Island Guizzo pittore italiano del Novecento, nacque a Volpago del Montello, in provincia di Treviso, nel 1915 e morì a Roma nel 1987. Pittore italiano del Novecento profondamente legato alla cultura veneta e al paesaggio della Marca Trevigiana, fu definito dallo scrittore Giovanni Comisso “il pittore della città di Treviso”.

Island Guizzo iniziò la propria formazione artistica tra Treviso e Venezia, studiando la grande tradizione pittorica veneta e osservando in particolare i maestri del Cinquecento. Pur essendo considerato prevalentemente un pittore autodidatta, sviluppò una notevole padronanza del disegno, della figura. Il rapporto con il territorio del Montello rimase centrale anche negli anni successivi, diventando uno dei temi più riconoscibili della sua pittura.

La guerra e il ritorno alla pittura

La Seconda guerra mondiale interruppe la sua attività artistica. Durante il conflitto prestò servizio nella Marina e venne deportato in Germania. Dopo la liberazione tornò alla pittura e nel 1946 tenne una delle sue prime mostre personali a Treviso, seguita nel 1947 da un’esposizione a Montebelluna.

Tra il 1947 e il 1950 compì numerosi viaggi in Europa, Asia Minore e Africa, visitando musei, gallerie e pinacoteche. Queste esperienze contribuirono ad ampliare la sua cultura figurativa e a consolidare il suo interesse per il ritratto e la rappresentazione della figura umana.

Il trasferimento a Roma

Nel 1952 Island Guizzo si trasferì con la famiglia a Roma, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico e culturale legato a via Margutta e via del Babuino.

Nella capitale frequentò artisti, scrittori e personalità dello spettacolo. Giorgio de Chirico ne apprezzò il temperamento pittorico, la conoscenza del disegno e la particolare sensibilità nel ritratto.

Guizzo divenne infatti noto soprattutto come ritrattista. Tra i personaggi da lui raffigurati vengono ricordati anche Aldo Fabrizi e Ornella Vanoni. Partecipò inoltre a mostre personali e collettive in Italia e all’estero, ottenendo riconoscimenti tra i quali il Premio Marc’Aurelio.

Il ritratto e la figura

La figura umana occupa un ruolo centrale nella produzione di Island Guizzo.

Nei ritratti l’artista tende a privilegiare la presenza psicologica del soggetto, costruendo i volti attraverso il disegno e una materia pittorica libera e intensa. Anche nelle composizioni di più ampio respiro, la figura mantiene spesso una funzione dominante.

Il Comanducci già nel 1962 lo ricordava come ritrattista e sottolineava la sua predilezione per la figura.

Il paesaggio veneto

Accanto alla ritrattistica, Guizzo mantenne sempre vivo il rapporto con il paesaggio del Veneto e, in particolare, con il Montello.

I suoi paesaggi non sono semplici trascrizioni naturalistiche. Il dato reale viene filtrato attraverso la memoria, il colore e una materia pittorica vibrante, capace di restituire un rapporto profondamente emotivo con i luoghi dell’infanzia e della formazione. Il legame con Treviso rimase così costante anche dopo il trasferimento a Roma.

Lo stile pittorico

La pittura di Guizzo può essere collocata nell’ambito della figurazione italiana del secondo dopoguerra.

Il suo linguaggio unisce attenzione al disegno, tradizione veneta e una stesura cromatica libera e materica. Nei ritratti prevale l’indagine psicologica; nei paesaggi e nelle nature morte, invece, colore e luce acquisiscono una maggiore autonomia espressiva.

Pur entrando in contatto con le ricerche artistiche del dopoguerra, Guizzo rimase sostanzialmente fedele alla figurazione.

Musei, collezioni e memoria dell’artista

Fonti bibliografiche segnalano opere di Island Guizzo nelle raccolte del Museo di Roma a Palazzo Braschi

Il rapporto con Volpago del Montello è rimasto vivo anche dopo la sua morte. Nel 2021 il Comune gli ha intitolato il Centro Civico Island Guizzo, accompagnando l’iniziativa con una mostra dedicata all’artista.

Island Guizzo morì a Roma nel 1987 e, secondo la sua volontà, fu sepolto a Volpago del Montello.

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Nel nostro catalogo opere è in vendita un bel lavoro di Guizzo olio su tela del dopoguerra. Natura morta firmata e datata 1965. Il dipinto presenta un vaso viola con fiori bianchi e foglie verdi su un fondo blu-verde, trattato con pennellate materiche e un colore particolarmente intenso.

Quadro Island Guizzo 1965 natura morta vaso viola fiori bianchi foglie verdi, stile espressionista post-impressionista olio su tela, cornice dorata
Natura morta di Island Guizzo: vaso viola con fiori bianchi luminosi e foglie verdi su sfondo blu-verde, pennellate materiche espressive del dopoguerra italiano

 

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