Picasso lo straniero

La straordinaria vita di Pablo Picasso come straniero in Francia attraverso la mostra “Picasso Lo Straniero” a Palazzo Cipolla, Roma, fino al 29 giugno 2025. Organizzata dalla Fondazione Roma, questa esposizione unica esplora le sfide, i trionfi e le controversie del maestro dell’arte moderna, dal suo arrivo a Parigi nel 1900 alle sue opere cubiste confiscate. Se sei un appassionato di arte moderna, pittura cubista e biografie di artisti leggendari, questa retrospettiva ti immergerà nel mondo di Picasso, offrendo spunti imperdibili per collezionisti e amanti di sculture e dipinti antichi e moderni

Introduzione alla mostra

“Su Picasso è stato scritto tutto, si direbbe.  Nessun altro artista ha suscitato altrettanti dibattiti, controversie, passioni.”

Come non essere d’accordo?

Queste parole accolgono i visitatori alla mostra “Picasso Lo Straniero” presso la Fondazione Roma a Palazzo Cipolla, un evento imperdibile per chi cerca approfondimenti su Pablo Picasso e l’arte moderna del XX secolo. Ma quanti conoscono davvero le difficoltà affrontate dal giovane genio spagnolo al suo arrivo a Parigi nel 1900, senza conoscere il francese? O il motivo per cui centinaia di suoi dipinti cubisti furono confiscati e venduti all’asta? Questa esposizione risponde a queste domande, esplorando il lato umano e artistico di Picasso come straniero in esilio.

Picasso lo straniero su Egidi MadeinItaly
Donna che lancia una pietra

La vita e le sfide di Picasso come straniero

Gli ostacoli all’arrivo a Parigi

Pablo Picasso, icona dell’arte moderna e del cubismo, dovette affrontare ostacoli significativi come immigrato. La mostra evidenzia come, nonostante le barriere linguistiche e culturali, Picasso si impose nel panorama artistico parigino. Tuttavia, la narrazione presenta l’artista come un vero supereroe: rotto a tutte le esperienze, visse in luoghi remoti come Gósol, un villaggio pirenaico di contrabbandieri accessibile solo a dorso di mulo, prima di stabilirsi a Parigi nel fatiscente Bateau-Lavoir.

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Al ristorante Pablo Picasso

Soggiorni e spostamenti in Europa

La biografia di Picasso è un viaggio continuo: da Málaga, La Coruña, Madrid e Barcellona in Spagna, a vari indirizzi in Francia come Parigi, Boisgeloup, Juan-les-Pins e Le Tremblay-sur-Mauldre. La mostra sottolinea come questi spostamenti fossero spesso dettati da necessità, ma anche da una strategia per mantenere autonomia.

 

Il Bateau Lavoir il celebre studio d’artista nel cuore di Parigi

Il Bateau Lavoir (lavatoio galleggiante) era il simbolo della vita bohémien della collina di Montmartre. È uno dei fabbricati più precari e fatiscenti della capitale francese. Dispone di un solo punto di erogazione dell’acqua potabile per una trentina di abitazioni torride d’estate, gelide d’inverno, che gli artistiadibiscono a studi.

Pablo Picasso ci abiterà dal 1902 al 1907 insieme alla compagna, la modella francese Fernande Ollivier. Qui dipinse l’iconico capolavoro Les Demoiselles d’Avignon.

Nel 1908, il Bateau-Lavoir divenne un vero e proprio hub artistico, attirando un gruppo di artisti di grande talento come Georges Braque, Max Jacob, Marie Laurencin, Guillaume Apollinaire, André Salmon, Maurice Raynal, Juan Gris, Fernand Léger, Robert Delaunay, Albert Gleizes, André Lhote, Jean Metzinger, Francis Picabia, Alexander Archipenko e Paul Gauguin.

Fu frequentato da Henri Matisse, Amedeo Modigliani, André Derain, Raoul Dufy, Utrillo, Gertrude e Leo Stein, Jean Jarry, Jean Cocteau, Raymond Radiguet, Dullin, Ambroise Vollard, Denis, Ardengo Soffici, Kees van Dongen, Juan Gris e il famoso scultore Brâncuși.

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Madre e figlio Pablo Picasso

 

Riguardo ai suoi soggiorni si legge ancora nelle schede che:

“..è vissuto a Málaga, La Coruña, Madrid e Barcellona” 

mentre in Francia

“…hanno accolto Picasso a Parigi… Pere Romeu, Ramon Casas, Hermen Anglada-Camarasa, Frederic Pujulà, Joaquim Mir, Santiago Rusiñol, Carles Casagemas, Ramon Pichot.” 

Inoltre,

“…a partire dal 1935, …Picasso affronta spostamenti da una casa all’altra (Parigi, Boisgeloup, Juan- les-Pins, Le Tremblay sur Mauldre, per ricordarne alcune).”

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Donne in un interno

La percezione di poteri sovrumani e capacità straordinarie

Accidenti…non si può certamente dire che abbia avuti problemi di adattamento!

Sempre leggendo le schede si direbbe in possesso di poteri al limite dell’umano:

“In soli 35 giorni, chiamando a raccolta tutte le risorse della sua prodigiosa erudizione letteraria, pittorica, religiosa, elabora e appronta un’immensa opera tragica”, ancora: “l’artista invisibile diventa donatore, il paria diventa mecenate, il rinnegato diventa benefattore, l’escluso diventa nume tutelare.”

Non solo, fu anche un

abile stratega politico”, e un “artista-mercurio sotto assalto, un nume tutelare suo malgrado” 

infine

“uno straniero schedato nel labirinto parigino” fino a diventare “una specie di perseguitato politico”.

