Luigi Broggini

Luigi Broggini (Cittiglio, Varese, 1908 – Milano, 1983) è scultore, pittore e ceramista.

Studiò all’accademia di Brera insieme a Lucio Fontana.

Fu allievo di Adolfo Wildt, pur non raccogliendo l’eredita simbolista del maestro. Tanto le opere di Wildt sono lisce e levigate, quanto le opere di Broggini si riconoscono dalla materia viva, non rifinita. (vedi la nostra scultura in bronzo Ballerina).

Fu influenzato delle lezioni di Giuseppe Grandi e Medardo Rosso.

Approfondisce l’uso della materia a partire dalla prima metà degli anni Trenta dopo alcuni viaggi di studio a Parigi, in Belgio e in Svizzera.

Nel 1930 trascorre un periodo a Roma ed entra in contatto con gli artisti della Scuola di Via Cavour ; gli lasceranno l’inconfondibile impronta del loro espressionismo tormentato.

Nel 1933 tiene una personale alla Galleria delle Tre Arti in Foro Bonaparte  a Milano, allestita da Edoardo Persico e presentata da Luciano Anceschi.

Inizia ad insegnare scultura all’istituto superiore delle Belle Arti e a seguire all’accademia di Brera.

Nel 1940 la Galleria il Milione di Milano gli dedica una personale e nello stesso anno viene pubblicata la prima monografia dedicata alla sua opera. Negli anni del fascismo frequenta gli ambienti liberali della città e stringe rapporti con Edoardo Persico, partecipando attivamente al gruppo di “Corrente”. ( ricordati di leggere la nostra News)

Questo movimento si sviluppa a Milano tra il 1938 e il 1943, raggruppando artisti di diversa estrazione culturale uniti nell’obiettivo di aprirsi alla cultura moderna europea e rifiutano l’isolamento culturale imposto dalla politica fascista.

Nel 1941 tiene una personale alla Bottega di Corrente ma nello stesso anno viene arrestato per attività sovversiva.

Entra a far parte del gruppo Corrente nel 1942.

Nel 1943 ottiene il Premio Spiga.

La Seconda guerra mondiale interrompe la collaborazione tra Luigi Broggini e Bianco d’Albisola, feconda collaborazione che sarà ripresa nel 1945 con la realizzazione da parte del Broggini di alcune plastiche policrome raffiguranti nudi femminili.

Nel dopoguerra le sue ceramiche assumono un aspetto, pacato, introspettivo, dotato di forte caratterizzazione naturalistica tipica di tutto il suo lavoro artistico di quegli anni.

Broggini si colloca con altri scultori come Sandro Cherchi, Giovanni Paganin e Raffaele De Grada e critici, Giuseppe Marchiori e Morosini, tra la corrente realista e quella astratta.

Gli anni del dopoguerra, almeno sino al 1953, sono vissuti con un certo isolamento nonostante le esposizioni collettive e la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1950.

Broggini si sente un po’ estraneo ai richiami del realismo di matrice ideologica e sociale che accomuna molti dei vecchi compagni di “Corrente”.

Un isolamento relativo, giacché l’artista ne è consapevole o, almeno, ne attribuisce le motivazioni alle sfumature caratteriali e alla sua indole da eremita.

Sono quegli anni che dedica con trasporto alla lavorazione della ceramica, creando vasi, piatti, piastrelle, fregi pavimentali.

L’artista dichiara, presentando le sue ceramiche alla Galleria dell’Annunciata, di non avere mai sdegnato la decorazione. Infatti, per lui qualsiasi oggetto creato è un impegno che richiede tutte le cure, al pari di qualsiasi altra opera. Per questo, la ceramica plasmata e ricoperta con lo smalto è il pretesto per utilizzare il colore nella maniera più immediata.

Il suo poetico approccio alla materia è ben rappresentato dai nudi in terracotta ricoperta di smalto tannifero. Una serie articolata che comprende, l’ Ovale con tre nudi,  anche i “Quattro nudi con pavone e frutta”, entrambi del 1953, e “Tre nudi” e “Nudi e centauro”, dell’anno successivo

Nel 1950 tiene una personale alla Galleria Gian Ferrari di Milano.

CURIOSITA’:

È l’autore per la Supercortemaggiore del famoso marchio il “Cane a sei zampe”, presentato all’apposito concorso del 1952. Come autore del bozzetto figura il designer Giuseppe Guzzi. Broggini non ammetterà mai la paternità dell’opera, che gli viene attribuita solo dopo la sua morte grazie alle ricerche e alle testimonianze del figlio.

Nel 1956 gli viene assegnato il premio Fila.

Alla Quadriennale d’Arte di Roma del 1959 una sala viene dedicata ai suoi lavori.

L’ 8 aprile 1959 presso l’ Hotel Quirinale di Roma, Luigi Broggini  riceve il Premio Parigi. La giuria del premio era composta da Raymond Cogniat, Bernard Dorival, Alberto Giacometti, Alfred Manessier ed Eduard Pignon, affiancati dall’addetto culturale dell’ambasciata italiana a Parigi Luigi Ferrarino e dallo storico dell’arte Enzo Carli.

Nel 1962 è invitato ad esporre la sua opera alla Biennale d’Arte di Venezia.

L’ultima opera documentata dell’artista, “Figura con cavallo”, risale al 1974.

Luigi Broggini muore a Milano nel 1983.

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