Valori Plastici: il gruppo artistico di Mario Broglio
Il gruppo artistico Valori Plastici, fondato da Mario Broglio nel 1918, rappresenta una svolta decisiva nell’arte italiana del Novecento. Nato come reazione alle avanguardie, il movimento promuove un ritorno alla forma, alla classicità e alla spiritualità dell’immagine, segnando la rinascita della tradizione figurativa in chiave moderna.
Origini del gruppo Valori Plastici
Il contesto storico
Alla fine della Prima guerra mondiale, in Europa si avvertiva un diffuso bisogno di recuperare ordine, equilibrio e spiritualità nell’arte. In Italia questo sentire prese corpo attraverso Mario Broglio, pittore, critico e intellettuale, che nel 1918 fondò a Roma la rivista “Valori Plastici”.
La rivista come fulcro del movimento
La rivista – attiva tra il 1918 e il 1921 – divenne presto il principale strumento di diffusione estetica del gruppo. Al suo interno trovarono spazio saggi, manifesti programmatici e analisi critiche che promuovevano:
il ritorno al disegno come fondamento dell’arte,
l’attenzione alla forma plastica e volumetrica,
la riscoperta dei grandi maestri del passato (Giotto, Piero della Francesca, Masaccio),
una visione spirituale e meditativa dell’opera d’arte.
Mario Broglio: il promotore dei “nuovi valori”
Mario Broglio fu l’anima teorica e organizzativa di Valori Plastici. Con la moglie Edita Walterowna, anch’essa artista, il suo obiettivo era formare una nuova coscienza artistica italiana, libera tanto dalla frenesia futurista quanto dall’eccessiva astrazione delle avanguardie europee.
Broglio concepì un’arte “pura”, essenziale, che sapesse coniugare modernità e tradizione, spiritualità e rigore formale. Questa visione attrasse alcuni dei maggiori artisti dell’epoca.
Gli artisti del gruppo Valori Plastici
Tra i protagonisti del movimento figurano nomi chiave della storia dell’arte italiana del Novecento:
Giorgio de Chirico
Pittore fondatore della Metafisica, De Chirico influenzò profondamente il gruppo Valori Plastici con le sue atmosfere sospese, le architetture classiche e il ritorno alla solidità formale, diventando un riferimento essenziale per il nuovo classicismo italiano.
Carlo Carrà
Dopo la fase futurista, Carrà aderì ai principi del ritorno all’ordine. La sua pittura metafisica e poi classicheggiante si integra perfettamente con l’estetica di Valori Plastici, valorizzando equilibrio, misura e composizione rigorosa.
Alberto Savinio
Fratello di De Chirico, artista poliedrico e visionario, Savinio portò nel movimento una componente letteraria e simbolica. Le sue opere uniscono mito, ironia e classicità reinterpretata con linguaggio moderno.
Giorgio Morandi
Uno dei maggiori interpreti dell’arte italiana del Novecento, Morandi incarna perfettamente i “valori plastici” grazie alle sue nature morte essenziali, meditate e costruite con rigorosa attenzione a forma e luce.
Felice Casorati
Casorati contribuì al clima del ritorno all’ordine con la sua pittura razionale e limpida. Figure, ritratti e composizioni geometriche riflettono un classicismo moderno, sospeso e architettonico, perfettamente in linea con la poetica del gruppo.
Questi artisti, pur mantenendo la propria autonomia stilistica, condividevano un’idea comune: l’esigenza di un’arte senza fronzoli, basata sulla forma, sulla calma e sulla misura.
I principi estetici di Valori Plastici
Il programma del gruppo si basava su alcuni cardini fondamentali:
Ritorno alla tradizione
Il ritorno alla tradizione rappresenta il fulcro teorico di Valori Plastici. Il movimento non propone un semplice revival dei modelli passati, né un esercizio di imitazione nostalgica. Al contrario, guarda alla storia dell’arte italiana come a un serbatoio di valori perenni, validi in ogni epoca: equilibrio, misura, armonia della composizione, costruzione razionale delle forme.