Le schede della mostra dipingono Picasso con poteri quasi sovrumani: in soli 35 giorni, creò opere tragiche come “Guernica”, diventando da paria a benefattore. Descritto come “abile stratega politico” e “artista-mercurio”, fu uno straniero schedato ma perseguitato? La mostra lo ritrae come un nume tutelare, ma le contraddizioni emergono, specialmente riguardo alla sua situazione economica.

Insomma una sorta di super-uomo perseguitato dal Sistema senza macchia e senza paura; ma fu veramente così?

A giudicare sempre dalle notizie forniteci dalle schede descrittive sorgono molti dubbi.

Dal punto di vista economico infatti, malgrado tutte le angherie, già

Nel 1908, Picasso venderà ad André Level l’opera Famille de Saltimbanques, e Level diventerà una sorta di scudo inossidabile che proteggerà Picasso dalle angherie della pubblica amministrazione francese”.

In seguito

“Nel giugno 1930, per continuare ad andare avanti..Picasso acquista un castello settecentesco in Normandia” 

cosicché

“Mentre la xenofobia impazza, …questa nuova “soluzione geografica” gli garantisce autonomia e sicurezza.” 

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Donna che legge

La vita economica e le proprietà di Picasso

Nel 1932, un’informativa della polizia ritiene

“..che Picasso disponga di notevoli sostanze. Paga 70.000 franchi di affitto per l’appartamento di rue La Boétie e ha quattro domestici “

fino a che nel 1946

“Romuald Dor de la Souchère, il sovrintendente del castello Grimaldi di Antibes accoglie Picasso in residenza artistica, mettendogli a disposizione un ampio studio al secondo piano, lo spazio enorme che aveva sempre sognato”.

“La grande tenuta è la sua prima conquista territoriale, una specie di piccolo principato (con tanto di automobile di lusso, autista e cane di razza)”.

Insomma, a giudicare da queste schede, non sembra esattamente la vita di stenti di un perseguitato politico.

Nonostante le presunte angherie, Picasso godette di successo finanziario. Nel 1908, vendette “Famille de Saltimbanques” a André Level, che lo protette dalle burocrazie. Nel 1930, acquistò un castello in Normandia per 70.000 franchi, garantendosi autonomia durante periodi di xenofobia. Nel 1932, la polizia notò i suoi domestici e l’affitto lussuoso in rue La Boétie. Nel 1946, al Castello Grimaldi di Antibes, ebbe uno studio enorme, con auto di lusso e cane di razza – lontano dalla vita di un perseguitato. Queste rivelazioni mettono in discussione la narrazione di vittima, evidenziando il genio economico di Picasso nell’arte moderna.

La personalità di Picasso e il rapporto con il sistema

Ed anche a proposito della sua personalità sempre dalle schede di descrizione della mostra ci informano che:

“Quando gli viene comunicato che de Gaulle desidera conferirgli la cittadinanza francese e la Legion d’onore, Picasso rifiuta.” 

e che: 

“Quando a Parigi viene organizzata l’imponente mostra <Hommage à Picasso> grazie ad André Malraux, Picasso non va a vederla”

 ed ancora: 

“É stato detto che, in quegli anni, Picasso ha tradito sé stesso, rinunciando alla ricerca estetica e agli amici di un tempo”.

Critiche e contraddizioni nella narrazione della mostra Picasso lo Straniero

La tesi centrale della esposizione Picasso a Roma è che l’artista fosse un eroe perseguitato dal sistema. Tuttavia, emergono contraddizioni: Picasso rifiutò la cittadinanza francese e la Legion d’Onore offertagli da de Gaulle, e ignorò l’omaggio organizzato da André Malraux. Negli anni successivi, alcuni lo accusarono di aver tradito la ricerca estetica e gli amici.

Queste incongruenze rendono la narrazione confusa. Da un lato, Picasso è lo “straniero schedato nel labirinto parigino“; dall’altro, gode di residenze artistiche come al Castello Grimaldi di Antibes, dove nel 1946 ebbe un enorme studio.

Quindi quali conclusioni trarre? Direi che la tesi iniziale della mostra si sia auto-contradetta, risultando in finale a dir poco confusa.

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Grande bagnante con libro

Conclusioni e riflessioni finali

Il valore artistico di Picasso

Insomma, per concludere, lascerei la parola a colei che per prima intuì il talento artistico immenso di Picasso Gertrude Stein che scrive così ad un’amica:

«Ho acquistato due opere di un giovane spagnolo, tale Picasso, che considero un genio di valore inestimabile»

Il salotto artistico letterario della famiglia Stein

Tra il 1902 e il 1905, il collezionista americano Leo Stein e sua sorella Gertrude si stabiliscono al 27 di Rue de Fleurus a Parigi e con loro anche il fratello Michael e la cognata Sarah.Il salotto artistico-letterario di Leo e Gertrude si colloca negli interstizi della società parigina, in quanto era frequentato soprattutto da artisti e collezionisti stranieri.

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Trois sculptures de la série Bathers

La conclusione: genio o uomo complesso?

Ecco, appunto, “un genio di valore inestimabile” non necessariamente un uomo di valore inestimabile.

Conosciamo le testimonianze di molti di coloro che condivisero la vita con lui, e quanti di questi finirono per suicidarsi.

E’ sempre rischioso avventurarsi nelle vite private dei grandi geni.

Celebriamo così l’inarrivabile genio artistico di Picasso che per primo percepì come uno sciamano la decomposizione interna dell’uomo moderno riportandola sulle tele, ma lasciamo stare l’uomo.

Picasso lo straniero, organizzata dalla Fondazione Roma in collaborazione con Marsilio Arte, è aperta a Palazzo Cipolla fino al 29 giugno 2025.