Gian Carozzi ( La Spezia, 1920- Sarzana, 2008) è stato uno degli artisti più importanti della scena artistica spezzina del dopoguerra.
Le esposizioni e i premi
Littoriali della Cultura e dell’Arte
Un capitolo fondamentale nella vita di Gian Carozzi furono i Littoriali della Cultura e dell’Arte, competizioni organizzate dal regime fascista per promuovere i talenti giovanili.
Nel 1938, rappresentò Genova ai Prelittoriali e partecipò ai Littoriali a Palermo con l’opera “Ritratto di un Chierico“, vincendo un secondo premio agli Agonali di Bologna.
Galleria Rotta di Genova
Nel 1941 due sue opere (Paesaggio e Figura di donna) partecipano ad una collettiva alla Galleria Rotta di Genova , insieme a lavori di Renato Birolli, Domenico Cantatore, Filippo De Pisis, Giuseppe Migneco, Enrico Prampolini, Aligi Sassu, Fiorenzo Tomea e Ardengo Soffici.
Nel 1942 ha preso parte ai Littoriali per l’anno XVII a Trieste e a Vienna. Dilvo Lotti sul “Meridiano di Roma” dice che l’opera di Carozzi è una delle rivelazioni della mostra.
Ha poi tenuto la sua prima mostra personale alla Galleria Il Ponte di Firenze, presentata da Manlio Cancogni.
Il Gruppo dei Sette
Nel 1947, entrò nel Gruppo dei Sette, movimento artistico che animò lo scenario artistico spezzino, fondato da Vincenzo Frunzo con il supporto di Corrado Cagli, insieme ad artisti come Gino Bellani e Giacomo Porzano, Carlo Giovannoni, Guglielmo Carro, Bruno Guaschino
Premio del Golfo della Spezia
Gian Carozzi vinse il Premio di pittura Golfo della Spezia nel 1949, anno della sua rinascita post-bellica, premiato da una commissione presieduta da Valentino Bompiani e da Corrado Cagli, Carlo Carrà, Carlo Ludovico Ragghianti e Marco Valsecchi
Questo riconoscimento, uno dei più prestigiosi per l’arte ligure dell’epoca, premiò l’opera “Metamorfosi della Grotta Azzurra” (tecnica mista su carta) e consolidò il suo ruolo tra i fondatori del Gruppo dei Sette, movimento che animò lo scenario artistico spezzino. Il premio, parte di una collezione omonima, testimonia l’ascesa di Carozzi come protagonista del dopoguerra, con esposizioni successive che ne celebrarono il lascito, come la mostra “Cronache visive del dopoguerra” al CAMeC (2013)
Il Premio del Golfo di Gian Carozzi segnò l’inizio della sua ascesa nazionale.
Metamorfosi della Grotta azzurra
Gian Carozzi a Milano
Carlo Cardazzo
Nel 1949, si trasferisce a Milano, dove partecipa, presso la Galleria del Naviglio, al Premio Diomira destinato a giovani artisti di età inferiore ai trent’anni. L’opera esposta suscita l’interesse di Carlo Cardazzo, il quale lo invita a esporre nella sua galleria.
Nel 1950, l’artista inaugura una mostra personale alla Galleria del Naviglio di Milano, presentata in catalogo da Beniamino Joppolo, entrando così in contatto con uno dei centri nevralgici dell’avanguardia artistica milanese.
Lucio Fontana e lo Spazialismo
Tra il 1949 e il 1950 si trasferisce a Milano, dove conosce Lucio Fontana e firma due manifesti dello Spazialismo, il 3° Manifesto dell’Arte Spaziale (1951) e il Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione (1952).
Senza Titolo, 1952
Parigi
Dopo il soggiorno milanese, passa gli anni Sessanta e Settanta a Parigi, dove continua a lavorare da solo, esplorando un stile che non è mai uguale, ma che mostra una continuità di pensiero, attraverso un’indagine continua sulla pittura.