Gli artisti del gruppo—da Morandi a Carrà—reinterpretano questi principi con linguaggio moderno, dimostrando che il dialogo con i maestri del Trecento e del Quattrocento (Giotto, Piero della Francesca, Masaccio) può generare un nuovo classicismo contemporaneo. Il passato diviene così fondamento e non vincolo, modello di rigore e spiritualità capace di opporsi all’instabilità delle avanguardie.
Centralità della forma plastica
La ricerca estetica di Valori Plastici attribuisce grande importanza alla forma plastica, intesa come struttura essenziale dell’immagine. Ogni oggetto rappresentato deve possedere consistenza, volume, solidità, come scolpito nello spazio.
La forma diviene l’elemento generatore dell’opera, e ogni dettaglio superfluo viene eliminato per far emergere la purezza delle relazioni geometriche e luministiche. Questo approccio porta a composizioni misurate, chiare, costruite con equilibrio quasi architettonico. In un’epoca dominata dalle deformazioni espressive e dalle scomposizioni cubiste, Valori Plastici riafferma la necessità di una pittura che riconosca alla forma il ruolo di garanzia e stabilità dell’immagine artistica.
Spiritualità dell’immagine
L’opera è vista come luogo di meditazione, silenzio e ricerca interiore. La ricerca estetica di Valori Plastici attribuisce grande importanza alla forma plastica, intesa come struttura essenziale dell’immagine. Ogni oggetto rappresentato deve possedere consistenza, volume, solidità, come scolpito nello spazio.
La forma diviene l’elemento generatore dell’opera, e ogni dettaglio superfluo viene eliminato per far emergere la purezza delle relazioni geometriche e luministiche. Questo approccio porta a composizioni misurate, chiare, costruite con equilibrio quasi architettonico. In un’epoca dominata dalle deformazioni espressive e dalle scomposizioni cubiste, Valori Plastici riafferma la necessità di una pittura che riconosca alla forma il ruolo di garanzia e stabilità dell’immagine artistica.
Superamento delle avanguardie
Uno degli obiettivi dichiarati di Valori Plastici è il superamento delle avanguardie. Per Mario Broglio e per gli artisti coinvolti, movimenti come Futurismo e Cubismo erano percepiti come fenomeni effimeri, troppo legati alla moda del momento o alla celebrazione della modernità tecnologica.
Il gruppo propone una via alternativa alla frenesia futurista e alla frammentazione cubista: un’arte che sappia recuperare stabilità, durata e universalità. Il ritorno alla tradizione e la centralità della forma vengono quindi interpretati come strumenti per riportare l’arte ai suoi fondamenti classici, in un equilibrio tra modernità e passato.
Non si tratta di rifiutare ogni innovazione, ma di costruire un linguaggio artistico più solido, capace di resistere al tempo e di offrire un nuovo ordine visivo dopo la discontinuità delle avanguardie storiche.
Valori Plastici e il Ritorno all’Ordine
Negli anni Venti molte correnti europee, dalla Neue Sachlichkeit tedesca al Rappel à l’ordre francese, promossero un ritorno alla figurazione. Valori Plastici rappresentò la declinazione italiana di questo fenomeno, influenzando anche la nascita del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti.
Il movimento non fu solo una parentesi artistica, ma un vero ponte culturale tra le avanguardie e la stabilità del nuovo classicismo.
Eredità e importanza storica
Sebbene la rivista e il gruppo abbiano avuto vita breve, l’impatto di Valori Plastici sull’arte italiana è stato duraturo:
ha ridefinito il rapporto tra modernità e tradizione, ha contribuito alla consacrazione di artisti come Morandi e Carrà, ha stabilito nuove basi teoriche per il Realismo Magico e il classicismo del Novecento
Oggi Valori Plastici è considerato un movimento chiave per comprendere il passaggio dall’avanguardia alla modernità equilibrata e riflessiva del secolo scorso.
Conclusione
Il gruppo Valori Plastici, guidato da Mario Broglio (Piacenza, 1891 – San Michele di Moriano, 1948), rappresenta una pietra miliare dell’arte italiana del Novecento. La sua ricerca di ordine, spiritualità e solidità formale ha segnato profondamente il panorama artistico, offrendo un nuovo modo di conciliare innovazione e tradizione. Nel panorama storico dell’arte, Valori Plastici rimane un esempio emblematico di come la modernità possa dialogare con il passato in modo fecondo e creativo.
