Elisabetta Mayo D’Aloisio Biografia, opere e storia della scultrice italiana
Origini e formazione
Elisabetta Mayo nacque a Napoli il 18 settembre 1896 (alcune fonti indicano il 1894), in una famiglia con radici vastesi.
Si trasferì a Roma nel 1920 per perfezionarsi nella scultura, diventando allieva del celebre Vincenzo Gemito, da cui ricevette alta stima e attenzione.
Attività artistica e principali opere
Elisabetta Mayo D’Aloisio si distinse come scultrice, esponendo già nel 1921 alla I Biennale Romana con le opere *Marchesina* e *Il Vincitore al Traguardo*.
Nel 1923, alla II Biennale di Roma, presentò la scultura *Giovinetta balzante*, donata alla città di Littoria (oggi Latina), dove è ancora visibile nei giardini comunali.
Negli anni Trenta realizzò una monumentale statua in bronzo intitolata “La Marcia su Roma*, destinata a Piazza di Siena a Roma.
Tra le sue opere più importanti si trovano anche:
– Il ritratto in bronzo di Vincenzo Gemito, conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Milano dal 1932.
– La celebre Maschera di Adamo , scultura in bronzo su base di marmo, versione sopravvissuta del più ampio gruppo scultoreo “Il sonno di Adamo”.
Vita personale e collaborazioni
Nel 1927 sposò il pittore Carlo D’Aloisio da Vasto, con cui condivise non solo la vita ma anche uno studio a Roma in Viale Giulio Cesare 51.
La coppia artistica collaborò attivamente: parteciparono insieme a mostre importanti e contribuirono alla rivista “Oceanica” diretta da Curzio Malaparte.
Nel marzo 1929 organizzò una mostra personale nei locali delle Stanze del Libro (“Salone delle Tre Venezie”) a Roma, evento inaugurato da Giuseppe Bottai e con la presenza del re Vittorio Emanuele III.
Attività letteraria
Oltre alla scultura, Mayo fu anche una prolifica scrittrice: pubblicò racconti, novelle, prose poetiche e commedie su quotidiani e riviste nazionali, tra cui L’Avvenire, Il Corriere d’America e Novelle novecentesche.
Tra i suoi titoli più noti vi sono “Il mio viaggio fra gli uomini”, “Il giardino della Vergine” e la novella “La nascita di Caino: primo viaggio fuori tempo”.
Riconoscimenti e eredità
Elisabetta Mayo morì a Roma il 24 novembre 1972.
La sua produzione artistica – scultorea e letteraria – rappresenta una voce originale dell’arte italiana del Novecento, in particolare della scena romana.
La sua opera continua a essere studiata e valorizzata, in parte anche grazie al riconoscimento postumo collegato alla figura del marito Carlo d’Aloisio, con cui formò una delle coppie artistiche più significative del secolo scorso. Molte sculture di Elisabetta Mayo sono conservate in collezioni pubbliche e private.
Elisabetta Mayo su Wikipedia
Su Wikipedia l’opera La Maschera di Adamo è stata pubblicata nella biografia ufficiale di Elisabetta Mayo, dove compare anche la fotografia della scultura.
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