Assen Peikov nacque a Sofia nel 1908 e morì a Roma nel 1973. Si formò all’Accademia statale di Belle Arti di Sofia nella classe di scultura di Andrei Nikolov, concludendo gli studi con una medaglia d’oro. Dopo alcune esperienze fuori dalla Bulgaria, nel 1938 si stabilì a Roma, città nella quale avrebbe costruito gran parte della propria carriera.
Assen Peikov a Roma e Via Margutta
A Roma Peikov trovò uno studio in Via Margutta, luogo centrale della vita artistica della capitale. In breve tempo il suo atelier divenne un punto di incontro per artisti e intellettuali.
Tra le personalità che frequentarono il suo ambiente figurano Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Bruno Barilli, Renato Guttuso e Pericle Fazzini. Inoltre, il rapporto con il mondo culturale romano contribuì a consolidare la sua reputazione di scultore e ritrattista.
Il ritratto scultoreo
Il ritratto fu uno dei nuclei più importanti della sua produzione.
Peikov sviluppò una figurazione saldamente ancorata alla tradizione plastica, ma attenta alla psicologia del modello. Le teste e i busti mostrano una costruzione compatta, spesso vicina alla severità del ritratto romano antico, pur mantenendo una sensibilità pienamente novecentesca.
Negli anni Cinquanta e Sessanta divenne uno dei ritrattisti più richiesti in Italia. Tra i suoi modelli figurano Giorgio de Chirico, Sofia Loren, Ava Gardner, Federico Fellini e Alexander Fleming. Nel 1956 fu inoltre il primo scultore a cui venne concessa la possibilità di eseguire un ritratto di papa Pio XII.
Opera disponibile in galleria
Tra le opere attualmente disponibili figura un disegno di Assen Peikov, Il guerriero raffigurante lo zar Asparuh testimonianza interessante della sua attività grafica e della capacità di costruire la figura anche attraverso il segno. La scheda completa permette di approfondire tecnica, dimensioni e stato di conservazione dell’opera.

Leonardo da Vinci e la scultura monumentale
La sua opera più celebre resta il monumento a Leonardo da Vinci realizzato per l’aeroporto di Fiumicino.
La figura, alta circa nove metri, fu inaugurata nel 1960 e divenne rapidamente uno dei simboli monumentali più riconoscibili dello scalo romano. Leonardo è raffigurato in piedi, con una mano rivolta verso il cielo e l’altra associata al progetto della vite aerea.
Accanto al ritratto, Peikov sviluppò infatti una significativa attività nel campo della plastica monumentale e decorativa. La sua produzione testimonia una ricerca coerente, sempre figurativa, ma capace di adattarsi a scale e funzioni molto diverse.
Tra Bulgaria e Italia
Pur vivendo e lavorando per oltre trent’anni in Italia, Peikov mantenne un rapporto costante con la Bulgaria.
Il suo percorso rappresenta un caso significativo di artista dell’Europa orientale pienamente inserito nel panorama culturale romano del dopoguerra. Dopo la morte, il suo nome rimase legato sia alla Bulgaria sia all’Italia: una piazza a Roma e una strada a Sofia gli sono state dedicate.
La sua opera conserva ancora oggi un ruolo particolare nella storia della scultura figurativa del Novecento, soprattutto per la forza del ritratto, l’attenzione psicologica e la capacità di confrontarsi con la dimensione monumentale.
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