La pittura risorgimentale racconta le speranze e i conflitti che accompagnarono l’unificazione italiana. I pittori del Risorgimento portarono nelle loro opere gli ideali patriottici, ma anche l’attesa e la fatica dei soldati. Attraverso Hayez, Induno, Fattori, Cammarano e Caffi possiamo seguire modi diversi di guardare alla storia, dalla celebrazione degli eventi all’attenzione per chi li visse.
I pittori del Risorgimento e le loro opere
Tra gli artisti più noti di questo periodo troviamo Gerolamo Induno, Giovanni Fattori e Francesco Hayez. Ognuno di loro ha contribuito con opere che ancora oggi ci fanno rivivere le tensioni e le speranze di quegli anni.
Francesco Hayez e il sentimento patriottico
Francesco Hayez, nato a Venezia nel 1791 e morto a Milano nel 1882, fu uno dei maggiori interpreti del Romanticismo italiano. Nella sua pittura, le vicende del passato diventano spesso un modo per esprimere le aspirazioni e le inquietudini del presente.
Il bacio, presentato all’Esposizione di Brera nel 1859, racchiude questo legame fra sentimento e storia. L’abbraccio dei protagonisti, ambientato in un Medioevo immaginato, acquistò un significato patriottico agli occhi dei contemporanei. Anche i colori degli abiti, che richiamano le bandiere italiana e francese, rimandano al clima della seconda guerra d’indipendenza.
Gerolamo Induno
Gerolamo Induno (Milano, 1825–1890) unì l’attività di pittore all’esperienza diretta della vita militare. Nel 1855 partecipò alla spedizione piemontese in Crimea, realizzando schizzi che alimentarono le sue successive composizioni.
Partì volontario con la legione Medici per la difesa della Repubblica Romana. Nino Costa racconta che quando i francesi occuparono casa Barberini presso le mura Gianicolensi, Induno per difendere il luogo, fu ferito con venti colpi di baionetta.
La battaglia della Cernaja, dipinta nel 1857 e appartenente alla Collezione Fondazione Cariplo, raffigura uno scontro della guerra di Crimea. La partecipazione piemontese alla campagna si inserisce nel più ampio contesto internazionale del Risorgimento.
Accanto alle grandi scene di battaglia, Induno dedicò attenzione ai singoli volontari. Nel Volontario garibaldino e nella Sentinella garibaldina, l’abbigliamento, le armi e la postura avvicinano la storia all’esperienza quotidiana dei suoi protagonisti.
Gerolamo Induno, Volontario garibaldino
Gerolamo Induno, Sentinella garibaldina.
Giovanni Fattori e il volto umano della guerra
Giovanni Fattori fu uno dei protagonisti dei Macchiaioli. Tra i pittori del Risorgimento, si distingue per l’attenzione rivolta alla vita dei soldati e alle conseguenze della guerra.
Nel Campo italiano dopo la battaglia di Magenta, concluso nel 1862 e conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, l’attenzione si concentra sul soccorso ai feriti. Il carro delle suore e i militari sul campo portano in primo piano le conseguenze della battaglia sulle persone.
Anche La battaglia di Custoza, del 1880, oggi nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, testimonia quanto a lungo questi soggetti abbiano accompagnato il suo lavoro. Attraverso la pittura, Fattori torna sulla storia dell’Italia unita e sull’esperienza concreta di chi ha combattuto.
La battaglia di Custoza Giovanni Fattori
Michele Cammarano fra storia e vita militare
Michele Cammarano, nato a Napoli nel 1835 e morto nella stessa città nel 1920, affrontò più volte soggetti storici e militari.
Il dipinto Bersaglieri alla presa di Porta Pia, datato 1871 e conservato al Museo e Real Bosco di Capodimonte, si lega direttamente alle vicende dell’unificazione italiana.
