Galleria della Cometa

La storia della Galleria della Cometa, un’iconica istituzione artistica fondata nel 1935 a Roma dalla contessa Pecci-Blunt e diretta da Libero de Libero. Situata in Piazza della Tribuna di Tor de Specchi, questa galleria ha segnato un’epoca ospitando mostre di grandi maestri dell’arte italiana del Novecento. Scopriamo insieme la sua storia, le mostre memorabili e l’espansione a New York.

 La Storia della Galleria della Cometa

Inaugurata nell’aprile del 1935, la Galleria della Cometa prende il nome da un simbolo araldico dello stemma di casa Pecci, legato a Papa Leone XVIII. Situata in due accoglienti sale in Piazza della Tribuna di Tor de Specchi 18, Roma, la galleria si affermò rapidamente come punto di riferimento per l’arte moderna, grazie alla visione della contessa Pecci-Blunt e alla direzione di Libero de Libero.

Mostre Iconiche della Galleria

La Galleria della Cometa si distinse per le sue esposizioni curate da celebri letterati come Bontempelli, Ungaretti, Alvaro, Scarfoglio, Cecchi, Solmi, de Libero, de Chirico, Savinio, Barilli, Soffici, Sinigalli, Moravia, Carrà, Montale.

La sua apertura avvenne con una mostra di 50 disegni di Corrado Cagli, presentata da Bontempelli, segnando l’inizio di una serie di eventi memorabili.

Tra le mostre più rilevanti del 1936 troviamo quelle di:

Corrado Cagli (seconda esposizione)

Nato ad Ancona nel 1910 da famiglia ebraica, Corrado Cagli fu pittore e scultore emblematico della Scuola Romana, innovatore dell’arte del Novecento italiano. Trasferitosi a Roma nel 1915, espose la sua seconda personale alla Galleria della Cometa nel 1937, accanto a figure emergenti del tonale romano.

Mirko Basaldella

Mirko Basaldella (Udine, 1910 – Cambridge, 1969) fu scultore e pittore italiano, cresciuto in una famiglia di artisti con i fratelli Dino e Afro. Formatosi a Venezia e Roma, partecipò nel 1937 alla Galleria della Cometa con opere che anticipavano l’astrattismo, consolidando il suo ruolo nella Scuola Romana.

Guglielmo Janni

Guglielmo Janni (Roma, 1892 – 1958), nipote del poeta Giuseppe Gioachino Belli, fu pittore e letterato della Scuola Romana, influenzato dal movimento tonale. Dopo studi all’Accademia di Roma post-Prima Guerra Mondiale, espose disegni e opere alla Galleria della Cometa nel 1937, celebrando l’espressività romana.

Kate Castellucci

Caterina Katy Castellucci (Laglio sul Lago di Como, 1905 – Roma, 1985), introdotta alla pittura dal padre Ezio, fu pittrice della Scuola Romana con uno stile colorato e narrativo. Trasferitasi a Roma negli anni ’20 e formatasi anche in danza a Parigi, espose emergenti lavori alla Galleria della Cometa nel 1937, tra le figure femminili del tonale.

Adriana Pincherle

Adriana Pincherle (Roma, 1905 – Firenze, 1996), di origini ebraico-cattoliche, fu pittrice ultima erede della Scuola Romana, nota per l’uso drammatico del colore e l’esperimentazione. Esordì nel 1931 alla Galleria di Roma, esponendo nel 1937 alla Cometa opere che opponevano il suo stile al realismo sociale, in un contesto di innovazione femminile.

Roberto Melli

Roberto Melli (Ferrara, 1885 – Roma, 1958), di origini ebraiche, fu pittore e scultore della Scuola Romana, influenzato da maestri ferraresi come Nicola Laurenti. Trasferitosi a Roma nel 1902, tenne la sua personale alla Galleria della Cometa dal 25 novembre al 9 dicembre 1937, con opere moderne e tonali.

Nel 1937, la galleria ospitò personali di artisti come:

Enrico Galassi

Enrico Galassi (Ravenna, 1907 – Pisa, 1980) fu pittore, architetto e poeta poliedrico, formatosi nella bottega del padre decoratore e nel mosaico. Attivo in viaggi internazionali, espose a febbraio 1937 alla Galleria della Cometa opere che riflettevano il suo stile versatile e influenzato dall’artigianato ravennate.

Giacomo Manzù

Giacomo Manzù (Bergamo, 1908 – Aprilia, 1991), pseudonimo di Giacomo Manzoni, fu scultore e pittore noto per figure religiose e femminili, con influenze impressioniste. Autodidatta e sagrestano come il padre, tenne la personale a marzo-aprile 1937 alla Galleria della Cometa, segnando il suo ingresso nel panorama romano contemporaneo.

Afro Basaldella

Afro Basaldella (Udine, 1912 – Zurigo, 1976), terzogenito di una famiglia di artisti, fu pittore dell’Informale italiano, formatosi al Liceo Artistico di Venezia. Esordì giovane e tenne la personale ad aprile 1937 alla Galleria della Cometa, anticipando la fama internazionale ottenuta negli anni ’50 con premi come la Biennale.

Carlo Levi

Carlo Levi (Torino, 1902 – Roma, 1975), di origini ebraiche, fu scrittore, pittore e antifascista, autore di “Cristo si è fermato a Eboli” ispirato al confino lucano. Amico di Gobetti, espose a maggio 1937 alla Galleria della Cometa opere pittoriche che intrecciavano impegno sociale e toni della Scuola Romana.

