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Quadro Antico XVI Secolo Ambito di Gillis Congnet

Crocifissione scuola pittorica di Anversa

Quadro sacro olio su tavola ambito di Gillis Congnet

Questa Crocifissione di Gesù con Maria, la Maddalena e San Giovanni con cornice in legno dorato, è stilisticamente riferibile alla regione dei Paesi Bassi epoca seconda metà del XVI secolo.
La prestigiosa expertise che accompagna questo importante dipinto, ci conferma l’attribuzione a l’ambito di un grande artista fiammingo della fine del secolo decimosesto, più precisamente alla scuola pittorica di Anversa di Gillis Congnet o Coignet (Anversa 1538-Amburgo 1599).

Il certificato è redatto da un esimio esperto in pittura antica qualificato C.E.C.O.A. ( Expert agréé de la Chambre Européenne des Experts-conseil en œuvre d’Art), ed è disponibile su richiesta.

Quest`opera, inedita sul mercato, proviene da una collezione privata ed è impreziosito da un’ importante antica cornice in legno dorato e si presenta in condizioni praticamente perfette.

 

 


Caratteristiche:

Materiale: Tavola

Tecnica: Olio su tavola

Periodo: XVI secolo

Creatore: Ambito di Gillis Congnet

Provenienza: Collezione privata

Condizioni: Eccellenti

Dimensioni (cm):

Altezza: 125

Larghezza: 90

Profondita: 7

COD EMI 391 Categorie , Tag ,


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Descrizione

Quadro sacro olio su tavola Gillis Congnet

Il soggetto della Crocifissione di Gesù, accompagnato dalla Madonna e santi, è particolarmente diffuso tra gli artisti operanti nel Regno dei Paesi Bassi (comprendenti gli attuali Olanda, Belgio e Lussemburgo) durante tutto il XVI secolo, declinato in molteplici varianti stilistiche e compositive: da Hendrick Goltzius (Muhlbracht, Venlo, 1558 – Haarlem 1617) a Otto Van Veen (Leida 1556- Bruxelles 1629), da Maerten de Vos (Anversa 1532-1603) a Gillis Congnet o Coignet (Anversa 1538-Amburgo 1599).

Stilisticamente, la nostra tavola sembra il frutto dell’opera di un pittore sensibile alle esperienze pittoriche di quest’ultimo artista.

Congnet iniziò la sua formazione in un ambito prettamente fiammingo ma il suo soggiorno italiano, documentato all’incirca tra il 1565 e il 1570, conferì al suo stile una nota più ricca in colori e in verve compositiva.

Una volta rientrato ad Anversa, egli impiego nella sua bottega alcuni  collaboratori. Uno di costoro potrebbe essere l’autore di questa Crocifissione. Le fisionomie dei volti d’avorio dei santi personaggi con piccoli occhi e bocche, i loro panneggi fluidi e materici, talora gonfi di vorticose ed elettriche pieghe, il paesaggio notturno ricco di dettagli, la minuzia dei particolari e certe tonalità calde e vivaci, quasi venete, appartengono specificatamente alla bottega di Gillis Congnet dopo il 1570.

Come esempi di confronto, possiamo citare la “Crocifissione con la Madonna, la Maddalena e San Giovanni”, passata da Christie’s a Londra e le tavole raffiguranti “L’Annunciazione”, “L’Adorazione dei Magi” e “San Pietro” della Cattedrale Santa Maria della Redonda (La Rioja, Spagna).

Un elemento compositivo che riteniamo di particolare interesse in questa tavola sono le mani e la posa del San Giovanni che non ci è stato dato finora trovare in nessun’altra composizione simile allo stesso periodo e nella stessa regione, sia in pittura, sia in stampa. Si potrebbe quindi suggerire che si tratti di un’invenzione genuina del nostro artista.

Dal punto di vista delle vicende storiche del dipinto, estremamente rilevante è la coppia di stemmi nobiliari che si trovano a destra e a sinistra del Cristo, probabilmente apposti per celebrare l’unione di due casati tramite un matrimonio. Ci è stato possibile riconoscere uno dei due blasoni, quello di sinistra.

Esso raffigura, in campo blu, tre fibbie su banda dorata sormontate da un levriero d’argento rampante, il tutto decorato da una corona: si tratta dello stemma della famiglia francese de Lamarzelle, originaria di Borgogna e installatasi poi in Bretagna. Di tale famiglia si conosce l’albero genealogico a partire da un certo Guillame (intorno al XVI-XVII secolo) fino a Yves de Lamarzelle (1908-1999) che sposò nel 1931 Odette Falcon de Longevialle (1909-?).

Giacché il secondo stemma presenta il medesimo tipo di corona nella sua parte alta, si può supporre che l’altra famiglia per il momento non riconosciuta, avesse origini francesi oppure fiamminghe.

La tavola proviene infatti dalla collezione di una storica famiglia belga che l’aveva in sua possessione almeno dalla fine del XIX secolo (comunicazione orale).

Bibliografia di riferimento:

Pol Potier de Courcy, Nobiliaire et armorial de Bretagne, Vol II, pag. 148.

 

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Perito del Tribunale di Roma
4008 del 20.12.2002

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