A un diverso contesto appartiene La battaglia di Dogali, terminata nel 1896. L’opera rappresenta lo scontro avvenuto nel 1887 durante l’espansione coloniale italiana in Africa e va quindi distinta dai dipinti dedicati al Risorgimento.
La battaglia di Dogali Michele Cammarano
Tra le opere risorgimentali al Museo di Capodimonte è visibile l’opera La breccia di Porta Pia
Nel 1870 si trasferì a Parigi, dove conobbe Courbet. Nel 1877, tornato a Roma, si dedicò alla pittura sociale, influenzato anche dall’ambiente dei Macchiaioli. Le sue opere, caratterizzate da un realismo drammatico, testimoniano il legame con la tradizione familiare, sia pittorica che letteraria. Per approfondire il suo percorso, leggi la biografia di Michele Cammarano.
L’interesse di Cammarano per il mondo militare offre anche un collegamento con Soldati sotto la neve, presentato nel catalogo Egidi MadeinItaly.
Uno sguardo da vicino a Michele Cammarano
Il dipinto Soldati sotto la neve permette di approfondire l’interesse di Michele Cammarano per i soggetti militari. Consulta la scheda dell’opera per osservarla e scrivici per informazioni sull’acquisto.
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Ippolito Caffi
Ippolito Caffi (Belluno, 1809 – Lissa, 1866) partecipò attivamente come combattente nelle vicende del Risorgimento italiano. Questa sua dedizione alla causa patriottica lo portò a essere un “artista-soldato”, impegnato a documentare le vicende di cui è testimone. Nel 1848 combatte contro gli austriaci a fianco di volontari bellunesi, ma viene fatto prigioniero nella campagna friulana.
Milita nella Guardia civica veneziana e alla caduta della Repubblica, va in esilio. Ritorna a Venezia, dove viene processato e incarcerato per le sue attività del 1849.
Nel 1860, si precipita al sud per assistere all’ingresso del re a Napoli, che riprende in un quadro e l’avanzata delle truppe garibaldine.
L’arte come documentazione storica e politica
La sua attività artistica era intrinsecamente legata agli eventi storici e politici a cui partecipava o era testimone. Caffi utilizzava la sua arte, in particolare il disegno e la pittura, per documentare le vicende del Risorgimento. Questo aspetto è evidente nella sua volontà di ritrarre eventi chiave e nel recupero dei suoi disegni anche dopo la morte.
Si arruola nella Terza Guerra d’Indipendenza, imbarcandosi sulla flotta italiana. Il 20 luglio 1866 muore a Lissa nell’affondamento della nave “Re d’Italia”, sulla quale si era imbarcato per osservare meglio i combattimenti. Questo dettaglio sottolinea la sua determinazione e il desiderio di documentare gli eventi cruciali.
Una marina di Ippolito Caffi
Ippolito Caffi, Marina, 1840
Opera non disponibile.
In questa marina del 1840, le imbarcazioni in primo piano accompagnano lo sguardo verso gli edifici affacciati sull’acqua. La veduta introduce un altro aspetto della ricerca di Caffi, accanto al suo coinvolgimento nelle vicende risorgimentali. Puoi approfondire il dipinto nella scheda dell’opera.
Temi e caratteristiche delle opere risorgimentali
Le opere di questo periodo si distinguono per il forte senso di patriottismo, il desiderio di libertà e l’idealizzazione dei protagonisti della lotta per l’indipendenza.
Spesso, le scene raffigurano battaglie, momenti di sacrificio, ma anche figure di eroi come Garibaldi, Mazzini e Cavour. L’arte risorgimentale si caratterizza anche per l’uso di colori vivaci, composizioni drammatiche e un forte senso di emozione, che mirano a coinvolgere lo spettatore e a rafforzare il senso di identità nazionale.
L’eredità della pittura Risorgimentale
Le opere dei pittori del Risorgimento ci aiutano a leggere il rapporto tra arte e storia nell’Ottocento. La celebrazione degli eventi convive con lo sguardo sulla vita dei soldati e sulle conseguenze della guerra.