Chi è questa donna ritratta da Carlo Carrà?

A chi appartiene questo viso così austero, questa postura così severa?
Il suo nome è Marcella, una creatura nata dal genio di Cervantes, un personaggio del suo capolavoro il Don Chisciotte.
Ma non basta, questa bellissima donna è passata alla storia con il suo nome sì,  ma preceduto da un terribile aggettivo; è, e sarà sempre per tutti “La crudele Marcella
Da cosa deriva questo tremendo nomignolo? Cosa mai avrà fatto per meritare un siffatto epiteto che l’accompagna?
Come sempre, la cosa migliore è verificare di persona e ascoltare direttamente cosa ha da dirci Marcella
Quelle che seguono sono le sue parole, leggiamole insieme….

“Io son nata libera, e, per poter vivere libera, scelsi la solitudine dei campi: gli alberi di queste montagne son la mia compagnia, l’acqua chiara di questi ruscelli i miei specchi; agli alberi e all’acqua confido i miei pensieri e dono la mia bellezza.
Sono un fuoco lontano e una spada riposta.
Quelli che ho fatto innamorare con il mio aspetto, li ho disingannati con le mie parole, e se i desidèri si nutrono di speranze, non avendone io data alcuna a Grisostomo, né ad alcun altro di loro, ben si può dire che li uccide la loro ostinazione, piuttosto che la mia crudeltà.”

Quello che colpisce, oltre le sublimi parole del poeta, è lo spirito di Marcella; una donna bellissima ma con un desiderio insopprimibile: voleva essere libera.
Evidentemente ad una donna bellissima si può perdonare tutto ma non la sua voglia di libertà, per questo è stata e resterà per sempre “La crudele Marcella”.