Renato Mambor: Una Vita nell’Arte

Renato Mambor nasce a Roma il 4 dicembre 1936. Suo padre ha una pompa di benzina nel quartiere Tuscolano.

 Gli Inizi: Dal Cinema all’Arte Visuale

Renato Mambor: Le Origini 

Inizia la sua attività artistica, inserendosi nel clima di sperimentazione e rinnovamento delle arti visive.

Esordio Cinematografico: l’Arte Visiva

Nel cinema Renato Mambor esordisce come sceneggiatore, cartellonista e attore, collaborando con figure di spicco come Ugo Tognazzi, Walter Chiari e Totò. Ebbe anche un piccolo ruolo ne “La Dolce Vita” di Federico Fellini.

Il Contesto Artistico Romano: Piazza del Popolo e l’Arte Povera

Galleria l’Appia Antica

Nel 1959 la prima mostra pubblica di Renato Mambor presso la galleria l’Appia Antica con Mario Schifano e Cesare Tacchi.

La Scuola di Piazza del Popolo

Renato Mambor, sin da giovane, frequentò artisti e intellettuali come Mario Schifano, Tano Festa e Jannis Kounellis. Insieme a loro formò la Scuola di Piazza del Popolo, un collettivo artistico che prendeva il nome dalla piazza romana in cui erano soliti incontrarsi.

In questo periodo si lega sentimentalmente con ‘attrice Paola Pitagora.

La Galleria La Tartaruga e Plinio De Martiis

Nell’aprile del 1965 espone alla galleria La Tartaruga di Roma di Plinio De Martiis.

Incontri Significativi: Schifano, Pascali, Angeli e Altri

Achille Bonito Oliva presenta a Napoli la mostra Pascali Mambor.

L’Arte povera

Alla Galleria Bertesca, in Via SS. Giacomo e Filippo al numero 13R, inaugura la mostra Arte Povera – Im Spazio curata da Germano Celant.

Gli Stati Uniti e la Pop Art

Nel 1966 si trasferisce insieme a Mario Ceroli negli Stati Uniti, dove studia la Pop Art di Andy Warhol.

Pur non apprezzando il tono “chiassoso” e colorato di questa corrente artistica, Mambor ne è comunque influenzato.

Milano e la compagnia Trousse

Negli anni Settanta si  trasferisce a Milano e si dedica al teatro.

Fonda e dirige la compagnia teatrale “Trousse”, che prende il nome da una sua opera in metallo. Con la sua compagnia, Mambor esplora gli aspetti cognitivi, emotivi e nervosi dell’uomo. Ha lavorato in teatro fino al 1987.

Durante questo periodo conosce Patrizia Speciale, che diventerà prima sua collaboratrice e poi sua moglie.

Ritorno alla pittura

Negli anni Ottanta, dopo circa dieci anni di pausa, Renato Mambor torna alla pittura.

Mambor e la Galleria Bertesca di Genova: Presentazione della collaborazione di Mambor con la galleria d’arte Bertesca di Genova, che ha ospitato le sue opere in diverse mostre.

Un Approccio Oggettivo all’Arte: Analisi dello stile artistico di Mambor, caratterizzato da un’oggettività che mette in primo piano la forma e il colore.

Le Sagome Colorate e la Distanza dallo Spettatore: Esame dell’uso delle sagome colorate nelle opere di Mambor, un elemento chiave che crea una distanza tra l’opera e lo spettatore. La sua immagine di profilo o di spalle, senza volto, entra a far parte delle sue opere. Sviluppa i temi dell'”Osservatore“, del “Riflettore“, del “Testimone Oculare” e del “Decreatore“, che definisce “Posizioni Filosofiche”. Espone opere pittoriche, scultoree, installative, fotografiche e performative.

La Prevalenza della Razionalità sull’Emozione: Riflessione sulla predominanza della razionalità sull’emotività nell’arte di Mambor, un tratto distintivo del suo stile.

Gli ultimi anni

Renato Mambor ha continuato a dipingere ed esporre i suoi lavori fino alla sua morte, avvenuta a Roma nel 2014.

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