Gli esordi di Enrico Coleman, il “Birmano”

Enrico Coleman (Roma, 21 giugno 1846 – Roma, 4 febbraio 1911) soprannominato il “birmano”, fu un pittore e acquerellista tra i protagonisti del paesaggismo romano dell’Ottocento. Figlio del pittore inglese Charles Coleman, dedicò gran parte della sua ricerca alla Campagna romana, all’Agro Pontino, agli animali e alla natura. Fu inoltre tra i fondatori dei XXV della Campagna romana e partecipò a tutte le Biennali di Venezia dalla prima edizione del 1895 fino al 1910.

Dipingere alla maniera di Mariano Fortuny 

Come il padre, si lasciò subito sedurre dalla Campagna romana ma agli inizi, quando esordì con un quadro rappresentante una mandria di bufali nelle paludi pontine, le critiche e l’ilarità dei seguaci di Mariano Fortuny lo spinsero a dipingere per alcuni anni, secondo la moda del tempo, cavalieri settecenteschi con spadino e parrucca. 

Enrico Coleman e la Campagna romana

Principale esponente del Naturalismo di fine Ottocento,ben presto tornò a dipingere dal vero, influenzato dal suo amico acquarellista Onorato Carlandi e da Alessandro Castelli, ispirandosi agli stessi temi di Giuseppe Raggio, trattati con più ricercata gradevolezza.

Di indole meditativa, preferì a Roma la Campagna romana, che visitò in tutti i suoi angoli più caratteristici e melanconici rimanendo affascinato dalla grandiosità, dalla tragica solitudine di quella terra e dall’atmosfera che vi si trovava.

Ritrasse con passione e interesse gli aspetti più genuini e meno noti, più umili e sereni, guardando soprattutto ai suoi abitanti e agli animali.

A questi dedicò numerosi studi e li ritrasse con straordinaria resa naturalistica, uscendo quasi a coglierne il carattere.

L’ Associazione degli Acquerellisti romani

Nel 1875 fu nominato socio effettivo dell’Associazione degli Acquerellisti romani e tre anni dopo anche la Società Reale degli Acquerellisti Belgi lo nominava membro onorario per i suoi quadri così spontanei e nello stesso tempo emananti una vigorosa potenza espressiva.

Divenne socio accademico alla prestigiosa Accademia di San Luca.

Enrico Coleman alla Biennale di Venezia

Enrico Coleman dal 1895 al 1910 fu costantemente presente  alla Biennale di Venezia.

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Tra le opere di Enrico Coleman già passate nella nostra galleria ricordiamo un dipinto raffigurante lavandaie alla fontana, proveniente dalla collezione Belardi Rumor di Roma

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Enrico Coleman Lavandaie alla fontana

I XXV della Campagna romana

Nel 1904, fu tra i fondatori del gruppo dei XXV, soprannominato il “birmano”.

Nel 1904 Coleman fu tra i fondatori dei XXV della Campagna romana e ne divenne il “capoccetta”, cioè il presidente del gruppo. Il soprannome riconosceva il ruolo centrale dell’artista nella rappresentazione naturalistica della Campagna romana e dell’Agro Pontino.

La passione per le orchidee

Famosa la sua passione per le orchidee. Divenne un eccellente coltivatore, così che Fabrizio Cortesi gli dedicò un ibrido tra Orchis mascula varrosea Orchis provincialis varpauciflora, che egli era riuscito a far riprodurre. La passione di Coleman per le orchidee fu tale da diventare parte integrante della sua attività di naturalista. Tra il 1893 e il 1910 realizzò l’album Orchideomania Birmana, dedicato a numerose specie di orchidee selvatiche.

Gli studi romani di Enrico Coleman

Il primo studio di Enrico Coleman era in via Zucchelli n.16.  Insieme con il fratello Francesco, traslocò nello studio del padre al primo piano di Palazzo Dovizielli, in via Margutta n. 33.

La nazionalità di Enrico Coleman

Coleman conservò per tutta la vita la nazionalità britannica, pur vivendo stabilmente a Roma e senza mai recarsi in Inghilterra.

 

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