Figlio di Jan Tucert (Dusart) di Utrecht e Katharina Brouwers, Cornelis Dusart nacque ad Haarlem il 24 aprile 1660.

Fu apprendista di Adrien von Ostade e, secondo van Good, era il più promettente degli allievi del maestro. Il 10 gennaio 1679 l’artista entrò nella Corporazione di San Luca ad Haarlem. Tre anni dopo, il 29 marzo 1682, viene registrato come membro non sposato della Chiesa riformata di Haarlem. Nel 1692 viene nominato capo della corporazione dei pittori.

Morì il 1° ottobre 1704 e fu sepolto ad Haarlem tre giorni dopo.

Il 31 luglio 1708 la sua collezione d’arte fu messa all’asta all’Aia. Essa comprendeva una serie di dipinti di Adriaen von Ostade, e forse anche di Isaack van Ostade, che furono completati da Dusart.

A quanto pare, l’artista aveva ereditato le opere incompiute all’epoca della morte del suo maestro nel 1685. Sebbene Dusart sia conosciuto soprattutto come pittore di scene contadine, era anche disegnatore e incisore. Le sue opere presentano spesso elementi di caricatura.

Nel 1750-1751 Johan van Gool, uno dei primi biografi che proseguì l’opera di Houbraken, scrisse che Dusart:

Seguito’ da vicino, sulle orme del suo padrone in tutto ciò che riguarda la rappresentazione della vita contadina“. Infatti, la pittura e i disegni di Dusart dal 1679, anno del suo ingresso nella corporazione di Haarlem, fino al 1682 sono talmente simili a quelli del suo maestro, Adriaen van Ostade, che gli intenditori hanno ancora difficoltà a distinguere le opere.

Dopo il 1682 Dusart iniziò a sviluppare uno stile personale più distinto e una ricerca di ispirazione sia nella pittura di Jan Steen che in quella di Ostande.

Amico del prestigioso collezionista di quadri Dongemaus, divenne lui stesso collezionista di quadri antichi e stampe.

Il prestigio delle sue opere, é dimostrata dalla presenza di molti dei suoi quadri presso la piú importanti istituzioni artistiche e musei internazionali come:

-Amsterdam: Mercato del pesce e Festa paesana,

-Anversa: Interno,

-Avignone: I Fumatori,

-Bruxelles: Fiera di paese,

-Dresda: Madre con figlio,

-Haarlem: Interno di una locanda,

-Ermitage di Leningrado: Piccola bottega,

-Londra: Famiglia di contadini,

-Galleria Nazionale di Venezia: Tre bevitori.

Allievo di Adriaen van Ostade condivideva l’interesse del suo maestro per i temi cari a Pieter Bruegel.

Spesso su piccoli formati, entrambi dipingevano quadri con scene di genere molto apprezzate nel XVIII esimo che venivano chiamate “grillen” (scene divertenti).

Più in generale si trattava di scene ambientate nelle taverne ed in generale di ambientazione di vita contadina; fino al 1640 in particolare, si tratta spesso di litigiosa gente popolana in preda ai fumi dell’alcol.

Entro 1640 et 1650, i colori pressoché monocromi diventano più caldi e fanno la loro comparsa degli effetti di chiaro-scuro probabilmente inspirati alle opere di Rembrandt.

Dopo il 1665, i quadri diventano più sereni e curati, mentre i colori si fanno più luminosi e trasparenti.

Cornelius Dusart così come Adriaen van Ostade, prosegue la tradizione dei pittori interessati alla vita bucolica tema che rimonta al capostipite dei maestri Pieter Bruegel.

Il critico d’arte Carel van Mander nel suo libro del 1604, “Elogio di Pier den Drol” (Pietro Bruegel il buffo, Il divertente) ci informa che ” si divertiva ad osservare i comportamenti dei contadini e ne studiava il loro modo di bere, mangiare, danzare, di battersi, e finanche di fare l’amore. Tutte osservazioni che riproduceva nei suoi quadri in maniera molto divertente ed allegra.”

Naturalmente tutte queste riproduzioni di fumatori, di bevitori, di allegri musicisti, inspiravano delle riflessioni sulla vanità del mondo (la musica si perde nell’aria come il fumo) oppure le virtù contrapposte al tabacco e all’alcol percepiti come attitudini da criticare.

Questi quadri rappresentano soggetti rappresentati sia all’aperto, come per esempio feste di paese; sia all’interno, come il nostro bel dipinto. Come pure scene di osterie e locande.

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