Afro Basaldella, pittore italiano nato a Udine nel 1912 e morto a Zurigo nel 1976, è una figura centrale dell’astrazione del dopoguerra. Conosciuto anche semplicemente come Afro, costruisce un linguaggio nel quale il colore custodisce tracce del mondo visibile, ricordi e suggestioni della pittura antica.
Gli esordi e la Scuola Romana
Cresciuto in una famiglia di artisti, si forma tra Firenze e Venezia. I fratelli Dino e Mirko si dedicano alla scultura. Nel 1930 una borsa di studio della Fondazione Artistica Marangoni gli permette di recarsi a Roma, dove entra in contatto con l’ambiente della Scuola Romana.
Tre anni dopo, espone alla Galleria Il Milione dei fratelli Ghiringhelli, a Milano, insieme ad altri artisti friulani. Nel 1937 tiene una personale alla Galleria della Cometa di Roma. Sono anni di confronto con la pittura tonale e con la lezione dei maestri del passato.
Il dialogo con i maestri antichi
Il Cristo morto da Mantegna testimonia questo studio giovanile della tradizione. L’interesse per la costruzione dello spazio e per i rapporti tra le forme accompagna anche la ricerca successiva. Nel 2023 la mostra di Arezzo Afro. Dalla meditazione su Piero della Francesca all’Informale ha approfondito proprio questo legame.

L’astrazione e il Gruppo degli Otto
Dal 1950 il rapporto con la Catherine Viviano Gallery di New York apre una nuova stagione. Il confronto con la pittura americana contribuisce alla maturazione del suo linguaggio astratto. Nel 1952 aderisce al Gruppo degli Otto; nel 1956 riceve alla Biennale di Venezia il premio per il miglior pittore italiano.
Nelle opere mature, campiture luminose e passaggi trasparenti costruiscono uno spazio mobile. La memoria della figura affiora senza diventare racconto: il colore suggerisce presenze, distanze e ritmi.
Nel Gruppo degli Otto, Afro Basaldella sviluppa una pittura lirica, dove il colore trasforma la memoria delle forme in immagini astratte.
Il gruppo degli Otto
Il Gruppo degli Otto, costituito nel 1952 con il sostegno del critico Lionello Venturi, riuniva Afro Basaldella, Emilio Vedova, Renato Birolli, Antonio Corpora, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Giuseppe Santomaso e Giulio Turcato. Presentati alla Biennale di Venezia dello stesso anno, questi artisti cercavano di superare la contrapposizione tra astrazione e figurazione. Venturi interpretò la loro ricerca attraverso la poetica dell’«astratto-concreto»: una pittura in cui forme e colori acquistano autonomia, conservando un rapporto con la natura e l’esperienza vissuta. Pur nelle diverse sensibilità individuali, gli Otto contribuirono al rinnovamento dell’arte italiana del dopoguerra.
Afro Basaldella e il Caffè Aragno
Il rapporto con Roma passa anche attraverso la decorazione murale. All’inizio degli anni Cinquanta Afro realizza pannelli a graffito per il Caffè Aragno, ospitato a Palazzo Marignoli. Le opere sono state restaurate e integrate negli ambienti di Apple Via del Corso, inaugurato nel maggio 2021.
Questa testimonianza permette di ritrovare il pittore negli spazi di uno storico luogo d’incontro della città.
→ Il Caffè Aragno e la Scuola Romana
→ I graffiti di Afro Basaldella a Palazzo Marignoli
Hai un’opera di Afro Basaldella e vuoi venderla?
Chiamaci al numero 3356585431 o inviaci un WhatsApp al 3356585431
DI NOI TI PUOI FIDARE
Massime valutazioni, competenza, serietà
Visita il nostro sito di acquisto antichità.



