Meret Oppenheim

Nasce in Germania, e giovanissima arriva a Parigi per seguire la sua passione, la pittura. Qui lavorerà con Alberto Giacometti e Jean Arp che aveva conosciuto in Svizzera

 

e frequenterà Marcel Duchamp, André Breton e Max Ernst con il quale avrà anche un breve legame sentimentale.

É artista nell’anima non per il portafoglio. Disegnava gioielli per Elsa Schiaparelli, e un giorno mentre era a Parigi, al Café de Flore con Picasso e Dora Maar, riesce a destare l’interesse del Maestro per il suo strano bracciale rivestito di pelliccia, e quando questi disse che tutto si poteva rivestire di pelliccia, a Meret si accese una lampadina.

Va in un negozio, acquista una tazzina con piattino e cucchiaino, e poi riesce a procurarsi un pezzo di pelliccia di gazzella cinese con la quale riveste la porcellana. È così che nel 1936 nasce Le Dejeneur en fourrure piccolo/grande capolavoro che esporrá all’ Exposition surréaliste d’objets tenuta nella Galerie Charles Ratton.

Era questo uno dei massimi esperti in “arti selvagge“, interessato al primitivismo, ai feticci, ed affascinato dagli “objets”. Il successo della creazione della Oppenheim fu tale, che verrà acquisita dal museo MoMA di New York, dove ancora fa bella mostra di sé.

Non le piaceva essere identificata come un esponente di un filone artistico in particolare, anche se il suo nome fu sempre legato alla corrente del surrealismo. Nella sua vita ha realizzato dipinti ad olio, collages, assemblages di oggetti e materiali diversi, e, inoltre,ha anche scritto e composto poesie. Quando si dice un’artista a tutto tondo….