Tito Corbella tra pittura, illustrazione e cartellonistica
Tito Corbella (Pontremoli, 1885 – Roma, 1966) fu pittore, illustratore e cartellonista, attivo in uno dei momenti più fertili della cultura figurativa italiana del primo Novecento. La sua ricerca si sviluppò tra pittura, grafica pubblicitaria, illustrazione e manifesto cinematografico, mantenendo al centro la figura e, in particolare, l’immagine femminile.
La qualità del disegno, l’attenzione alla silhouette e il gusto per una figurazione elegante caratterizzano tanto i suoi ritratti quanto la produzione destinata alla comunicazione visiva. Nel corso della sua carriera, Corbella seppe così trasferire strumenti propri della pittura nel linguaggio più immediato della grafica.
La formazione tra Venezia e la pittura
Dopo la laurea in Chimica all’Università di Padova, Corbella scelse di dedicarsi definitivamente all’arte. Frequentò quindi l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Guglielmo Ciardi e Ettore Tito.
La formazione veneziana gli fornì una solida cultura pittorica e una particolare sensibilità per il colore e la figura. Inizialmente si dedicò soprattutto al ritratto e alla natura morta. Parallelamente, però, maturò un crescente interesse per l’illustrazione e per le nuove possibilità offerte dalla grafica.
Questa duplice esperienza, pittorica e grafica, rimase una delle caratteristiche più riconoscibili della sua attività.
Tito Corbella illustratore e autore di cartoline
Corbella raggiunse una notevole popolarità anche attraverso le cartoline illustrate, un mezzo di grande diffusione nei primi decenni del Novecento. Figure femminili, coppie, scene sentimentali e immagini di eleganza mondana costituiscono una parte significativa di questa produzione. Il disegno è raffinato, mentre le pose e l’abbigliamento concorrono alla costruzione di una femminilità idealizzata e immediatamente riconoscibile. In questo ambito, Corbella sviluppò un linguaggio capace di coniugare cultura pittorica e comunicazione popolare. Inoltre, la sua attività grafica lo portò a lavorare per importanti realtà del settore, tra cui le Officine Ricordi di Milano, protagoniste della storia del manifesto italiano.
Curiosità
In questo periodo Corbella realizzò e firmò il manifesto pubblicitario per la Società Romana Torrefazione Caffè Remo Camilloni & C., con sede in Piazza Sant’Eustachio a Roma.
Tito Corbella e il manifesto cinematografico
Un capitolo particolarmente significativo della carriera di Corbella riguarda il cinema muto italiano. Nel 1915 realizzò il manifesto per Assunta Spina, film della Caesar Film interpretato da Francesca Bertini. Tre anni dopo lavorò anche all’immagine di Tosca, ancora con Bertini protagonista.
Nei due manifesti la figura della diva domina la composizione e diventa il principale elemento di attrazione visiva. Per Assunta Spina, Corbella raffigura Francesca Bertini con un abito chiaro asimmetrico, animato da motivi rossi e frange. La posa è ferma e controllata; il mento sollevato e la rosa tra le labbra accentuano la forza iconica dell’immagine.
Nel manifesto per Tosca, invece, la composizione assume un andamento più dinamico. L’attrice indossa un lungo abito giallo, completato da un grande cappello e da elementi floreali. Il movimento della gonna e il gesto della figura introducono una maggiore teatralità.
Corbella dimostra in queste opere una notevole capacità di trasformare il ritratto in immagine pubblicitaria. Il suo linguaggio conserva l’eleganza lineare della cultura Liberty, ma lascia emergere anche una sintesi più moderna della figura e dello spazio, destinata ad avvicinarsi progressivamente al gusto Déco.
Le cartoline dedicate a Edith Cavell
Durante la Prima guerra mondiale, il linguaggio di Corbella assunse anche toni molto diversi dalla consueta produzione sentimentale.
Nel 1915 realizzò per la Inter-Art Company di Londra una serie di sei cartoline dedicate alla vicenda di Edith Cavell, l’infermiera britannica condannata a morte durante l’occupazione tedesca del Belgio.
In questa serie l’artista abbandona l’eleganza mondana delle sue figure femminili per adottare una narrazione più severa. Le immagini sono costruite attraverso simboli immediati, contrasti marcati e una forte tensione drammatica.
La sequenza dimostra quanto Corbella sapesse adattare il proprio linguaggio grafico a finalità molto differenti, passando dalla seduzione pubblicitaria alla comunicazione politica e alla propaganda di guerra.
Dagli anni Venti alla maturità
Negli anni Venti Corbella continuò a lavorare nel campo della cartellonistica e dell’illustrazione pubblicitaria. La figura rimase centrale nella sua ricerca, mentre il disegno acquistò progressivamente maggiore sintesi.
Nel 1935 realizzò anche un manifesto per Ala Vittoria S.A. In questo caso la costruzione grafica si adegua ai codici più monumentali e celebrativi della comunicazione visiva italiana del periodo.
Nonostante la varietà degli incarichi, Corbella mantenne una riconoscibile fedeltà alla figurazione. Pittura, illustrazione e grafica non costituiscono dunque episodi separati, ma differenti applicazioni di una stessa cultura dell’immagine.
Dal 1951 fece parte del gruppo di cartellonisti cinematografici che ogni anno assegnava il Premio Spiga, dedicato all’illustrazione pubblicitaria e intitolato a Duilio Cambellotti.
Un pastello di Tito Corbella disponibile in galleria
Nella nostra galleria è disponibile un pastello di Tito Corbella, databile intorno al 1930, raffigurante una dama in costume settecentesco.
La giovane figura è ritratta di profilo con un elegante abito rosa e un piccolo mazzo di fiori tra le mani. Il soggetto storico viene reinterpretato attraverso una sensibilità pienamente novecentesca, nella quale la morbidezza del pastello valorizza gli incarnati, i tessuti e i dettagli dell’abbigliamento.

L’opera costituisce un interessante esempio dell’attenzione riservata da Corbella alla figura femminile e permette di osservare il rapporto tra cultura pittorica e raffinatezza illustrativa che attraversa tutta la sua produzione.
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