Duilio Cambellotti
Duilio Cambellotti (Roma, 10 maggio 1876 – Roma, 31 gennaio 1960) fu scultore, pittore, illustratore, scenografo e protagonista delle arti applicate italiane del primo Novecento. Legato al Simbolismo e alla cultura della Secessione, sviluppò un linguaggio personale ispirato alla natura, alla Campagna romana, al mondo rurale e alla tradizione classica.
La sua attività spaziò dalla scultura alla ceramica, dalla vetrata alla xilografia, dall’illustrazione alla scenografia teatrale. In tutti questi ambiti cercò una sintesi tra arte, artigianato e funzione sociale.

Gli anni della formazione e le prime ricerche
Nel 1895 Duilio Cambellotti si iscrisse al Museo Artistico Industriale di Roma, dove seguì corsi di decorazione e disegno applicato. La formazione nelle arti decorative ebbe un ruolo decisivo nello sviluppo della sua ricerca, che fin dagli esordi superò la tradizionale distinzione tra arti maggiori e arti applicate.
Poco dopo si recò in Turchia al seguito dell’architetto Raimondo D’Aronco, impegnato a Costantinopoli al servizio del governo ottomano. Questa esperienza, insieme alle successive visite ai musei archeologici di Atene e Napoli, contribuì ad approfondire il suo interesse per l’antico, il mito e le forme decorative.
Al rientro a Roma, i primi gessi, le ceramiche e le illustrazioni mostrarono già la capacità di Cambellotti di coniugare tradizione, storia e mito con le nuove tendenze artistiche europee sviluppatesi tra la fine del Simbolismo e la cultura della Secessione.
Nel 1901 fu tra i vincitori del concorso Alinari per l’illustrazione della Divina Commedia. I suoi disegni furono successivamente pubblicati nell’edizione del poema uscita tra il 1902 e il 1903.

I XXV della Campagna Romana
Nel 1904 entrò a far parte dei XXV della Campagna Romana, gruppo di artisti uniti dall’interesse per il paesaggio laziale e per lo studio diretto della natura. Cambellotti vi sviluppò una ricerca legata alla campagna romana e al mondo rurale, temi destinati a rimanere centrali in tutta la sua produzione.
Teatro e ceramica
Dal 1905 Duilio Cambellotti iniziò a collaborare con il Teatro Stabile di Roma come scenografo e costumista. Il teatro divenne da allora uno degli ambiti centrali della sua attività e lo accompagnò per oltre quarant’anni, attraverso numerose collaborazioni e allestimenti.
Nel 1907 visitò le Fornaci San Lorenzo di Chino e Galileo Chini. L’incontro con questa importante manifattura rafforzò il suo interesse per la ceramica, alla quale avrebbe dedicato una parte significativa della propria ricerca artistica.
Cambellotti frequentava inoltre con grande curiosità le fornaci popolari di Trastevere. Acquistava ciotole, piatti e vasi prodotti dagli artigiani locali e li trasformava attraverso decorazioni originali, spesso ispirate alla Campagna romana, agli animali e al mondo dell’archeologia.
Cattedra di ornato modellato
Nel 1908 ottenne la cattedra di ornato modellato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. L’insegnamento affiancò così la sua intensa attività di scultore, ceramista, illustratore e progettista.
Mostra dell’Agro Romano del 1911
Nel 1911 Cambellotti partecipò all’Esposizione internazionale di Roma collaborando all’allestimento della Mostra delle Scuole dell’Agro Romano. Progettò la grande capanna destinata all’esposizione e realizzò il manifesto della mostra. Al suo interno furono presentate anche sue sculture e opere di Giacomo Balla dedicate alla Campagna romana.
La vetrata e la ceramica
Nel 1912, insieme a Umberto Bottazzi (Roma, 1865–1932), Vittorio Grassi (Roma, 1878–1958) e al maestro vetraio Cesare Picchiarini (Roma, 1871–1943), Duilio Cambellotti organizzò la prima Mostra della Vetrata. L’iniziativa contribuì al rinnovamento di questa antica tecnica artistica, anche attraverso l’impiego di vetri colorati in pasta e una nuova attenzione al rapporto tra disegno, luce e materia.
Dal 1919 al 1928 Cambellotti realizzò inoltre numerosi vasi in ceramica per il laboratorio del Regio Istituto Nazionale per l’Istruzione Professionale, nel quale era confluito il soppresso Museo Artistico Industriale. In questa attività collaborò con Fernando Frigiotti (Macerata, 1876–1948), Romeo Berardi (Roma, 1882–1961) e Roberto Rosati(Roma, 1890–1949).

Le arti decorative tra Roma e Monza
Nel 1921 Cambellotti realizzò per il Regio Istituto Nazionale per l’Istruzione Professionale un grande pannello ceramico in tre parti raffigurante lo Zodiaco. Nello stesso anno tenne una personale di bronzi e ceramiche presso la Società d’Arte Moderna Italiana, nella Bottega Italiana di Maria Monaci Gallenga in via Veneto a Roma.
Nel 1922, all’Esposizione degli Amatori e Cultori di Roma, gli venne assegnata una sala dedicata alla scultura, nella quale presentò venti opere in bronzo, gesso e ceramica.
I Mostra Internazionale delle Arti Decorative di Monza
L’anno seguente Cambellotti presiedette la Sezione Romana della I Mostra Internazionale delle Arti Decorative di Monza del 1923. Con lui parteciparono, tra gli altri, Vittorio Grassi, Cesare Picchiarini, Alessandro Limongelli (Il Cairo, 1890 – Tripoli, 1932), Giovanni Prini (Genova, 1877 – Roma, 1958), Alberto Gerardi (Roma, 1889–1965), Francesco Randone (Torino, 1864 – Roma, 1935), Brunilde Sapori, le sorelle Scalero e Ferruccio Palazzi (Ancona, 1886 – Osimo, 1972).
In questa occasione Cambellotti concepì cinque ambienti completi, nei quali mobili, giocattoli, tappeti, ceramiche, sculture, ferri battuti e vetrate dialogavano secondo una concezione unitaria delle arti decorative. La sua ricerca superava così la distinzione tradizionale tra arte e artigianato, coinvolgendo ogni elemento dello spazio abitato.
Intorno alla metà degli anni Trenta realizzò inoltre una prestigiosa serie di vasi in terracotta dipinta e invetriata. Alcuni esemplari sono oggi conservati al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.
Il Museo Duilio Cambellotti di Latina
A Latina, nel cuore dell’Agro Pontino, è visitabile il Museo Civico “Duilio Cambellotti”, istituito nel 2005. Il museo conserva sculture, disegni, tempere, xilografie, ceramiche, libri, medaglie, manifesti e documenti che testimoniano il lungo rapporto dell’artista con il territorio pontino. Tra le opere più significative figurano anche i cartoni preparatori per La Redenzione dell’Agro del 1934.
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