Ettore Spalletti: “Il cielo in una stanza”
Considerato uno dei protagonisti assoluti dell’arte contemporanea italiana, Ettore Spalletti ha dedicato la sua ricerca alla luce, al colore e alla relazione intima tra pittura, scultura e spazio. Le sue superfici azzurre, rosa e grigie – sospese tra rigore geometrico e poesia – sono diventate iconiche nel panorama internazionale.
La mostra “Il cielo in una stanza”, allestita alla Galleria Nazionale di Roma, è la prima grande retrospettiva postuma dedicata all’artista e offre un viaggio immersivo attraverso oltre trent’anni di opere, rivelando l’essenza meditativa e senza tempo del suo lavoro.
La prima grande retrospettiva postuma alla Galleria Nazionale di Roma
“Il cielo in una stanza” è la prima mostra postuma dedicata a Ettore Spalletti, uno dei più importanti artisti italiani contemporanei, conosciuto a livello internazionale per la sua ricerca sul colore, sulla materia e sul dialogo tra pittura e scultura.
A curare l’esposizione è Éric de Chassey, in collaborazione con lo Studio Spalletti, che ha selezionato un corpus di opere datate dagli anni Ottanta al 2016.

Un percorso immersivo nella poetica di Ettore Spalletti
La grande sala centrale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma viene completamente ripensata attraverso tele monocrome, sculture e installazioni che trasformano lo spazio in un paesaggio contemplativo.
Entrando nel salone, il visitatore ha la sensazione di essere accompagnato direttamente da Spalletti: è come se l’artista invitasse a sospendere il ritmo frenetico della città e ad abbandonarsi alla quiete dei suoi colori.

I colori di Spalletti: azzurro, rosa, grigio
I toni iconici dell’artista – azzurro, rosa e grigio – avvolgono lo spettatore e trasmettono una sensazione di pace immediata.
In queste nuance ritroviamo il cielo dell’Abruzzo, il mare limpido della sua terra, il rosa dei tramonti che Spalletti osservava ogni giorno dal suo studio di Cappelle sul Tavo.
Le grandi tele monocrome, appese con un allestimento studiato in ogni dettaglio, generano un profondo senso di gratitudine e armonia, offrendo la possibilità di entrare per un momento nel mondo intimo dell’artista.

Forme essenziali e memoria del passato
L’arte di Ettore Spalletti è caratterizzata da una precisione formale rara.
Davanti alle sue opere ci si trova immersi in forme geometriche primarie – ellissi, colonne, anfore – che evocano un dialogo costante tra severità e poesia.
Pur avendo percorso una strada solitaria, Spalletti ha coltivato ammirazione per Giorgio Morandi ed è stato vicino a figure come Enrico Castellani.
La sua ricerca si colloca all’interno della generazione legata all’Arte Povera, insieme a artisti come Giuseppe Penone, Jannis Kounellis, Luciano Fabro, Emilio Prini ed Enzo Cucchi, tutti impegnati nel reinterpretare la tradizione classica in chiave contemporanea.

Il metodo di Spalletti: sintesi, colore e materia
L’artista lavorava per sottrazione, ricercando una forma di sintesi visiva e concettuale.
L’ellisse posta all’ingresso del salone rimanda all’“uovo” di Piero della Francesca, maestro amatissimo da Spalletti.
L’uso della foglia oro, che impreziosisce i bordi delle tele, richiama invece il Rinascimento, mentre i suoi celebri vasi sembrano emergere dal passato per poi trasformarsi, grazie al suo tocco, in forme senza tempo.
Quella di Spalletti è un’arte che trascende le epoche, capace di essere al contempo antica e contemporanea, spirituale e materica.


Ettore Spalletti – Il cielo in una stanza
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Roma
Dal 25 ottobre al 27 febbraio 2022
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