Silvestro Lega

Silvestro Lega (Modigliana 1826-Firenze 1895) pittore italiano tra i massimi esponenti del gruppo dei Macchiaioli.

«Mussini mi svegliò la vera passione all’arte. Disegnavo, disegnavo sempre. »

Silvestro Lega fu avviato alla pittura da artisti Accademici quali Enrico Pollastrini, Luigi Mussini, allievo di Ingres ed iniziato con i puristi, 1855 e pittore purista Antonio Ciseri e grazie a loro entra pienamente in quella tradizione accademica, con intuizioni allegorico-religiose riprese in seguito nei suoi quadri storici. 

L’esperienza della vita da campo insieme all’entusiasmo del volontario, lo indirizzarono verso il genere militare.

In questo periodo era ancora lontano dall’atmosfera del “Caffè Michelangelo” ed al movimento verista si dichiarava irriducibile avversario. 

L’orgoglio dell’uomo e dell’artista non voleva concedere nulla al nuovo di una corrente che veniva imposta da quella Francia che non aveva potuto combattere nel ’49 in difesa della Repubblica Romana.

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Nel catalogo prodotti Egidi MadeinItaly è in vendita un dipinto di Silvestro Lega raffigurante un ritratto di donna di profilo, firmato e datato.

Realismo ossia lo studio appassionato della natura

Presto realizzò che il Realismo era solo lo studio appassionato della natura e della sua anima e vi si abbandonò con la consueta sua passione. 

Fu nel 1861, anno dell’ Esposizione Italiana a Firenze, che si indirizzò definitivamente verso il realismo.

Gli fu d’aiuto il ritirarsi sui suoi amati colli fiesolani, che con i loro incomparabili paesaggi, rivelarono il suo animo sensibile, la gentilezza del suo sentimento e soprattutto, la grandezza della sua pittura. 

Silvestro Lega è stato spesso accostato ai Macchiaioli, ma in effetti il suo stile si differenzia notevolmente da quello piu’ robusto di Giovanni Fattori per la sua emotività più vicina alla cifra artistica dei Trecentisti.

Egli mostrò un’anima elegiaca e casta, un’ umiltà ed una sensibilità poetica che lo condussero ad una liricità di contenuto e ad una semplicità di aspetti formali unici. 

Quel che era stata nell’ ‘800 la scena di genere, egli eleva ad altissima poesia; mette a disposizione di questo silenzioso sogno, il felice contrasto fra un animo idilliaco ed un temperamento ribelle.

Oltre ad essere pittore e poeta di scene familiari e di agresti idilli, fu anche ritrattista raro, ma profondo ed efficace, come dimostrano il ritratto di Plinio Nomellini e quello dello scultore Lois di Livorno.

Le opere di Silvestro Lega nei musei

Le sue opere sono esposte nei maggiori musei del mondo.

Silvestro Lega Pittore
Silvestro Lega dipinto

-nel 1851 espone alla mostra annuale dell’Accademia di Belle Arti di Firenze Velleda, la martire cristiana di Chateaubriand, oggi persa

-L’incredulità di San Tommaso Pinacoteca comunale Silvestro Lega

Tiziano ed Irene di Spilimbergo un soggetto storico del 1858 ora a Carpi, Collezione Palazzo Foresti.

Nel 1852, vince il primo premio alla Triennale con Davide che placa Saul con l’arpa  Galleria degli Uffizi.

Premi

Nel 1848 si arruola volontario, e al suo ritorno l’esperienza della vita da campo e l’entusiasmo del volontariato lo portarono naturalmente al bozzetto militare:

Garibaldi a Varese,

Un’imboscata di bersaglieri italiani in Lombardia del 1860, presentato all’esposizione annuale della Società promotrice fiorentina nel maggio 1861;

Cacciatori delle Alpi,

Ritorno da una spedizione.

Silvestro Lega e il realismo

Disse Signorini che quando il realismo di Courbet veniva prevalendo, Silvestro Lega vi si ostinò di più come se dalla Francia venisse imposto alcun che da servire.

Ma quando capì, che realismo era niente altro che lo studio appassionato della natura nei suoi aspetti e nella sua anima, si abbandonò con la consueta sua passione e con più combattiva intransigenza.

E fu la conversione del 1861 dopo l’esposizione italiana.

Silvestro Lega abile ritrattista

Oltre ad essere pittore poeta della scena familiare e di agresti idilli, fu anche ritrattista raro, ma profondo ed efficace come dimostrano il ritratto di Plinio Nomellini, quello dello scultore Ermenegildo Bois di Livorno e quello celebre di don Giovanni Verità, del 1885, proprietà del Comune di Modigliana.

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