Leoncillo Leonardi
Gli studi
Orfano di padre a soli tre anni, dal 1931 al 1935 studia presso l’Istituto d’Arte di Perugia.
Leoncillo a Roma
A metà degli anni ’30 Leoncillo si trasferisce a Roma, dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti.
Conosce Libero de Libero che lo introduce nell’ambiente artistico romano.

Leoncillo e la ceramica
Nel 1939, si stabilisce a Umbertide per collaborare con la fabbrica di ceramiche di Settimio Rometti, guidata alcuni anni prima da Corrado Cagli.
Qui, perfeziona la tecnica dei materiali ceramici e delle cotture, dando luogo ad una produzione di terracotte policrome ispirate a soggetti onirici e mitologici.
Opere principale di Leoncillo
Nel 1940, partecipa alla VII Triennale di Milano, su invito di Gio Ponti, dove espone opere come Le quattro stagioni.
Rientrato a Roma, inizia lo docenza di plastica ceramica all’Istituto Statale d’Arte e continua l’attività di scultore, alternando opere neocubiste di derivazione picassiana ad opere dalla forte tensione espressionista, come le due versioni della Madre romana uccisa dai tedeschi.
Biennale di Venezia e Fronte Nuovo delle Arti
Leoncillo Leonardi, nel ’47 espone alla Biennale di Venezia con il gruppo del Fronte Nuovo delle Arti, presentato da Giuseppe Marchiori.
Nel 1957, viene collocata a Venezia l’opera Partigiana veneta, distrutta qualche anno dopo da un attentato fascista.
Sono anni di profonda crisi politica ed artistica che lo portano a dimettersi dal Partito Comunista e ad intraprendere la strada dell’arte non figurativa.

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