Filippo de Pisis a Palazzo Altemps

Filippo de Pisis (Ferrara 1896-Brugherio 1956)

Palazzo Altemps ospita in questi giorni un’ampia retrospettiva che racconta la vicenda artistica di un protagonista indiscusso della pittura del ‘900: il ferrarese Luigi Filippo Tibertelli de Pisis, noto come Filippo de Pisis.

Questa bella mostra è stata pensata appositamente per gli spazi del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps che dai tempi del cardinal Marco Altemps ospita un’importante collezione di sculture antiche.

Un vero onore per il nostro artista, visto che Roma fu una città fondamentale per la sua formazione!

Filippo de Pisis, infatti, era un grande collezionista di pezzi di antiquariato, codici pregiati, bibelots e chincaglierie di ogni sorta.

Come scrive lui stesso nelle Memorie del marchesino pittore nel 1928 “piccoli penati che lo seguivano di camera in camera, di città in città” e non a caso la poetica del frammento, del reperto antico, si ritrova in diversi quadri esposti nella mostra.

Instancabile viaggiatore, Filippo de Pisis, oltre a Roma, visse e lavorò a Milano, Venezia, nel Cadore e soprattutto a Parigi e Londra. Queste esperienze hanno contribuito a creare una sua personale narrazione che non ha mai ceduto a correnti artistiche.

Frase di Savinio per de Pisis
Frase di Savinio

 

 

Nei panni di botanico e collezionista di farfalle, inoltre, egli compie lunghissime peregrinazioni attorno alla sua Ferrara, dove durante la Prima Guerra Mondiale, conosce e frequenta Giorgio de Chirico e suo fratello Alberto Savinio. Quest’ultimo in particolare lo sprona ad applicarsi nel disegno e nella pittura con la famosa frase “invece di cacciar farfalle caccia il tuo talento“. A questo interessante gruppo si unì più tardi anche Carlo Carrà.

 

 

Curiosità: in occasione dell’inaugurazione della mostra su de Pisis, tenutasi a Milano nel Museo del ‘900, sulla facciata del palazzo dell’Arengario fu proiettata un’installazione con un movimento di farfalle.

 

Con il dipinto “Ritratto di Colette”, opera tra l’altro marcata da correzioni e ripensamenti, De Pisis si aggiudica il Premio Roma 1951. Questo fu uno dei numerosi riconoscimenti che punteggiarono la carriera di Filippo de Pisis, del quale fu immediatamente riconosciuto lo straordinario talento.

Passeggiando tra le belle e ordinate sale del palazzo Altemps, come abbiamo accennato, primeggiano le tele che rappresentano delle antiche rovine e sculture classiche.

Segue un’importante selezione di disegni con una ricchissima produzione di nudi giovanili che rimandano alla statuaria antica dei capolavori esposti nel Museo.

 

Sembrava una sfida far dialogare le durevoli e perfette forme dei marmi antichi alle fragili opere grafiche su carta, ma il risultato è affascinante.

Il Pugile dietro il Galata suicida
Galata suicida e il ritratto di Marinaio di Filippo de Pisis

 

 

 

Infatti, tra il volto tragico del Galata suicida in marmo e il fragile disegno di De Pisis con ritratto di marinaio si innesca un’inaspettata serie di rimandi e suggestioni.

 

 

 

 

 

Il suo lavoro sulle orme degli impressionisti era en plein air, ma con una tecnica personale. Nel dipinto La cupola degli Invalidi e la torre Eiffel (1926) usa delle pennellate corpose e brillanti per segnare l’arrivo della primavera con le prime foglie verdi sugli alberi spogli

L'archeologo Olio su tela del 1928
L’archeologo proveniente dal Museo di Nervi 1928

 

 

L’archeologo  un dipinto del 1928, raffigurante una spiaggia  invasa da enormi rovine antiche, che giacciono imponenti.

 

 

Vi saluto con una curiosità: l’odierna sede del comune di Brugherio chiamata Villa Fiorita, era un tempo una clinica per malattie nervose. Proprio qui, dal 1949 al 1956 fu ospite il pittore ferrarese Filippo de Pisis che utilizzò come studio la serra del palazzo, ora chiamata Serra de Pisis.

FilippoDe Pisis di Electa
Il bellissimo catalogo edito da Electa

Queste sono solo alcune delle belle sorprese che vi attendono visitando questa bella mostra dedicata a Filippo de Pisis; il prezioso scrigno del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps che la ospita, farà il resto.

Filippo de Pisis
Roma, Palazzo Altemps,
dal 17 giugno al 20 settembre 2020