Aldo Natili nacque a Roma il 1° febbraio 1913 e morì nella stessa città il 4 novembre 1975. Pittore romano del Novecento, sviluppò una ricerca complessa che attraversò il tonalismo, il realismo di impegno civile e, dagli anni Sessanta, una pittura sempre più libera, materica e vicina all’Informale. La sua vicenda artistica si svolse nel cuore della cultura romana del dopoguerra, in un ambiente segnato dal confronto tra figurazione, rinnovamento sociale e nuove esperienze astratte.

Gli esordi e il tonalismo romano

Autodidatta, Natili si avvicinò alla pittura nel clima della Scuola romana e del tonalismo. La prima produzione rivela infatti un particolare interesse per il paesaggio, la natura morta e la figura, affrontati attraverso una costruzione misurata dello spazio e una pittura attenta ai rapporti di luce e colore.

Esordì pubblicamente a Roma nel 1940 in una collettiva alla Galleria di Roma. L’anno successivo ottenne il secondo premio al Premio Bergamo con una natura morta; nel 1942 tornò a esporre alla Galleria di Roma insieme a Franco Gentilini, Rolando Monti, Giovanni Stradone e Renato Marino Mazzacurati.

Guerra, antifascismo e impegno civile

Durante gli anni della guerra Natili fu vicino agli ambienti antifascisti romani. Nel 1944 partecipò alla mostra Arte contro la barbarie, una delle manifestazioni artistiche più significative della Roma appena liberata. Prese parte anche alla seconda edizione del 1951, organizzata come protesta contro la guerra di Corea.

Nel dopoguerra il suo interesse per la realtà sociale divenne sempre più evidente. La pittura si orientò verso il dibattito neorealista, affrontando temi legati alla figura umana, al lavoro e alla condizione contemporanea. L’Archivio della Quadriennale colloca Natili in questo contesto insieme ad artisti come Guttuso, Fazzini e Mafai.

Le Quadriennali e la scena artistica romana

Nel 1943 Natili partecipò alla IV Quadriennale di Roma e prese successivamente parte ad altre quattro edizioni della manifestazione fino al 1960. Questa presenza continuativa testimonia il ruolo acquisito dall’artista nel panorama romano del secondo dopoguerra.

Nel 1945 aderì inoltre alla Libera associazione delle arti figurative, nata nel clima di rinnovamento culturale successivo alla guerra. Frequentò l’ambiente artistico romano entrando in contatto con Roberto Melli, Afro, Salvatore Scarpitta, Leoncillo, Giulio Turcato e con critici come Marcello Venturoli ed Emilio Villa.

Dal Realismo all’Informale

Negli anni Cinquanta la pittura di Natili raggiunse una maggiore solidità strutturale. Paesaggi, figure e composizioni sono costruiti attraverso una luce calda e una spazialità ampia, mentre la componente narrativa rimane legata alla realtà del dopoguerra.

Dalla fine degli anni Cinquanta, e soprattutto nel decennio successivo, la sua ricerca cambiò progressivamente. La materia pittorica acquistò maggiore autonomia, il segno diventò più energico e la forma si allontanò dalla descrizione naturalistica.

Natili approdò così a un linguaggio vicino all’espressionismo astratto e all’Informale. Tuttavia, la memoria della figura e della realtà rimase spesso percepibile sotto la superficie pittorica, creando una tensione costante tra immagine e materia.

Mostre personali e fortuna critica

Nel 1953 Natili tenne la sua prima personale alla Galleria San Marco di Roma. Seguì una mostra alla Galleria La Cassapanca nel 1956 e, nel 1963, una nuova personale alla Galleria San Marco.

Per la mostra del 1963 Emilio Villa scrisse il testo di presentazione del catalogo. La presenza di questo testo è documentata anche nelle Collezioni Digitali Reggiane, che conservano l’edizione relativa alla mostra romana.

Nel 1966 Natili partecipò inoltre alla mostra Collezione Roma alla Galleria Ferro di Cavallo.

Aldo Natili e lo Studio d’Arte Palma

Alcune opere di Natili conservano sul verso l’etichetta dello Studio d’Arte Palma, importante realtà della Roma del dopoguerra.

Lo Studio d’Arte Palma fu inaugurato nel maggio 1944 per iniziativa di Pietro Maria Bardi. Costituì un esperimento particolarmente moderno perché riuniva attività espositive, commercio d’arte, restauro, expertise e documentazione fotografica.

La presenza dell’etichetta originale dello Studio Palma sulle opere oggi conservate da Egidi MadeinItaly costituisce quindi un elemento documentario importante per la loro storia e provenienza.

Opere nelle collezioni pubbliche

La Galleria del Premio Suzzara conserva Uccisione di un bracciante, opera particolarmente significativa per la fase realista e civile dell’artista.

Natili è inoltre presente nelle raccolte d’arte dell’INPS.

L’opera Terrazze verso San Pietro, del 1946, appartiene alla Collezione BNL Gruppo BNP Paribas ed è stata inclusa nelle iniziative espositive dedicate alla pittura romana del dopoguerra.

Natili continuò a dipingere fino agli ultimi anni, progressivamente appartato dalla vita pubblica anche per ragioni di salute. Morì a Roma nel 1975.

Opere in Galleria

Nella galleria Egidi MadeinItaly sono presenti due paesaggi di Aldo Natili che conservano sul retro l’etichetta originale dello Studio d’Arte Palma. Questo elemento costituisce un dato storico e documentario importante per la ricostruzione della provenienza delle opere.

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