Milena Barilli

Milena Pavlović-Barilli (Požarevac, 1909 – New York, 1945), pittrice e illustratrice serba naturalizzata italiana, fu esponente del surrealismo e del modernismo femminile. Studia a Milano e attiva a Roma negli anni ’30, espose ad aprile-maggio 1937 alla Galleria della Cometa con opere influenzate dalla moda e dal sogno.

Mario Mafai e il ciclo e Fiori Secchi e Demolizioni

Un evento di spicco fu la personale di Mario Mafai nel 1937, con la celebre serie Fiori Secchi e le opere dedicate alle Demolizioni delle zone storiche di Roma, un contrasto poetico tra natura e trasformazione urbana.

Sempre nel 1937, si tenne un’esposizione di disegni di Giorgio de Chirico.

Nel 1938, la galleria continuò a brillare con mostre dedicate a:

Fausto Pirandello

Nel gennaio 1938, la Galleria della Cometa di Roma dedicò a Fausto Pirandello (Roma, 1899 – 1975) una mostra personale di disegni, introdotta da Corrado Alvaro che ne esaltò l’espressione plastica e drammatica, come una funzione narrativa del personaggio. Figlio del grande drammaturgo, l’artista presentò opere che fondevano realismo e introspezione psicologica, anticipando il suo stile maturo influenzato dalla Scuola Romana.

Arturo Tosi

Arturo Tosi ((Busto Arsizio, 1871 – Milano, 1956) nel febbraio 1938, Arturo Tosi espose nature morte alla Galleria della Cometa, con un testo di Libero De Libero che ne celebrò la raffinata sensibilità impressionista e il Ritorno all’Ordine classico. Le tele, luminose e armoniose, riflettevano il suo approccio anti-retorico al Novecento, contrapposto alle allegorie neoclassiche, enfatizzando la poesia quotidiana degli oggetti.

Gino Severini

Nel marzo 1938, Gino Severini  (Cortona, 1883 – Parigi, 1966) presentò mosaici e affreschi alla Galleria della Cometa, con prefazione dell’artista stesso, come manifesto del “ritorno al mestiere” ispirato ai capolavori paleocristiani di Ravenna e Roma. Realizzati con con tessere di vetro Salviati; unendo Futurismo e classicismo in composizioni armoniose.

Renato Guttuso

A fine marzo 1938, Renato Guttuso (Bagheria, 1911 – Roma, 1987) tenne la sua prima personale alla Galleria della Cometa, introdotta da Nino Savarese, con opere che rivelavano un realismo impegnato e passionale, radicato nella realtà siciliana. Le tele, tra cui echi di “Fuga dall’Etna“, anticiparono il suo stile antifascista e sociale, legandosi al movimento Corrente e alla Scuola Romana contro il regime.

Renato Guttuso su Egidi MadeinItaly
Fuga dall’Etna, 1940

Francesco Messina

Ad aprile 1938, lo scultore Francesco Messina (Linguaglossa,1900 – Milano,1995) espose alla Galleria della Cometa, con introduzione di Giorgio De Chirico, presentando opere che fondevano monumentalità classica e sensibilità moderna. Le sculture, in bronzo e marmo, esploravano temi mitologici e umani con rigore formale, affermando il suo ruolo nel rinnovamento della scultura italiana del Novecento.

Luigi Montanarini

A giugno 1938, Luigi Montanarini (Firenze,1906 – Roma, 1998) tenne la seconda personale alla Galleria della Cometa, introdotta da Virgilio Guzzi, con vedute romane e paesaggi che catturavano l’essenza luminosa della città eterna. Le tele, poetiche e atmosferiche, incarnavano lo spirito della Scuola Romana, tra realismo e armonia classica, in un anno di chiusura per la galleria.

Enrico Paulucci

A maggio 1938, Enrico Paulucci (Genova, 1901 – Torino,  1999) espose alla Galleria della Cometa, presentato da un testo di Alberto Moravia che ne lodò la freschezza espressionista e il dialogo con la tradizione piemontese. Le opere, vibranti di colore e luce, riflettevano l’influenza del Gruppo dei Sei di Torino, contribuendo al vivace confronto tra generazioni nella Roma artistica antifascista.

L’anno si chiuse con una straordinaria mostra di 50 disegni di Vincenzo Gemito, dalla collezione Minozzi, insieme ad opere di artisti come Colacicchi, Francesco Menzio, Tallone, Sclavi e Martini.

La Galleria della Cometa sbarca a New York

Nel 1937, la Galleria della Cometa espanse la sua influenza oltreoceano, aprendo una succursale a New York.

Qui presentò un’antologica della pittura italiana, seguita da personali di artisti come Corrado Cagli, Mirko Basaldella, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Gino Severini, Carlo Levi, Di Cocco e un’antologica del disegno italiano contemporaneo.

La galleria chiuse i battenti a metà del 1938, lasciando un’eredità indelebile.

Perché la Galleria della Cometa è importante 

La Galleria della Cometa non fu solo uno spazio espositivo, ma un crocevia culturale che unì arte e letteratura, promuovendo talenti emergenti e consacrando maestri del Novecento. Le sue mostre, curate con sensibilità e visione, hanno contribuito a definire il panorama artistico italiano dell’epoca.