Scultore, ceramista e disegnatore italiano, protagonista della ricerca plastica tra gli anni Trenta e il dopoguerra, vicino all’esperienza di Corrente e autore del celebre Cane a sei zampe.

Luigi Broggini (Cittiglio, 1908 – Milano, 1983) è stato uno degli scultori italiani più interessanti del Novecento. La sua ricerca attraversa scultura, disegno e ceramica, mantenendo come elemento costante un rapporto intenso con la materia e con la figura umana.

Formatosi nell’ambiente milanese, Broggini sviluppò un linguaggio autonomo, distante tanto dalla levigatezza accademica quanto dalla monumentalità celebrativa. Nei suoi bronzi la superficie diventa sensibile alla luce, il modellato si anima e la figura sembra costruirsi attraverso tensioni, movimenti e improvvise irregolarità.

Formazione tra Brera, Parigi e Roma

Broggini frequentò l’Accademia di Brera, dove seguì gli insegnamenti di Adolfo Wildt e Vitaliano Marchini. Pur partendo da una formazione rigorosa, si orientò presto verso una concezione della scultura più libera, nella quale ebbero particolare importanza la tradizione plastica lombarda e la lezione di Medardo Rosso.

Nel 1929 soggiornò a Parigi, quindi viaggiò in Belgio e in Svizzera. Il confronto con la cultura figurativa francese contribuì ad ampliare i suoi riferimenti e ad accentuare l’interesse per una scultura capace di dialogare con la luce e con la percezione dello spazio.

Nel 1932 si trasferì a Roma, dove entrò in contatto con il clima espressionista della Scuola Romana. La città rappresentò per Broggini anche un’intensa esperienza di disegno: monumenti, architetture, figure e paesaggi alimentarono una ricerca grafica destinata ad accompagnare costantemente quella plastica.

Luigi Broggini e la ricerca degli anni Trenta

Tornato a Milano, Broggini approfondì il tema della figura umana. I corpi perdono progressivamente ogni rigidità accademica e acquistano una presenza instabile e vibrante: la superficie non nasconde il processo del modellare, ma ne conserva le tracce.

In questa fase si avverte il rapporto con Medardo Rosso e, più in generale, con una linea della scultura lombarda interessata agli effetti della luce sulla materia. Tuttavia Broggini sviluppò una soluzione personale, nella quale sensibilità pittorica e tensione espressiva convivono.

Una Ballerina del 1938 conservata nella Collezione Giuseppe Iannaccone documenta bene questa ricerca: la figura abbandona l’equilibrio classico e si costruisce attraverso il movimento, la materia e l’instabilità della posa.

Broggini e il gruppo Corrente

Alla fine degli anni Trenta Broggini si avvicinò all’ambiente di Corrente, esperienza fondamentale nella cultura artistica milanese del periodo.

Nato intorno alla rivista fondata nel 1938, il gruppo riuniva pittori, scultori e intellettuali interessati a ristabilire un rapporto con la cultura europea e a superare le formule più ufficiali dell’arte italiana.

La ricerca di Broggini condivide con questo clima l’interesse per una rappresentazione più inquieta e umana della figura. Il corpo non è più concepito come forma immobile e conclusa: diventa movimento, tensione e presenza nello spazio.

Approfondisci la storia del gruppo Corrente.

Le ballerine di Luigi Broggini

Proprio intorno al 1938 compare uno dei temi più riconoscibili della produzione di Broggini: quello delle ballerine.

La danza gli consente di portare alle estreme conseguenze la propria ricerca sul movimento. Braccia, gambe e busto disegnano nello spazio linee oblique e ritmi spezzati; la materia del bronzo cattura la luce e amplifica la sensazione di una figura colta nell’istante del gesto.

Non si tratta di rappresentare semplicemente una danzatrice. Nelle ballerine di Broggini il corpo diventa struttura dinamica, quasi un arabesco tridimensionale. La figura sembra sottrarsi alla gravità mentre lo spazio circostante entra a far parte della composizione.

Leggi l’approfondimento Le ballerine di Luigi Broggini.

Dal dopoguerra alla ceramica

Nel dopoguerra Broggini continuò a lavorare tra scultura, disegno e ceramica. Quest’ultima gli offrì la possibilità di introdurre il colore all’interno della ricerca plastica e di sperimentare superfici, smalti e forme differenti.

Piatti, vasi, rilievi e figure testimoniano un interesse per le arti applicate privo di gerarchie rispetto alla scultura. Per Broggini anche un oggetto destinato alla decorazione poteva diventare luogo di autentica ricerca formale.

Parallelamente proseguì l’attività scultorea, alternando opere dalla forte tensione materica a soluzioni più raccolte e meditate. La documentazione della Biennale di Venezia registra la sua presenza nell’edizione del 1950 e nuovamente nel 1962, confermando la continuità della sua posizione nel panorama artistico italiano del dopoguerra.

Egidi MadeinItaly Luigi Broggini
Egidi MadeinItaly e piatto in ceramica di Luigi Broggini

Luigi Broggini e il Cane a sei zampe

A Broggini si deve anche una delle immagini più riconoscibili della storia della grafica italiana del Novecento: il Cane a sei zampe.

Il disegno nacque in occasione del concorso promosso nel 1952 per la comunicazione della benzina Supercortemaggiore. Per molti anni la paternità rimase poco conosciuta, ma oggi Eni riconosce ufficialmente Luigi Broggini come autore del celebre simbolo, presentato allora sotto il nome di Giuseppe Guzzi.

L’immagine, destinata a diventare il marchio Eni, dimostra un aspetto meno noto ma significativo della personalità di Broggini: la capacità di tradurre la propria invenzione figurativa in un segno grafico immediato e di straordinaria forza visiva.

Opera di Luigi Broggini disponibile in galleria

Nella collezione di Egidi MadeinItaly è disponibile una Ballerina in bronzo a cera persa dei primi anni Quaranta, appartenente alla stagione nella quale il tema della danza assume un ruolo centrale nella ricerca dello scultore.

La figura, con le braccia sollevate e la gonna aperta nello spazio, restituisce pienamente il senso di movimento caratteristico delle ballerine di Broggini. La superficie vibrante del bronzo accompagna il gesto e rende la luce parte integrante della scultura.

L’opera è catalogata presso l’Archivio Broggini ed è accompagnata dall’expertise redatta da Stefano Broggini, figlio dell’artista.

Scopri la Ballerina di Luigi Broggini in bronzo, primi anni Quaranta

Scultura Luigi Broggini Ballerina bronzo cera persa anni 40, posa dinamica braccia alzate gonna svasata, Novecento italiano altezza 56 cm autentica.
Ballerina di Luigi Broggini anni ’40 posa fluida e dinamica in bronzo non rifinito, icona della scultura lombarda con materia viva e armonia del movimento

Luigi Broggini morì a Milano nel 1983, lasciando una produzione complessa nella quale scultura, disegno, ceramica e grafica testimoniano una ricerca indipendente e profondamente personale.

 

 

 

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