Filiberto Petiti

 Petiti e la pittura di paesaggio dell’Ottocento

Filiberto Petiti (Torino, 1845 – Roma, 1924) dedicò gran parte della sua ricerca al paesaggio. Formatosi nell’ambiente piemontese, si avvicinò al disegno e all’acquerello prima di trasferirsi a Firenze e, successivamente, a Roma. Nei suoi dipinti, l’osservazione della natura convive con una sensibilità per la luce, le stagioni e gli stati d’animo evocati dai luoghi.

Dal Piemonte a Firenze

A Torino Petiti guardò alla pittura di Angelo Beccaria e Carlo Piacenza. Trasferitosi a Firenze nel 1867, conobbe anche Telemaco Signorini ed entrò in contatto con i Macchiaioli. Questi incontri lo incoraggiarono a confrontarsi più direttamente con la natura, ma Petiti conservò una propria idea del paesaggio, legata anche alla tradizione lirica piemontese. Per molti anni dipinse accanto al lavoro d’impiegato; nel 1881 scelse di dedicarsi interamente all’arte.

Roma e i XXV della Campagna romana

A Roma, dove si trasferì nel 1874, trovò nuovi soggetti nella campagna laziale: distese aperte, boschi, cieli mutevoli e luoghi appartati. Partecipò alla vita artistica della città e fu attivo nell’Associazione degli Acquarellisti. Filiberto Petiti a Roma incontrò Carlo Pittara, tra i protagonisti della Scuola di Rivara. Il confronto con la sua pittura di soggetto rurale arricchì il percorso di Petiti, che continuò a sviluppare una visione personale del paesaggio.

Solo più tardi, intorno al 1907, entrò nei XXV della Campagna romana. Anche quando lavorava a contatto con la natura, rielaborava l’impressione iniziale secondo una visione personale. Per collocare il percorso di Petiti nel paesaggio artistico del suo tempo, scopri I pittori dell’Ottocento tra Italia ed Europa.

Le sue opere furono presentate in Italia e all’estero. All’Esposizione universale di Parigi del 1900 Maccarese ottenne una medaglia di bronzo; nel 1904 Notturno ricevette una medaglia d’argento a Saint Louis. Dipinti di Petiti sono oggi documentati in diverse raccolte pubbliche italiane.

Incisore e pittore ormai affermato, continuò ad assicurare la propria presenza alle varie mostre della Capitale. Espose le acqueforti Solitudine e Dopo la tempesta con il gruppo di incisori della Regia Calcografia nazionale.

Fu eletto accademico di San Luca.

Un paesaggio di Filiberto Petiti disponibile in galleria

Egidi MadeinItaly propone un paesaggio della campagna romana di Filiberto Petiti, olio su tavola firmato «F. Petiti Roma», presentato in una cornice in legno dorato. Un albero in primo piano accompagna lo sguardo verso i campi e il cielo luminoso. L’opera risulta attualmente disponibile nel catalogo.

Paesaggio della campagna romana dipinto da Filiberto Petiti, con albero in primo piano
Filiberto Petiti, paesaggio della campagna romana, olio su tavola

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Opere di Filiberto Petiti nelle collezioni nazionali

Le opere di Filiberto Petiti sono presenti in diverse raccolte pubbliche italiane, comprese le collezioni della Presidenza della Repubblica al Quirinale. Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma appartengono Un torrente e Campagna romana. Altri suoi dipinti si conservano nella Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, a Firenze, e nella GAM di Torino.

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