’Oca Roma vive nella Galleria Egidi MadeinItaly, specializzata nella vendita di dipinti di arte antica e moderna a Roma.
Il motto della galleria dell’Oca
“Solo per gli artisti” era il motto implicito, con scelte curatoriali meditate e basate su amicizie e scoperte personali, evitando mode effimere.
Luisa Laureati ci ha lasciato la notte tra il 3 e il 4 agosto 2025 all’età di 86 anni.




